Uno su dieci: solamente una persona su dieci al mondo può respirare a pieni polmoni aria salubre. Gli altri nove, invece, sono avvolti da aria inquinata, con le polveri sottili ben oltre il livello di sicurezza standard. È questo il penoso risultato dell’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’inquinamento dell’aria.

La Terra sta soffocando

Per arrivare a questa stima l’Oms ha raccolto dati in più di 30.000 città mondiali, alternando tecnologie di rilevamento satellitare a misurazioni al livello del suolo, le quali non sono sempre disponibili nei paesi meno sviluppati. Nonostante questo, mai nella nostra storia ci sono state delle misurazioni più accurate sul livello di salute della nostra atmosfera. Parimenti, però, non si era mai arrivati ad un risultato talmente drammatico: la fotografia che ne esce è infatti quella di un pianeta che soffoca, avvolto nell’aria inquinata.

Aria inquinata, fuori e dentro casa

Per quanto riguarda le polveri sottili più pericolose, ovvero quelle con un diametro inferiore ai 2,5 micron, il limite di sicurezza standard adottato dall’Oms è di 10 microgrammi per metro cubo. Ogni concentrazione superiore viene quindi considerata pericolosa per la nostra salute: non a caso l’Oms ha più volte ricordato che a causa dell’inquinamento dell’aria, sia esso esterno o interno agli edifici, muoiono ogni anno più di sei milioni di persone. E se l’inquinamento atmosferico colpisce praticamente ovunque, è però vero che le morti legate a questa causa sono nel 90% dei casi localizzate in paesi poveri dal reddito medio-basso. In queste aree, infatti, allo smog esterno si aggiunge anche quello interno altamente pericoloso prodotto da cucine a carbone, stufe a cherosene ed altri sistemi obsoleti e insalubri per cucinare e riscaldare la casa. A subirne maggiormente le conseguenze sono i paesi del Sudest asiatico e dell’Ovest del Pacifico, come Cina, Malesia e Vietnam, dove il livello di mortalità legato all’inquinamento è decisamente allarmante.

Nessuna via di fuga dalle polveri sottili

Alle polveri sottili, come spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non si può scappare: è infatti praticamente inutile rinchiudersi in casa nei giorni in cui il livello di smog si fa più intenso, in quanto a deteriorare i nostri polmoni e il nostro sistema cardiovascolare è l’esposizione prolungata. Stare in casa un giorno alla settimana per poi respirare le polveri sottili gli altri sei, dunque, non può portare a nessun risultato. Nemmeno le mascherine che dilagano nei paesi asiatici possono essere considerate d’altra parte un rimedio efficace, poiché ad oggi non risultano evidenze sulla loro effettiva capacità di prevenire l’inalazione delle polveri sottili. L’unica possibilità, dunque, sarebbe quella di allontanarsi il più possibile dalle città, ma il problema, come sappiamo, non sarebbe completamente risolto: nemmeno gli abitanti delle aree rurali, infatti, si possono dichiarare immuni all’inquinamento dell’aria.

L’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Di fronte a questi dati preoccupanti, all’Oms non resta che richiamare ancora una volta l’attenzione dei governi: sono infatti necessarie misure urgenti e concrete per ridurre il traffico veicolare, tagliare gli agenti inquinanti domestici e gestire nel migliore dei modi i rifiuti urbani. Come spiega Maria Neira, direttore del dipartimento Salute pubblica e fattori ambientali e sociali della salute dell’Oms,

«l’inquinamento dell’aria, sia ambientale che domestico, è il rischio ambientale più grande per la nostra salute, ed è corresponsabile in almeno una morte su nove», per poi aggiungere che per questo motivo «il ruolo del settore sanitario è cruciale, c’è bisogno di impegnarsi insieme agli altri settori per massimizzare i benefici condivisi nella salute, nell’ambiente e nello sviluppo sociale ed economico».

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