Piano piano il flusso dell’eliminazione delle borse di plastica si sta allargando nel mondo, Paese dopo Paese: adesso sembra giunto il momento dell’Australia. In Australia Meridionale, a Canberra, nel Territorio del Nord e in Tasmania il divieto dei sacchetti di plastica usa e getta è già realtà, mentre nel Queensland la nuova normativa dovrebbe entrare in vigore durante il prossimo anno. E dove non è ancora arrivato il legislatore, iniziano a pensarci i privati: è infatti una notizia fresca fresca quella relativa alla eliminazione delle borse di plastica da parte della catena di supermercati Woolworths e Cole.

La buona novella dei supermercati australiani

Proprio così: sia i supermercati Woolworths che i supermercati Coles, che di fatto formano uno stabile duopolio della grande distribuzione australiana (coprendo da soli l’80% del mercato) hanno annunciato la progressiva eliminazione delle borse di plastica, per arrivare così a quota zero entro 12 mesi. Felicissimi ovviamente i gruppi ambientalisti, visto soprattutto il fatto che proprio i supermercati Woolworths si erano strenuamente opposti ai divieti calati dall’alto e volti all’eliminazione delle borse di plastica. È stata dunque grande la sorpresa quando i vertici della catena hanno pubblicato la notizia, ben due giorni prima dei concorrenti diretti di Coles. Come ha spiegato lo chief executive di Woolworths Brad Braducci, «attualmente distribuiamo più di 3,2 miliardi di borse di plastica ogni anno, e per questo possiamo giocare un ruolo davvero significativo nella riduzione dell’utilizzo della plastica».

eliminazione delle borse di plastica

L’eliminazione delle borse di plastica in Italia

E noi? Come siamo messi noi italiani quanto ad eliminazione delle borse di plastica? Come tutti ricorderemo, il nostro Paese è stato tra i primi a livello internazionale a dotarsi di una apposita legge contro i sacchetti inquinanti. Ma si sa, un conto è dire – o legiferare – una cosa, un’altra è applicarla nella sua interezza. Quel che è certo è che sono tantissimi i consumatori e le aziende con una spiccata sensibilità in materia, ma ciononostante non sono poche le segnalazioni di attività che continuano ad utilizzare le inquinanti buste di plastica al posto delle buste biodegradabili. Stando ad un’indagine dell’Ispos, infatti, nei soli mercati cittadini di Milano vengono utilizzati quasi 25 milioni di sacchetti di plastica all’anno, come se questi non fossero stati dichiarati fuorilegge già nel 2011. Il tempo per adeguarsi alla normativa, ormai, c’è sicuramente stato, no? Ma questa è solamente la punta dell’iceberg: nonostante tutta la buona volontà iniziale del legislatore e l’impegno continuo di molti tra clienti e negozianti, c’è chi tuona come Legambiente che una buona metà delle borse utilizzate in Italia è illegale. Insomma, non è proprio il caso di dormire sugli allori passati per essere stati tra i primi a lanciare l’eliminazione delle borse di plastica: il processo avviato 6 anni fa è infatti tutto fuorché concluso. E tutto questo mentre, sempre secondi dati Ipsos, l’82% degli italiani valuta positivamente il passaggio alle borse biodegradabili.

I grandi sequestri delle buste in plastica

Laddove i supermercati italiani sembrano in generale rispettare le nuove regole relative alla eliminazione delle borse di plastica usa e getta, i problemi si riscontrano invece soprattutto nei negozi più piccoli e tra gli ambulanti dei mercati cittadini, in buona parte recalcitranti a convertirsi a buste più sostenibili. I sequestri di interi magazzini colmi di sacchetti di plastica fuorilegge, del resto, non sono stati pochi negli ultimi tempi: nel 2015 a Milano sono stati sequestrati 100 milioni di sacchetti di plastica preparati per essere distribuiti in tutta Italia, mentre nel settembre del 2016, sempre a Milano, sono state trovate altre 180 mila borse di plastica pronte per la distribuzione. Quest’anno, inoltre, la Guardia di Ginanza di Sondrio ha denunciato 11 persone per frode in commercio, responsabili di aver portato sul mercato circa 580 mila sacchetti irregolari.

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