340 negozi distribuiti in 28 Paesi significa 340 ristoranti Ikea. Il gigante svedese dell’arredamento è, infatti, ben consapevole che gran parte dei propri visitatori siano interessati esclusivamente al cibo: parliamo di almeno il 30%, secondo dati interni. Le famose meatballs di Ikea ma anche gli altri prodotti alimentari presenti nei ristoranti sono sottoposti a controlli attenti e la scelta delle materie prime rispetta i più rigorosi criteri. Il cibo sostenibile da Ikea è ormai una bandiera dell’azienda e un punto di forza su cui intende investire sempre di più in futuro.

Il report annuale di Ikea per fare il punto della situazione

Ogni anno arriva dalla Svezia il Sustainability Report, un documento di circa 100 pagine pieno di informazioni sugli standard di sostenibilità dell’azienda, che illustra anche i progressi fatti di anno in anno. Si parla di come preservare le acque e le foreste, di agricoltura e allevamento sostenibili, di diritti dei lavoratori. Incoraggiata dai risultati della conferenza sul clima di Parigi del 2015, Ikea ha deciso di investire sempre di più nell’ambiente, ritenendo la svolta sostenibile come l’unico modo per fare la differenza.

Le polpette Ikea diventano vegane

Tutti conoscono le polpette di carne Ikea. Nel 2015, il colosso svedese ha deciso di introdurre la versione vegana di quello che è sicuramente il piatto più richiesto dalla clientela. Le Grönsaksbullar, come vengono chiamate in svedese, sono l’emblema del cibo sostenibile da Ikea perché, escludendo completamente la carne, limitano di molto le emissioni inquinanti per l’ambiente derivanti proprio dagli allevamenti. Non a caso, una delle sfide principali dei nostri tempi è proprio cercare di ridurre drasticamente l’inquinamento prodotto dal bestiame. Le polpette vegane Ikea, in quest’ottica, oltre ad avere un contenuto minore di calorie e grassi, inquinano 30 volte di meno di quelle tradizionali.

Cibo sostenibile da Ikea: uso di prodotti di stagione e locali

Le vegan meatballs, così come altri prodotti Ikea, sono realizzate con ingredienti freschi di stagione e quanto più possibile a km 0. L’idea è quella di ridurre drasticamente le sostanze dannose per il Pianeta derivanti dal trasporto delle materie prime su strada e dal loro stoccaggio in appositi magazzini. Non solo, l’uso di prodotti coltivati all’aperto anziché in serra ha costi nettamente inferiori e garantisce una migliore qualità. In tal senso, gli ingredienti delle ormai famose polpette cambiano 3 volte all’anno, in modo da usare sempre prodotti stagionali freschi. Non è un caso, quindi, che Ikea abbia lanciato di recente nei propri negozi un kit per costruire un orto urbano sostenibile fai da te.

Agricoltura biologica e certificazioni alimentari

Ikea sta sostenendo con decisione le scelte organiche dei propri partner, considerando l’agricoltura biologica imprescindibile per la nostra salute e quella dell’ambiente. Gran parte dei prodotti del colosso svedese sono certificati e garantiti. Ad esempio, il caffè ed il cacao presentano la certificazione UTZ fin dal 2008, che garantisce la sostenibilità dell’agricoltura e condizioni di lavoro eque per gli operai. Il programma di certificazione UTZ, avviato 15 anni fa come iniziativa aziendale sostenibile legata al caffè del Guatemala, oggi contribuisce a salvaguardare i salari e le condizioni di lavoro degli agricoltori, con particolare attenzione alle donne. Stesso discorso vale anche per il tè, che gode delle certificazioni Rainforest Alliance o Fairtrade, oltre che UTZ.

Il pesce certificato Ikea

Un altro piatto Ikea molto richiesto è il filetto di salmone. Per questo pesce e tutte le altre varietà presenti nei ristoranti valgono altre importanti certificazioni. Parliamo dell’Acqaculture Stewardship Council (ASC) per i frutti di mare e della Marine Stewardship Council (MSC) per le restanti tipologie. Quasi ogni cibo sostenibile da Ikea è certificato.

Obiettivi futuri per lo smaltimento dei rifiuti

L’impegno profuso da Ikea in direzione sostenibile riguarda anche lo smaltimento dei rifiuti alimentari. Secondo le previsioni del gigante svedese, tali rifiuti verranno dimezzati entro il 2030 in tutti i propri ristoranti. Si parla di ridurre della metà un quantitativo pari a 43.000 tonnellate, utilizzando tutte le strategie sostenibili possibili. Dal 2016 è stato avviato un programma sperimentale per monitorare l’uso di alimenti in modo da ridurre al minimo gli sprechi. Avviato il test in 84 ristoranti, Ikea spera di riuscire in pochi anni a diminuire drasticamente i rifiuti e l’impatto ambientale che ne deriva.

Non solo Ikea: il percorso sostenibile di altre multinazionali

L’impegno di Ikea non è un caso unico. Unilever, ad esempio, ha realizzato un Sustainable Living Plan, volto a controllare il proprio impatto sulla produzione di alimenti, le condizioni di lavoro e i diritti degli operai. Anche Lidl USA si sta muovendo in questa direzione LINK, certificando i propri prodotti alimentari e sensibilizzando la clientela verso un modo più consapevole di fare la spesa.

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