Presentata una prima volta ad aprile 2017, l’abitazione biologica del produttore danese Een til Een coniuga innovazione e sviluppo in un progetto avveniristico. Fra le case sostenibili, non si tratta certo del primo esemplare. Già vi abbiamo parlato della Yoshino Cedar House, della Wikkelhouse olandese o delle case in pallet del Kenya. Tutte queste abitazioni hanno in comune un approccio sostenibile all’architettura, che si esprime nell’uso di materiali di recupero, di energie rinnovabili e soluzioni altamente innovative a livello costruttivo. Il produttore danese di cui vi parliamo oggi va ancora oltre, autodefinendo la propria creazione come il primo esempio di “casa biologica” al mondo. Il tentativo è di innalzare ancora l’asticella e aprire la strada a nuovi interessanti sviluppi futuri.

Quando una cosa può definirsi biologica?

Per dirsi biologica un’abitazione deve rispondere a tutta una serie di requisiti imprescindibili. Per cominciare, i materiali utilizzati devono essere di recupero e di provenienza naturale. Pensiamo, ad esempio, ad erba, alghe o paglia. Il processo di lavorazione della materia prima grezza deve essere a impatto zero, evitando soprattutto processi di combustione che emettono gas dannosi per l’ambiente. Similmente, le classiche fondamenta con colata di calcestruzzo non rispettano i requisiti base per una casa biologica ma è necessario sviluppare soluzione alternative. Costruita a Middelfart, in Danimarca, la casa biologica di Een til Een è stata progettata tenendo sempre a mente queste regole e spingendo forte sul pedale della sostenibilità. Ha un aspetto decisamente moderno, che vede nel legno il materiale predominante. Si tratta, inoltre, di una struttura modulare, altamente personalizzabile e dal design unico.

Legno Kebony: ecco il materiale più adatto per case sostenibili

L’abitazione di Een til Een è interamente costruita in Kebony, un legno dalle particolari caratteristiche, sviluppato e brevettato in Norvegia dall’azienda omonima. Si tratta, in prima battuta, di un legname bello ed elegante, caratterizzato da un color marrone molto intenso. È, inoltre, decisamente resistente e non richiede alcuna particolare manutenzione. Ma l’aspetto principale è quello legato alla sostenibilità. Le materie prime grezze sono, infatti, riciclate. Parliamo soprattutto di legname di scarto di qualità variegata che viene immerso in una soluzione biologica e subisce una reazione chimica che ne cambia la struttura molecolare. Il tutto avviene senza dover raggiungere elevate temperature ma solo per semplice immersione. Una volta estratto dal liquido, il materiale viene esposto al sole e alla pioggia, sviluppando una patina grigia protettiva. Il risultato è qualcosa di estremamente duro e stabile, perfetto per le case sostenibili.

Fondamenta a vite: una soluzione ecologica e pratica

Sappiamo che la tradizionale colata di calcestruzzo utilizzata per le fondamenta di un edificio è altamente inquinante poiché nel processo produttivo si immette CO2 nell’aria e si consuma tanta acqua. La casa biologica danese rompe completamente con tutto ciò, proponendo una soluzione decisamente innovativa. Parliamo, infatti, di fondamenta costituite da piloni avvitati al terreno, che richiedono meno risorse e assicurano una grande stabilità alla casa nonché una decisa riduzione del rumore. Fortemente sostenuto grazie ai fondi del Ministero dell’Ambiente danese, questo sistema si sta diffondendo a macchia d’olio all’interno del paese, in attesa di trovare terreno fertile anche all’estero.

Un’abitazione che si sposta con facilità

Fra le case sostenibili, quella di Een til Een è anche molto semplice da spostare da un luogo all’altro, purché il terreno sia adeguato ad accoglierla. Costruita in modo del tutto modulare con un materiale componibile, può essere letteralmente smontata e trasportata in modo relativamente comodo. Non si pone il problema delle fondamenta, essendo queste ultime avvitate. Inoltre, una volta rimossa dalla posizione iniziale, non lascerà tracce nel terreno o danni all’area circostante.

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