Fra le potenze del Pianeta si è scatenata una competizione a suon di droni a energia solare. Dopo Aquarius, progetto giapponese nato per monitorare lo stato di salute dei mari sfruttando acqua ed energia solare, la sfida si sposta ora nei cieli. Lo scopo è superarsi nel costruire il drone con maggiore autonomia, velocità e capacità di volare in alto, da utilizzare per scopi di comunicazione e sorveglianza militare e anti-terroristica.

Il primo passo è stato mosso dalla NASA con la costruzione di Helios Prototype, drone dotato di un’apertura alare di 75 metri e capace di volare fino a 30.000 metri di altitudine per 24 ore. Ma la Cina non è da meno e in più Caihong potrebbe garantire un’autonomia in volo di mesi.

Caihong: il più leggero fra i droni a energia solare

Progettato dalla CAAA (China Academy of Aerospace Aerodynamics), si tratta di un drone super-leggero, dotato com’è di un’apertura alare di 40 metri e un peso di soli 400 chili. Caihong è stato costruito per poter rimanere in volo ad un’altitudine costante di 20.000 metri per molti giorni, utilizzando l’energia solare rinnovabile per alimentare le sue 8 eliche, cosa che gli consente di volare fino ad un massimo di 200 chilometri all’ora.

Tutta la superficie alare è coperta da pannelli solari ed è sostenuta da 2 fusoliere molto sottili che si uniscono nella parte posteriore formando una doppia coda. Caihong è più largo di Boeing 737 ma infinitamente più leggero per via della sua forma e dell’utilizzo di fibra di carbonio e plastica come materiali costruttivi. Il drone, infine, offre una copertura radio e visiva di circa un milione di chilometri quadrati, un’area di superficie pari alla Bolivia.

Trascorrere mesi in volo è l’arma in più del drone cinese

Gli scienziati del CAAA sostengono di essere in possesso della tecnologia necessaria per aumentare il tempo di volo di Caihong a diversi mesi, cosa che, peraltro, richiederebbe solo una minima supervisione umana. Infatti, grazie all’altitudine elevata, il drone riesce a rimanere sempre sopra le nuvole, potendo, così avere accesso pieno alla luce solare costante. Durante la notte, invece, le eliche verrebbero alimentate dalle batterie ricaricate durante il giorno grazie ai pannelli solari. In tal senso, fra i droni energia solare, quello cinese avrebbe un’autonomia nettamente superiore al “rivale” americano, capace di raggiungere altitudini superiori ma solo per 24 ore.

Sorveglianza e comunicazione: questi i compiti di Caihong

I droni ad energia solare possono essere utilizzati per molteplici scopi, militari e non. Nel primo caso, si tratta di un lavoro di sorveglianza volto a scongiurare attacchi militari, specialmente di tipo terroristico. Anche la DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) sta lavorando ad un progetto simile denominato Aerial Dragnet. Per quanto riguarda il secondo utilizzo, invece, il drone può fare le veci di un satellite, sostituendolo nell’agevolare le comunicazioni su lunghissima distanza. Potrebbe, infine, essere utilizzato per portare la copertura internet dove è difficile che arrivi, ad esempio in alcune zone rurali della Cina. Sta lavorando in questa direzione anche Facebook che, con il drone Aquila, intende portare internet ovunque.

Prospettive per il futuro

Oltre alle agenzie spaziali e agli organi di difesa, anche le aziende private iniziano a nutrire grandi speranze nei droni a energia solare, lavorando sodo per sviluppare la tecnologia necessaria ad aumentarne l’autonomia e a ridurre la necessità di manutenzione. Indipendentemente dalle finalità per cui vengono costruiti, il loro potenziale rimane enorme ed è, comunque, inversamente proporzionale all’impatto ambientale che provocano.

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