Da sempre in ogni campo della scienza e della tecnologia viene riconosciuta l’importanza di imparare dalla natura. E ultimamente questo interesse si è esteso anche negli ambiti dell’architettura e del design dove da un lato è sempre più frequente la pratica di osservare i processi naturali al fine di applicarli alle creazioni umane, concentrandosi sulle capacità della natura a vari livelli, dal funzionamento cellulare e degli organismi fino ai sistemi di organizzazione e di adattamento evolutivo. E dall’altro lato si spinge sul fronte della cosiddetta architettura organica che non solo punta alla creazione di sistemi armonici tra ambiente costruito e ambiente naturale ma a volte realizza oggetti e strutture a partire da organismi viventi.

Architettura organica: strutture fatte di funghi

Si inserisce in quest’ottica l’innovazione sviluppata da uno studente dalla Brunel University, UK, Aleksi Vesaluoma, che ha realizzato un esperimento di architettura organica a partire dai funghi. L’utilizzo dei funghi nel campo del design e dell’edilizia non è un’idea nuova- abbiamo visto negli ultimi anni la realizzazione di mobili o di sistemi per l’isolamento domestico a partire dai miceti, ma Vesaluoma compie un ulteriore passo in avanti, immaginando i funghi come un materiale da costruzione, modellato in lunghi tubi e coltivato in forme strutturali. 

architettura organica 

Strutture tubolari di micelio e cartone

Lo studente, che ha collaborato con lo studio architettonico londinese Astudio nel progetto chiamato Grown Structures, ha sviluppato una tecnica in cui il cartone viene mescolato al miceliol’apparato vegetativo dei funghi, formato da un intreccio di filamenti in cui scorre il protoplasma- per creare quelle che lui stesso ha definito delle ‘salsicce di funghi’. Queste strutture tubolari vengono modellate usando bende di cotone, incatenate su uno stampo e lasciate crescere per un mese all’interno di una serra. Mentre crescono nel tempo, i tubi della struttura vengono di volta in volta assemblati come colla.

Il vantaggio? Possono anche essere mangiate

L’aspetto divertente del progetto è che i funghi che crescono nella struttura possono essere raccolti e mangiati. Vesaluoma ha infatti immaginato le sue creazioni come ideali in caso di eventi o per ristoranti pop-up dove i funghi sono generalmente uno degli alimenti più utilizzati.

L’edilizia deve essere più sostenibile

Ma l’idea vuole in realtà imporsi come esempio di architettura organica, aprendo la strada a un’edilizia sempre più sostenibile e incentrata sull’impatto zero e sull’importanza del riciclo. L’obiettivo è quello di far riflettere sulla necessità di abbandonare i materiali tradizionali inquinanti per pensare di utilizzare la natura come parte integrante dei nostri ambienti.

“Dobbiamo fidarci dell’intelligenza della natura- ha spiegato lo studente- che può aiutarci a creare dei sistemi di produzione che non prevedano un inutile spreco di risorse.”

I funghi sono flessibili e resistenti

Vesaluoma è cosciente del fatto che possa essere difficile se non impossibile ‘convincere’ le persone e l’industria sulla reale possibilità di costruire con i funghi, anche se alcune innovazioni ne hanno dimostrato la fattibilità e soprattutto l’affidabilità. Basti pensare a una ricerca che ha portato allo sviluppo di mattoni a partire dai funghi, che sono risultati molto più flessibili dei tradizionali blocchi cementizi, aumentandone la resilienza, senza alcuna perdita sul fronte della resistenza al carico.

In futuro forse si potrà accettare l’idea di costruire con elementi organici

Al momento il progetto punta a commercializzare strutture temporanee che possano essere utilizzate in festival o eventi di vario tipo, sfruttando una delle caratteristiche più interessanti, quella della biodegradabilità.

Ma Vesaluoma è fiducioso per il futuro.

“Se ora non sembra così strano utilizzare la lana di pecora per l’isolamento o i batteri per i mattoni, posso sperare che in un futuro non troppo lontano anche le nostre creazioni di architettura organica fatte di funghi possano rappresentare una reale alternativa all’edilizia tradizionale.”

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