Se mai avessimo pensato a una biennale della bicicletta di certo l’avremmo immaginata ad Amsterdam. E non ci saremmo sbagliati, perché è proprio nella capitale olandese che si è tenuta la prima International Bicycle Architecture Biënnale, pensata come una vetrina privilegiata per tutti quei progetti architettonici e infrastrutturali che hanno messo le due ruote al centro.

Biennale della bicicletta per promuovere i progetti architettonici incentrati sulle due ruote

L’evento, organizzato dall’agenzia olandese CycleSpace, che promuove iniziative e percorsi orientati alla mobilità sostenibile, si è tenuto lo scorso 14 giugno presso il Zuiveringshal nel Westerpark di Amsterdam, inserito all’interno della conferenza mondiale sul ciclismo, Velo-City. La biennale della bicicletta è nata con l’idea di diffondere alcune pratiche di design avanguardistico legate alla bici con l’obiettivo di promuoverle, mostrando come l’architettura possa contribuire a uno sviluppo urbano maggiormente ispirato al concetto di mobilità sostenibile e con l’idea che una maggiore diffusione delle best pratice possa spingere una diffusione a livello mondiale di progetti simili.

Ad Amsterdam più della metà degli abitanti usa quotidianamente la bici

L’International Bicycle Architecture Biënnale è stata organizzata ad Amsterdam, proprio perché è la città che più di ogni altra al mondo ha fatto della bici il suo status symbol. Nella capitale olandese, stando ad alcuni dati del 2015, il 57% dei cittadini utilizza quotidianamente la bicicletta per spostarsi e il 43% la usa per recarsi al lavoro, eleggendola quindi come mezzo principale.

Esposti i progetti più avanguardistici

La biennale della bicicletta è stata curata da Steven Fleming, professore di architettura e appassionato di ciclismo, che ha selezionato 14 designer internazionali di cui sono state esposte le principali opere. Fra queste troviamo il progetto firmato da Jiakun Architects, The West Village Basis Yard, un complesso residenziale dove gli abitanti possono muoversi in bicicletta dai loro appartamenti al decimo piano fino a terra. Non poteva di certo mancare la SkyCycle di Forster+Partners, il progetto di una pista ciclabile sopraelevata lunga 219 chilometri pensata per attraversare Londra da un capo all’altro, permettendo ai ciclisti di viaggiare senza correre alcun pericolo per la propria incolumità. Un progetto controverso e che purtroppo è rimasto sulla carta ma che ne ha ispirati altri molto simili realizzati in altre città. Lo scorso febbraio a Xiamen è stata inaugurata la prima pista ciclabile sopraelevata della Cina, che con i suoi 7,6 km è la più lunga infrastruttura del genere al mondo, realizzata tra l’altro in pochi mesi, e sempre lo studio danese Dissing + Weitling ha progettato per Copenaghen il Cykelslangen o Snake, come viene chiamato nel resto del mondo, per cui invece ci sono voluti diversi anni.

pista ciclabile sopraelevata

Presentato anche il progetto ‘Medibank’ dello studio Hassell, un complesso di uffici di 22 piani per la città di Melbourne, che ospita campi da football, tennis, cucine comuni, zone verdi, piazze interne con tanto di camino mentre una rampa all’ingresso permette ai dipendenti di accedere all’edificio in bicicletta.

biennale della bicicletta

Sono gli stessi ciclisti a condizionare le scelte progettuali degli architetti

“Negli ultimi anni- ha commentato Fleming- abbiamo assistito a un profondo cambiamento nell’atteggiamento degli architetti verso le biciclette. Se fino a poco tempo fa la progettazione dedicata alla mobilità sostenibile veniva bistrattata e vista come una soluzione di secondaria importanza e quasi in un’ottica di temporaneità, in vista di una sempre maggiore diffusione delle auto private, ora si sta verificando un’inversione di tendenza. La mobilità sostenibile sta diventando un tema centrale nella pianificazione urbana e sono gli abitanti stessi che privilegiando sempre più gli spostamenti in bici stanno guidando e condizionando le scelte progettuali degli architetti.

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