Una serra in Cornovaglia con oltre 100mila piante provenienti da tutto il mondo, spazi interni dedicati all’educazione ambientale e più di due milioni di visitatori all’anno. Il progetto Eden, realizzato dallo studio di architettura londinese Grimshaw e dalla ditta di ingegneria civile Anthony Hunt and Associates, è stato inaugurato ufficialmente nel 2001 e ancora oggi rimane la seconda destinazione più visitata nel Regno Unito dopo Londra. La struttura si erge su una ex cava di caolinite, un derivato dell’alluminio, ed è composta da una sequenza di otto cupole interconnesse, che si estendono per 23 mila metri quadri e sono in grado di riprodurre il clima tropicale umido e quello secco delle regioni temperate.

“L’idea iniziale – ha spiegato Tim Smit cofondatore del progetto Eden- è nata dal romanzo Il mondo perduto di Arthur Conan Doyle, in cui in un luogo remoto si nascondeva una civiltà perduta, ancora fortemente connessa con la natura. Da qui è venuta quindi l’idea di ricreare un luogo simile e così abbiamo deciso di costruire la serra più grande del mondo, che potesse contenere un’intera foresta pluviale”.

Una processo di costruzione per niente semplice a causa del terreno sottostante, decisamente poco stabile, come ha ricorda Tony Hunt, ingegnere strutturale che ha collaborato alla costruzione della serra

“La sfida più grande non aveva nulla a che fare con la costruzione della nuova struttura ma piuttosto con le condizioni del terreno”.

Ma la scelta non è stata a caso, come ha spiegato successivamente Andrew Whaley, architetto dello studio londinese Grimshaw:

“Sapevamo dall’inizio che la configurazione del territorio dove costruire la serra doveva già essere metà dell’architettura della serra stessa”.

Eden project: educare alla natura, nella natura

Oltre alle otto cupole del complesso, nel 2005 si è deciso di realizzare anche un’altra struttura da dedicare alle attività didattiche, il cosiddetto “Core”.  In questo edificio si trovano aule e spazi espositivi progettati per comunicare ai visitatori il rapporto che c’è, che c’era e che ci dovrebbe essere tra l’uomo e la natura.

Anche nella scelta della forma di questa costruzione si è deciso di rispecchiare il forte legame che Eden vuole avere con il mondo naturale: Grimshaw infatti, l’architetto che si è occupato della progettazione, insieme agli scultori Peter Randall-Page e Mike Purvis, ha scelto per il tetto in legno di prendere ispirazione dal mondo vegetale, dandogli una struttura fillotassica, che ricorda delle spirali derivate dal modello di crescita delle piante, come i broccoli romani o il fiore del girasole.

Le attività didattiche non si concentrano però solo all’interno del Core, ma anche nel giardino esterno che occupa il 75% dell’intera superficie del complesso e dove si trovano quasi duemila differenti tipi di coltivazioni. Canapa, lavanda, tè, girasoli e molto altro, all’esterno il visitatore può scoprire, grazie a numerose installazioni artistiche ed informative, le caratteristiche e le proprietà di molte specie oggi poco utilizzate dall’industria tradizionale e sconosciute ai più.

the_core_eden

Come nel caso del Parco d’Arte Vivente di Torino, nato in un’ex zona industriale, del giardino pubblico nato dalla riqualificazione della discarica di Moravia in Colombia e della creazione del parco temporaneo a New York realizzato fra i grattacieli, anche il progetto Eden è l’ennesima ricerca da parte dei cittadini di ritrovare un contatto con la natura, di riappropriarsi degli spazi urbani e convertirli in una logica ecosostenibile. In particolare il focus di queste iniziative è spesso sui più giovani, destinatari e spesso artefici di queste trasformazioni, nella speranza di educarli ad una nuova cultura del rispetto ambientale, ma anche del riconoscimento del valore di ciò che ci circonda.

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