Grazie alla maggiore attenzione che il comparto dell’edilizia sta riservando all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale si stanno riscoprendo molti materiali naturali. Il legno è sicuramente quello che riscuote il maggior successo, con impieghi che stanno andando oltre le singole abitazioni per essere utilizzato anche in edifici dalle altezze elevate. Ma non è il solo materiale interessante. Poco tempo fa avevamo parlato delle prospettive incoraggianti che vengono dall’uso del bambù, un materiale estremamente leggero, flessibile e soprattutto anti-sismico, e della paglia. Considerazioni simili possono essere fatte anche per la canapa.

I vantaggi delle case di canapa

Perché costruire delle case di canapa? La fibra di canapa è un materiale dai mille usi, grazie a delle proprietà sorprendenti. È completamente ecosostenibile ed è la pianta che produce più velocemente la maggiore massa vegetale, consumando quindi più CO2 di tutti gli altri vegetali per crescere. Questa capacità di assorbire le emissioni di carbonio (un metro cubo di canapa calce può imprigionare più di 100 kg di CO2) si traduce, in caso di utilizzo in edilizia, in abitazioni salubri e carbon negative.

Più isolamento termico e meno umidità

Le case di canapa dimostrano poi delle ottime prestazioni sul fronte dell’isolamento termico e acustico. Grazie alla particolare struttura delle fibre, la canapa riesce inoltre a inglobale molto più vapore acqueo di altri materiali naturali, regolando il livello di umidità interna e gli sbalzi di temperatura. I mattoni sono anche ignifughi, perché la canapa a contatto con la calce si mineralizza e diventa inoltre inattaccabile da muffe, batteri e roditori, riducendo quindi anche la necessità di interventi manutentivi.
Grazie al minor numero di materiali e strati, anche il processo di produzione è più semplice ed economico. In un’abitazione in legno, ad esempio, deve essere generalmente aggiunto uno strato isolante, una membrana traspirante e una barriera contro l’umidità mentre le case di canapa riescono da sole ad assolvere tutte queste funzioni.

Ridotta capacità di carico: solo per abitazioni piccole

Tutto perfetto? Qualche limite chiaramente c’è. La canapa, essendo un materiale molto areato, ha una ridotta capacità di carico. E’ molto improbabile quindi che vedremo realizzati edifici complessi e dalle altezze elevate ma si spera invece che il materiale possa prendere sempre più piede nelle cosiddette tiny home, sempre più in voga in suolo statunitense, e non solo. Abitazioni piccole, flessibili, pensate come dimore secondarie o adatte per chi ama viaggiare o vivere in luoghi immersi nella natura.

HempHome: 20 mq di altissima efficienza energetica

E’ proprio dagli USA che arrivano due prototipi di case di canapa piccole, eco-sostenibili e fai da te.
Dopo le devastazioni dell’uragano Katrina e del terremoto di Haiti, in molti si sono domandati quale fosse la soluzione migliore per ridare agli abitanti un nuovo posto dove vivere. Jim Savage, fondatore di GreenBuilt, pensò alla canapa, uno dei materiali più antichi al mondo e dalle proprietà formidabili, tra cui quella della resilienza. Grazie alla collaborazione dell’architetto Christina Griffin è stato realizzato un prototipo abitativo, denominato semplicemente HempHome, “Casa di Canapa”, che rispetta gli standard più stringenti della bioedilizia. Uno dei suoi modelli battezzato Tiny+ sta raccogliendo finanziamenti sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter.

“Progettata per garantire alti livelli di comfort, di qualità dell’aria interna e una resilienza senza pari- spiega il team di GreenBuilt- HempHome sarà la prima casa modulare in canapa ad ottenere le certificazioni del Passive House Institute e Living Building Challenge“.

Fotovoltaico, solare termico e tetto verde

L’efficienza energetica è raggiunta grazie ai pannelli fotovoltaici e un impianto solare termico che forniscono elettricità e acqua calda, mentre un sistema di ventilazione a recupero di calore si occupa del ricambio dell’aria interno e di mantenere costanti le temperature. La casa ha anche un tetto verde, che oltre ad isolare termicamente, permette anche di incanalare e stoccare le acque piovane.
La versione più piccola misura 19,5 mq, con spazi interni perfettamente organizzati. Basta poi aggiungere qualche elemento in più per ottenere abitazioni con una superficie maggiore.

“Tiny+ è il primo passo per rendere mainstream materiali costruttivi ecosostenibili e non tossici come la canapa- scrive Savage su Kickstarter- E’ un passo in avanti per creare case salubri, resilienti e che possano contribuire a una riduzione delle emissioni di carbonio.

The Tiny Hemp House: più piccolo è più sostenibile

Un altro esempio di case di canapa viene sempre dagli Usa. Si chiama The Tiny Hemp House e gli ideatori spiegano che ‘si tratta di un’ espressione reale del nostro obiettivo di contribuire a ripulire il pianeta utilizzando materiali naturali, al fine di creare spazi efficienti e salubri dove vivere e lavorare. Il nostro approccio prende spunto dal movimento delle tiny home, abbracciando l’idea che si debba vivere in spazi più piccoli e sempre più sostenibili.

In questo caso quindi la riduzione degli spazi abitativi viene vista proprio in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale del costruito. La Tiny Hemp House è un’abitazione prefabbricata e modulare che può essere personalizzata in base alle esigenze. Il team propone un modello base che può essere modificato secondo le necessità dei futuri abitanti con degli adattamenti che riguardano le dimensioni e l’organizzazione interna degli spazi.

Case di canapa fai-da-te

Un aspetto interessante di questa piccola casa è che può essere realizzata dal team di progettisti ma si può anche scegliere l’opzione fai-da-te. In questo caso vengono fornite le attrezzature di base e tutto il necessario per gli allacciamenti agli impianti. I costruttori provetti possono richiedere il supporto del team sul campo o  seguire alcuni dei corsi organizzati dalla società prima di mettersi al lavoro.

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