Consumo risorse del pianeta, l’allarme arriva dall’ONG Global Footprint Network: entro il 2 agosto del 2017, avremmo consumato più risorse della natura di quante il nostro pianeta ne possa rigenerare in un anno solare. Come affrontare questa situazione ed evitare che peggiori?

Consumo risorse del pianeta: entro il 2 agosto tutte le risorse naturali dell’anno saranno state consumate

Domani, 2 agosto cade l’Earth Overshoot day, o Giorno di sfruttamento della Terra, mai giunto così presto dal 1970, anno che si fa coincidere comunemente nel mondo come data di inizio dello sfruttamento massivo delle risorse della Terra. Senza andare così indietro nel tempo, basta pensare che solo 20 anni fa, nel 1997, questa giornata cadeva alla fine di settembre.

È una data che ogni anno si anticipa di un po’ di giorni. Cosa segna di preciso? Il giorno in cui l’uomo completa lo sfruttamento delle risorse che la Terra ha reso disponibili per lui per quell’anno. La verità è che l’umanità consuma le risorse messe a disposizione dalla natura in tempi troppo rapidi, attraverso lo sfruttamento eccessivo della pesca, delle foreste, tramite le eccessive quantità di anidride carbonica immesse nell’atmosfera e che le foreste non riescono ad assorbire.

Il 2 agosto, dunque, le risorse disponibili per quest’anno saranno già esaurite e il mondo dovrà vivere “a credito” fino alla fine del 2017. Allo stato attuale, stiamo utilizzando le risorse della natura ad una velocità maggiore di 1,7 volte rispetto a quanto gli ecosistemi sono capaci di rigenerare. È come se avessimo bisogno di utilizzare 1,7 pianeti Terra per soddisfare tutte le nostre esigenze annuali di energia.

Le conseguenze di questo fenomeno sono sotto gli occhi di tutti: scarsità di acqua, desertificazione, erosione del suolo, riduzione della produttività agricola e del pescato, scomparsa di specie animali. L’idea di vivere “a credito” dalla Terra non può essere una soluzione perché la Terra non è una fonte inesauribile di risorse e queste prima o poi finiranno.

Come fermare l’avanzare dell’Earth Overshoot day?

Ma la soluzione a tutto questo potrebbe esserci. L’obiettivo cui si dovrebbe tendere è guadagnare 5 giorni ogni anno: in questo modo,  secondo le stime dell’ONG Global Footprint Network, si potrebbe arrivare a consumare le risorse di un unico pianeta entro il 2050.

Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero. In definitiva, posticipare nel calendario la data del Giorno del Sovrasfruttamento della Terra è quello che davvero conta.

Queste sono le dichiarazioni di Mathis Wackernagel, CEO del Global Footprint Network e co-creatore dell’organizzazione Footprint , riguardo la questione.

Per fortuna i segnali che arrivano dal mondo sono incoraggianti. L’idea di contrastare i danni dell’eccessivo sfruttamento di risorse è stata posta all’attenzione pubblica già da diverso tempo. Con l’Accordo di Parigi, nel 2015, 195 Paesi nel mondo si sono impegnati ad attuare politiche energetiche per ridurre il riscaldamento globale.

L’accordo è stato il primo passo di una sensibilizzazione sulle tematiche relative al clima globale e ha mostrato che l’umanità è se non altro interessata a porsi questo problema.

Osservando il quadro degli Stati Uniti si nota poi che l’impronta ecologica, ovvero l’incidenza delle scelte energetiche dell’uomo sull’ambiente, negli ultimi anni è sensibilmente diminuita. Anche in Cina la situazione sembra migliorare: negli ultimi cinque anni, il Paese ha avviato una serie di iniziative per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente e per diffondere una cultura ecologica.

Sarà davvero l’inizio di una svolta positiva per la nostra Terra? Lo capiremo nei prossimi anni.

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