Se vivere in città non è più così sicuro, perché non spostarsi in acqua? Il surriscaldamento globale sta provocando un innalzamento del livello degli Oceani e il rischio che molte aree costiere vengano sommerse e possano scomparire è reale e non troppo lontano nel tempo. Un rischio che potrebbe seriamente correre la Polinesia francese dove un terzo del territorio, se non dovesse arrestarsi il fenomeno dell’aumento del livello del mare, potrebbe essere invaso dall’acqua. È proprio per correre ai ripari in modo preventivo che è stata vagliata l’ipotesi di realizzare una città galleggiante dove potrebbe trasferirsi parte della popolazione.

La prima città galleggiante al mondo

Più che di una ipotesi si tratta in realtà di un progetto che ha ottenuto nei mesi scorsi il via libera da parte del governo polinesiano che ha firmato un accordo con una società di San Francisco, il Seasteading Institute, che dal 2008 era alla ricerca di una nazione che accettasse la sfida e che si offrisse di testare il proprio progetto innovativo di città galleggiante. Secondo l’Istituto le acque poco profonde e relativamente calme della Polinesia francese sono il luogo ideale in cui erigere un habitat fluttuante che diventi un agglomerato urbano.

Se gli studi di fattibilità economica e ambientale avranno esito positivo, la città galleggiante potrebbe vedere la luce già a cavallo tra il 2018 e il 2019.

Struttura modulare ed edifici bassi

città galleggiante

Si inizierà con un piccolo progetto pilota che mano a mano crescerà se non si riscontreranno problematiche. I dettagli del progetto non sono ancora stati resi noti ma, stando alla descrizione del Floating City Project, questo il nome della futura città galleggiante polinesiana, l’habitat avrà una struttura modulare e si baserà su delle piattaforme quadrate o pentagonali di dimensioni ridotte e connesse tra di loro. Le piattaforme, realizzate in cemento armato, sorreggeranno una serie di edifici di massimo tre piani, tra cui residenze, uffici, alberghi e qualsiasi servizio indispensabile per la vita quotidiana. Le strutture, a quanto pare, saranno progettate per durare un massimo di 100 anni e si partirà con la messa a disposizione di spazi in grado di ospitare inizialmente 250-300 residenti. Ma il Seasteading Institute si augura che questi numeri possano crescere nel tempo. Se non si incontreranno ostacoli- riferisce la società- la città si espanderà fino a dare alloggio a migliaia di persone.”

Sostenibilità ambientale: energia solare ed eolica

Grande attenzione verrà poi riservata alla sostenibilità ambientale. La città galleggiante polinesiana dovrebbe affidarsi all’energia solare ed eolica come principali fonti di energia pulita, che dovrebbe servire non soltanto per soddisfare i consumi energetici della popolazione ma anche per alimentare gli impianti di desalinizzazione dell’acqua marina che dovrebbe essere riutilizzata per scopi domestici.

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Sempre in un’ottica di autosufficienza si punterà anche sulla produzione alimentare e sulla coltivazione, grazie alla tecnica dell’acquaponica, che unisce l’acquacoltura e la coltivazione idroponica.

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Un modello a cui ispirarsi

Il costo finora stimato per realizzare quello che si spera sarà il primo progetto di città galleggiante e sostenibile al mondo è di circa 167 milioni di dollari, una cifra tutt’altro che elevata se si considera la grandiosità dell’opera. La speranza è che la Floating City possa dimostrare la fattibilità di un insediamento del genere e che possa fungere da modello imitabile anche in altre parti del mondo.

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