Ricordate Homebiogas, la startup israeliana che ha creato una compostiera per produrre biogas domestico, ovvero metano e fertilizzanti in casa? Dopo il lancio dei cosiddetti dispositivi Homebiogas 1.0, oggi la start up torna a far parlare di sé, con il lancio di HomeBiogas 2.0.

Homebiogas, come nasce il progetto

L’idea di fondo della startup Homebiogas risale a circa 10 anni fa, quando il suo fondatore, Yair Teller ebbe la possibilità di sperimentare i vantaggi energetici del biogas in una comunità dell’India, non allacciata alla rete elettrica.

Sorpreso dall’enorme potenziale di questo combustibile sostenibile, ricavato dai rifiuti, Teller ha iniziato a studiarne a fondo le caratteristiche, studiando, al contempo, il completo ciclo dei rifiuti, all’interno dei sistemi tradizionali. L’obiettivo era individuare il modo per realizzare dispositivi per la produzione di biogas domestico, in modo sicuro e accessibile a tutti.

Dopo l’avvio della startup nel 2012 e l’istallazione dei primi impianti di biogas in alcuni villaggi beduini nel 2014, il progetto aveva avuto la sua massima espansione nel 2016, quando, con una campagna di crowdfunding lanciata attraverso la piattaforma Indiegogo, aveva raggiunto in appena 24 ore il 100% degli obiettivi di raccolta fondi prefissati, riuscendo a mettere a regime la produzione dei dispositivi Homebiogas 1.0; i sostenitori della campagna avevano ricevuto poi la possibilità di acquistare il dispositivo Homebiogas ad un prezzo ridotto di 890$, contro il normale prezzo di vendita di 1500$.

Dopo aver immesso sul mercato circa 1000 sistemi di biogas domestico nel mondo, ora Homegas lancia una nuova sfida, con il lancio dei dispositivi Homebiogas 2.0.

Homebiogas 1,0: cos’è e come funziona

Come già analizzato in un nostro articolo precedente, Homebiogas 1.0 era una compostiera che utilizzava i meccanismi già utilizzati in ambito agricolo per la produzione di biogas.

La novità introdotta è che per la prima volta, questo tipo di dispositivi entrava nella dimensione casalinga, con sistemi leggeri (di appena 35 Kg), maneggevoli e comodi da istallare in qualsiasi spazio all’aperto della casa. Non c’era neanche bisogno di collegare i dispositivi all’impianto elettrico, dato che questi funzionano con l’energia del sole.

E così che i dispositivi permettevano di riconvertire rifiuti organici casalinghi e deiezioni alimentari in biometano, da utilizzare per cucinare.

Homebiogas 2,0: cosa prevede la nuova versione

Così come quelli della versione 1.0, anche i dispositivi Homebiogas 2.0 consentono di fronteggiare lo spreco alimentare e le enormi emissioni di carbonio prodotte quando i rifiuti alimentari finiscono in discarica e si decompongono. Producono poi gas naturale, o biogas domestico, ideale per cucinare e per impedire il trasporto di gas da lunghe distanze, e consentono di avere, come materiale di scarto, un ottimo fertilizzante naturale per il giardino.

A differenza dei dispositivi di prima generazione, la seconda versione promette di avere una maggiore efficienza e un minore costo di produzione.

In base al video promozionale, i miglioramenti dovrebbero migliorare del 50% l’efficienza, consentire una più rapida istallazione e prevedere l’aggiunta di un fornello per cucinare con il biogas domestico.

È per la messa a regime della produzione di questi dispositivi che Homebiogas ha avviato all’inizio di novembre una seconda campagna di crowdfunding, tramite la piattaforma Kickstarter.com per reperire i fondi e introdurre al più presto questa novità sul mercato. Chi sosterrà la campagna, avrà la possibilità di avere un dispositivo per sé stesso e di donare un dispositivo alle comunità del Kenya o di Porto Rico. La raccolta di crowdfoundig resterà attiva sulla piattaforma fino al 13 dicembre 2017.

Condividi l'articolo
La discussione è regolata dalle seguenti Policy