L’ abolizione dei cotton fioc dal territorio italiano nel 2019 diventa realtà: tutti i bastoncini colorati non biodegradabili che troppo spesso troviamo su spiagge, sponde dei fiumi e canali in periferia non potranno più essere prodotti e commercializzati sul nostro territorio.

Dopo essere rimasto fermo per un anno, l’emendamento contenuto nella Legge di Bilancio proposto da Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente di Montecitorio, è finalmente un impegno concreto.

Un vero passo avanti per la salvaguardia dell’ambiente: l’ abolizione dei cotton fioc fa capolino nella nostra legislazione assieme al divieto, dal 2020, di un altro pericoloso inquinante: le microplastiche contenute in cosmetici e detersivi.

L’ abolizione dei cotton fioc, un argine all’inquinamento dei mari

Con l’ abolizione dei cotton fioc e delle microplastiche è stata vinta una delle tante battaglie per la protezione del nostro territorio. Sono troppi infatti gli italiani che negli anni hanno buttato, e ancora buttano, i cotton fioc nello sciacquone. Una situazione generata da poca cultura ambientale che porta i cittadini a pensare “se ne occuperà chi di dovere”. E invece no. Purtroppo, complice la situazione della gestione delle acque nere in Italia, migliaia di oggetti non biodegradabili finiscono prima nei corsi d’acqua e poi in mare.

Nel 2017 la foto di foto di Justin Hofman scattata nei mari dell’Indonesia (foto di copertina di questo articolo) ha fatto il giro del mondo posizionandosi ai primi posti del concorso “Wildlife Photographer of the Year 2017”. Nello scatto si vede un cavalluccio marino che si aggrappa ad un cotton fioc che fluttua in un’acqua limpida e blu.
Una foto che denuncia ciò che si verifica nel mondo ad ogni latitudine: la dispersione nell’ambiente di oggetti in plastica tra cui i bastoncini per le orecchie. Questi ultimi sono di uso comune ma purtroppo anche duri a morire per via della plastica che ne costituisce il supporto.
Come sintetizza il Wwf «La plastica è un vero highlander, quella prodotta 50 anni fa è ancora tra noi». Spesso inoltre vengono ingeriti per errore dalla fauna marittima causandone la morte.

Ma quanti sono esattamente i cotton fioc che troviamo facendo una passeggiata all’aria aperta, sulla spiaggia, in città?
Legambiente li ha contati. Nell’ambito della campagna dal nome evocativo #norifiutinelwc, l’ente ha stimato che il 91% dei rifiuti sulle spiagge sono proprio i bastoncini per le orecchie. 7.000 in soli 46 lidi italiani affollati di turisti, famiglie e vacanzieri.

no rifiuti nel wc

Microplastiche sulla pelle, negli abiti e dentro di noi

Oltre all’abolizione dei cotton fioc, grazie all’emendamento approvato dalla Camera, dal 2020 potremmo liberarci anche dalle microplastiche contenute in detersivi, dentifrici e cosmetici, e tutti quei prodotti che usiamo nella quotidianità.

Nessuno ci pensa mai ma molti dei prodotti cosiddetti “esfolianti”, sia cosmetici che adatti al bucato, sono costituiti da una quantità inaspettata di plastiche tanto piccole da essere invisibili.
Parliamo del polietilene. Questa sostanza rappresenta addirittura il secondo ingrediente su base percentuale dopo l’acqua in molti cosmetici di uso quotidiano come creme viso, struccanti, dentifrici etc.
In un flacone da 250 ml ci sono circa 750 mila particelle di plastica.

Tutte queste particelle nocive non si depositano solo sulla nostra pelle, fattore di per sé già allarmante, ma finiscono il loro viaggio nelle acque per un totale di circa 9 mila tonnellate annue… Per poi tornare a noi con un bagno al mare o mentre stiamo gustando del buon pesce a cena.

Il Rapporto Frontiers 2016 ha classificato le microplastiche come uno dei sei gravi problemi ambientali emergenti.

abolizione dei cotton fioc

Cotton fioc, polistirolo, plastiche e piccoli oggetti depositati su una spiaggia

Un segnale per l’Europa

L’abolizione dei cotton fioc non si presenta come una legge sterile, un muro invalicabile. Sono stati infatti stanziati 250 mila euro per aiutare le aziende nella conversione verso il biodegradabile.

I nuovi bastoncini avranno un supporto biodegradabile e probabilmente anche compostabile, saranno corredati di informazioni chiare sul loro smaltimento e verrà citato anche esplicitamente il divieto di buttarli negli scarichi domestici.

Il nostro Paese è stato il primo ad optare per l’abolizione dei cotton fioc e delle microplastiche.

«L’Italia è il primo Paese al mondo a farlo: una vittoria contro il marine litter, a tutela di ambiente e cittadini» Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente della Camera

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti lo definisce “uno straordinario segnale all’Europa” auspicando che gli Stati Membri possano seguire il nostro esempio abolendo prodotti dannosi per l’uomo, la fauna e l’ambiente.

Ovviamente, fatta una legge, la strada non sarà in discesa e serviranno termini e regole precise. Sono però certe le multe per i trasgressori: chi produrrà cotton fioc non biodegradabili sarà punibile con multe fino a 25 mila euro fino alla sospensione dell’attività.

Non solo pulizia dei mari quando il problema è già concreto quindi, ma una soluzione che parte dal principio. Utilizzo di materiali biodegradabili, riduzione del consumo di plastica, e un po’ di educazione civica… Che di questi tempi tanto male non fa!

“Una bella notizia per l’ambiente e la conferma della leadership dell’Italia nel contrastare il marine litter che soffoca mari, fiumi e laghi anche nel nostro Paese” Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente

Scatto di Justin Hofman “Wildlife Photographer of the Year 2017”.

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