La nuova chewing-gum biodegradabile amica dell’ambiente e della nostra salute è finalmente giunta in Italia.

Molti di noi le masticano quotidianamente, chi dopo i pasti, chi per abitudine, chi per nervosismo, chi per smettere di fumare. Le gomme da masticare si trovano in tutti i supermercati e vengono consumate quasi ad ogni angolo della terra. Solo in Italia ne vengono vendute circa 28 milioni l’anno.

Questo particolare prodotto è stato lanciato sul mercato alla fine dell’800. Inizialmente composte di chicle messicano, una gomma del tutto naturale, oggi le chewing-gum sono agglomerati di prodotti più o meno pericolosi per la nostra salute e per l’ambiente.

Le tradizionali gomme da masticare e gli ingredienti che non ti aspetti

Anche nelle gomme da masticare dei brand più pubblicizzati si trovano in quantità variabili, oltre ad aromi e cere, anche prodotti derivati dal petrolio: butadiene, butilidrossianisiolo (BHA), polivinil acetato, e il pericoloso aspartame. Come risaputo molti di questi sono ingredienti potenzialmente cancerogeni e tossici per la salute umana.

Le chewing-gum sono dure a morire: ci mettono circa 5 anni per degradarsi se esposte alle intemperie perché né muffe né batteri vogliono cibarsi di un composto per loro così tossico… A dire il vero nemmeno il nostro stomaco le gradisce dato che non è capace di digerirle.

Il problema purtroppo non si ferma alle nostre fauci: per una questione di poca cultura e maleducazione questi prodotti appiccicosi finiscono sui marciapiedi delle strade, sui muri e sotto i banchi di scuole e biblioteche. Spesso, con particolare disgusto, ammorbano anche le suole delle nostre scarpe e i nostri vestiti.

Le amministrazioni cittadine devono spendere soldi pubblici per strappare le fastidiosissime gomme dai marciapiedi. Un costo stimato che va da 0,10 cent fino a 2 euro a seconda del metodo usato: vapore o, nei casi più duri, sostanze chimiche che ovviamente finiscono inevitabilmente nell’aria e nei nostri polmoni. Una spesa decisamente gravosa, circa 23 miliardi di euro l’anno.

Per ripulire le strade dalle chewing-gum Londra nel solo anno 2006 ha speso oltre 100.000 sterline. Sarà proprio per questo che a Singapore le gomme da masticare, escluse quelle mediche, sono severamente vietate?

Arriva Chicza, la nuova chewing-gum biodegradabile ed ecosostenibile!

A porre rimedio è arrivata Chicza, la nuova chewinggum biodegradabile. Se le multinazionali hanno deciso nel tempo di sbarazzarsi quasi completamente delle materie prime grezze, questa chewinggum torna ad usare solo la gomma naturale dell’albero di Manilkara, il chicle.

Anche chiamato Chicozapote, questo vegetale cresce fino a 30 metri in altezza ed è endemico delle foreste tropicali nello Yucatan, Messico.
Oltre a fornire il chicle, ovvero il liquido gommoso alla base delle nostre chewinggum, produce anche un frutto commestibile di forma molto simile alle nespole chiamato sapodilla caratterizzato da un incredibile profumo di miele. 

L’estrazione del chicle è completamente eco-friendly in quanto l’albero, che fornisce dai 3 ai 5 Kg di materiale gommoso, viene inciso per far colare la resina e viene poi lasciato riposare addirittura 5-6 anni in modo da non danneggiarne l’equilibrio vitale. Decisamente uno sfruttamento non intensivo delle risorse naturali rispetto a molti altri dello stesso settore.

La gomma estratta viene poi bollita, fatta seccare in mattoncini e dolcificata utilizzando lo sciroppo d’agave; quest’ultimo è caratterizzato da un indice glicemico addirittura minore del miele ed è quindi tranquillamente assimilabile anche dai diabetici e dalle persone che seguono rigide diete.

Lo slogan di Chicza è “viene dalla terra e torna alla terra” perché, a differenza delle normali gomme da masticare, la nuova chewing-gum biodegradabile non sia attacca alle superfici, si degrada in 6 settimane ed è solubile in acqua. Non contiene ingredienti chimici quindi quando si secca può divenire nutrimento sia per gli uccelli delle nostre città sia per i pesci di mari e fiumi.

Le cooperative di chicleros e la protezione della foresta pluviale

Non solo ecologicamente sostenibile ma anche eco-solidale: i produttori di Chicza sono i chicleros, i “Guardiani della Selva Tropicale” tradizionalmente ritenuti i diretti discendenti degli antichi popoli Maya della penisola dello Yucatan. Grazie ad un sistema di associazionismo cooperativo questa comunità può trarre un guadagno tangibile dalla protezione della sua foresta: ciò significa occupazione e quindi un netto miglioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione.

Bio Agricert ha conferito a Chicza la certificazione che attesta il suo essere 100% ecologica; Natural and OrganicProducts Festival l’ha nominata miglior nuovo alimento biologico e in occasione del Sodalitas Social Award ha ricevuto il Premio Progetti Sostenibili e Green Procurement.

Un prodotto sano ed adatto proprio a tutti

Chicza può essere consumata da tutti: è adatta all’alimentazione vegana visto che non contiene ingredienti di origine animale, agli intolleranti al lattosio in quanto non ne contiene traccia, agli intolleranti al glutine e ai nefropatici grazie all’assenza di zuccheri dannosi. La nuova chewing-gum biodegradabile è eco-solidale e trasparente in tutto il suo processo di lavorazione. Chicza Rainforest Gum è distribuita in Italia da Ecolbio s.r.l. e il suo costo sul mercato è di circa € 1,50.

Perché dunque non sostituire le tradizionali gomme da masticare con una chewing-gum biodegradabile dagli effetti positivi per le nostre città, la natura vicina e lontana, nonché la nostra stessa salute?

chewing-gum biodegradabile

Condividi l'articolo
La discussione è regolata dalle seguenti Policy