Da sempre l’economia circolare possiede, oltre ad una marcata componente ambientale ed economica, anche una componente sociale. Ma in questo caso, va detto, quest’ultima viene esaltata in modo del tutto particolare. Oggi parliamo infatti del progetto Ri-Generation, che ha come obiettivo quello di rigenerare alcuni dei più ingombranti e allo stesso comuni rifiuti RAEE: parliamo dunque di lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi e forni usati e ‘buttati’ che vengono rimessi a punto e riportati sul mercato. Quella degli elettrodomestici ricondizionati, del resto, è una delle uniche soluzioni davvero efficaci e risolutrici per quanto riguarda la gestione dei rifiuti RAEE, i quali come è noto vengono trattati correttamente solo nella minoranza dei casi. In Italia, nello specifico, nel 2015 sono stati trattati in modo idoneo solo il 40% degli elettrodomestici dismessi, ovvero circa 250.000 tonnellate. Di certo questo dato segna un incoraggiante aumento dell’8% rispetto al 2014, ma dimostra anche che c’è ancora molto da fare – anche e soprattutto nel campo degli elettrodomestici ricondizionati

Ecco il progetto Ri-Generation

Ma come si mette in pratica un piano di elettrodomestici ricondizionati? Ri-Generation opera in sinergia con altri due importanti partner, uno sul lato tecnico e l’altro su quello delle risorse umane. Da una parte c’è infatti Astelav, ovvero uno dei più grandi distributori di ricambi per elettrodomestici a livello europeo; dall’altra c’è invece Sermig, il Servizio Missionario Giovani, che dagli anni Sessanta opera nel campo del sociale in Italia. Nel concreto, a partire dal gennaio di quest’anno sono stati attivati dei laboratori in Piemonte – Ri-Generation è infatti un progetto torinese – ai quali i cittadini possono accedere per vendere i propri elettrodomestici usati; lì degli addetti preparati sostituiscono i pezzi danneggiati e testano gli elettrodomestici ricondizionati, così da portarli a nuova vita e poterli così rivendere a condizioni vantaggiose per il nuovo cliente. Come si vede, dunque, questo è un esempio perfetto di economia circolare, dove ci guadagnano proprio tutti: ci guadagna l’ambiente, con un RAEE ingombrante in meno, il primo utente, che guadagna qualcosina dal proprio elettrodomestico usato, e anche il secondo, che può acquistare una lavatrice, un forno o un frigorifero ad un prezzo altamente competitivo.

elettrodomestici ricondizionati

Il lato sociale del progetto

Ma non è tutti qui: a guadagnarci sono anche delle persone che hanno bisogno di un lavoro, ed è qui che entra in gioco Sermig, il quale attraverso la propria rete può portare a far parte del progetto Ri-Generation delle persone con esperienza lavorativa nel settore degli elettrodomestici che però hanno perso il proprio lavoro e faticano a trovare una nuova occupazione. E non sono solo mere illusioni. Lo scorso giugno ci sono stati ben 5 nuovi assunti, dei quali tre sono professionisti rimasti senza occupazione in seguito al fallimento dell’impresa nella quale erano impiegati, mentre gli altri due sono dei giovani in fase di inserimento nel mondo del lavoro attraverso uno speciale processo di formazione.

Un futuro di elettrodomestici ricondizionati

Quella costituita da Ri-generation è dunque per ora una piccola realtà in crescita: due sono i punti di ritiro e di vendita degli elettrodomestici ricondizionati, uno a Torino e l’altro a Vinovo. Ma la possibilità di poter approfittare di questo progetto pionieristico non è certo preclusa ai soli abitanti dell’area torinese: gli elettrodomestici ricondizionati e i vari ricambi messi in vendita possono anche essere acquistati online, facendosi poi spedire la merce a casa come avviene in un normale e-commerce. Quello di Ri-Generation è il primo progetto di questo tipo in Italia, ma va sottolineato che all’estero, in alcuni casi, questo tipo di realtà è già piuttosto diffusa: non ci resta che sperare che si diffondano anche in altri città della nostra Penisola.

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