Nel nostro immaginario ci sono davvero pochi luoghi meno sani, più lugubri e più inquinanti delle miniere di carbone. Esiste forse un modo per fare sì che queste strutture possano essere convertite in qualcos’altro di più rispettoso per l’ambiente ed altrettanto utile sul lato energetico? Mentre tutto il mondo tace, una risposta positiva arriva dal popoloso Land tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia. Qui si sta infatti pensando di convertire una miniera di carbone in un grandissimo sistema di accumulo di energia rinnovabile. Praticamente, quella che un tempo era nota come la miniera di carbone Prosper-Haniel, diventerà la più grande batteria del Pianeta. Ma come è possibile trasformare questa serie di gallerie sotterranee in un sistema di accumulo per l’energia rinnovabile?

La miniera di Prosper-Haniel

Prima di spiegare come sia possibile convertire una miniera in un sistema di accumulo per l’energia rinnovabile è però opportuno riassumere la storia della miniera carbonifera in questione. Essa è localizzata non molto lontano dalla città tedesca di Bottrop, e viene utilizzata per l’estrazione di carbone fin dal 1863. Per tutti questi anni, dunque, si è continuato a scavare alla ricerca del combustibile fossile, facendo così raggiungere alla miniera una profondità considerevole, fino a circa 600 metri di profondità. Ogni anno, da queste gallerie sotterranee, vengono estratte circa 3 milioni di tonnellate di carbone.

Come funzionerebbe questo sistema di accumulo per l’energia rinnovabile

Questo sistema di accumulo per l’energia rinnovabile avrebbe il medesimo scopo della batterie domestiche e non che si sono affacciate sul mercato negli ultimi anni, ovvero quello di accumulare l’energia prodotta dai sistemi fotovoltaici o dalle turbine eoliche per poi dispensarla al momento del bisogno. Lo scopo sarebbe dunque il medesimo. Il funzionamento… decisamente no. In parole estremamente semplici, questo sistema di accumulo per l’energia rinnovabile andrebbe ad azionare un sistema di carico e di scarico di acqua all’interno della miniera. Tutto partirebbe ovviamente in superficie: lassù degli impianti fotovoltaici ed eolici verrebbero installati per produrre grandi quantità di energia rinnovabile, la quale andrebbe subito immessa in rete. Quella non consumata, invece, verrebbe immediatamente sfruttata all’interno della miniera, azionando delle pompe per trasportare verso l’alto una notevole quantità di acqua depositata sul fondo. Nel momento in cui la domanda di elettricità dovesse aumentare (per esempio al tramonto), non servirebbe fare altro lasciar cadere l’acqua verso le profondità della miniera, così da azionare le turbine idroelettriche poste lungo il percorso e dunque i generatori ad esse collegati. Ecco, in questo modo si potrebbe trasformare la miniera di Prosper-Haniel in un’enorme sistema di accumulo per l’energia rinnovabile.

sistema di accumulo per l'energia rinnovabile

Una miniera green per alimentare 400 mila case

Stando alle stime iniziali, se effettivamente realizzato, questo sistema di accumulo per l’energia rinnovabile dovrebbe riuscire a produrre circa 200 megawatt, ovvero un quantitativo di energia elettrica sufficiente per alimentare 400mila case. Questo originale progetto rientra a pieno titolo in quel gruppo di iniziative volte ad aumentare lo sfruttamento di fonti rinnovabili e diminuire l’appoggio ai combustibili fossili, così come deciso dal governo tedesco. La miniera di Prosper-Haniel dunque, potrebbe diventare la ciliegina sulla torta della Energiewende (la transizione energetica in Germania, per l’appunto): l’obiettivo è quello di arrivare all’80% di energia rinnovabile sul totale dell’energia consumata. Per raggiungere questa quota, sono stati fissati dei paletti intermedi: nel 2025 le energie rinnovabili dovrebbero coprire il 35% del fabbisogno, cifra che dovrebbe arrivare al 60% entro il 2035. Ad oggi questo percorso si dimostra di certo possibile, ma tutto fuorché facile: il 40,3% dell’energia tedesca viene infatti prodotta a partire dal carbone, mentre il 13,1% è il risultante della fissione nucleare. La presenza dei combustibili fossili o non sostenibili è dunque molto alta, ma va specificato che nel 2016 in Germania sono stati spesi 14,2 miliardi di euro nella realizzazione di impianti solari, eolici, geotermici e di biomasse.

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