Sulle pagine di green.it parliamo sempre più spesso del disboscamento e di tutte le azioni che l’essere umano può intraprendere per cercare di mettere un fermo, di porre un rimedio a questo lento processo di autodistruzione che si è insediato come un virus nel pianeta e che è difficile (se non impossibile) ricacciare indietro. Ultimamente, ed è la storia che vi racconteremo oggi, c’è un paradosso che stiamo iniziando ad osservare. Da una parte assistiamo alla lenta scomparsa di foreste e boschi, rasi al suolo per i più disparati motivi, dall’altra parte assistiamo a una forte e intensiva azione di rinfoltimento della vegetazione in quelli che possono essere considerati dei paesi benestanti. Detto in altre parole: a dispetto della situazione mondiale che definire pessima è riduttivo… esiste anche un aumento delle foreste nei paesi ricchi.

La deforestazione su larga scala nei paesi in ritardo

Le foreste, le giungle, le fitte vegetazioni in paesi come il Brasile e il Congo ricevono molta attenzione e cura dagli ambientalisti, ed è – per ovvi motivi – facile comprenderne il motivo. Sia l’America del Sud e sia l’Africa sub-sahariana stanno sperimentando una deforestazione su vasta scala mai vista prima. Pensate che soltanto in queste zone, ogni anno si perdono quasi cinque milioni di ettari di verde. Una cifra che soltanto a pensarla fa rabbrividire.

aumento delle foreste nei paesi ricchi

Qualcosa cambia: c’è aumento delle foreste nei paesi ricchi

Ma le foreste mondiali stanno cambiando. C’è una mutazione in atto nel verde dei paesi occidentali e quello che si nota è che esiste un aumento delle foreste nei paesi ricchi. Il verde in queste aree geografiche benestanti occupa fisicamente più suolo e anche a livello di piante vere e proprie è possibile notare che si tratta di esemplari più verdi, più grandi e in poche parole più rigogliose.

Cosa sta succedendo? A cosa è dovuto questo aumento delle foreste nei paesi ricchi?

Le foreste si stanno diffondendo in quasi tutti i paesi occidentali, con la crescita più rapida in luoghi che storicamente avevano prima pochi alberi. Ad esempio nel 1990 il 28% della Spagna era boscoso e ora la percentuale è del 37%. Anche in Grecia che in Italia, la crescita è passata dal 26% al 32% nello stesso periodo.  Le foreste stanno gradualmente conquistando più territorio nell’America del Nord e in Australia, ma forse la cosa più sorprendente è la tendenza di crescita che possiamo notare in Irlanda. Qui circa l’1% del paese era coperto di foreste quando divenne indipendente nel 1922. Ora le foreste coprono l’11% del territorio e il governo vuole lavorare per portare la percentuale al 18% entro il 2040.

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I motivi

Due cose stanno aiutando questa forte fase di crescita. La prima motivazione è data dall’abbandono dei terreni agricoli, insidiosi dove nulla riusciva a crescere bene e che ora sono tornati a ospitare alberi spontanei. Il secondo motivo è di natura politica che tradotto significa: sussidio del governo. I governi hanno protetto e promosso le foreste per diversi motivi: la necessità di costruire aree suburbane dove invogliare (grazie al verde) le persone a vivere e dall’altra parte la necessità di avere dei naturali intercettatori di carbonio.

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Tutti felici? Non proprio…

Questo aumento delle foreste nei paesi ricchi non è visto di buon occhio da tutti. Ci sono gli agricoltori che lamentano gli eccessivi sussidi per chi “coltiva” boschi e poi ci sono i problemi legati agli incendi boschivi, una vera e propria piaga che colpisce in particolare l’Europa del sud. Altri semplicemente non amano l’aspetto delle foreste di conifere piantate in file ordinate… ma questi puristi dovranno prima o poi farsene una ragione perché la crescita delle foreste occidentali sembra quasi altrettanto inesorabile quanto la deforestazione altrove.

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