Dagli anni ‘90, l’avvento e la diffusione dei telefoni cellulari ha completamente rivoluzionato il modo di vivere, lavorare e interagire. La durata media del loro utilizzo si aggira intorno ai 12-18 mesi, tra guasti e la voglia sconsiderata di acquistare l’ultimo modello sfavillante. Ma il dispositivo non si limita solo al design accattivante, fatto di applicazioni per ogni occasione. Il problema si manifesta quando si pensa all’estrazione dei minerali essenziali per l’elettronica, i lavori sottopagati e un riciclaggio ancora lontano dall’essere ottimale. In un mondo sempre più connesso, in cui quasi due terzi della popolazione mondiale ha un telefono cellulare e più della metà utilizza uno smartphone per le operazioni quotidiane, la necessità di fermarsi a pensare agli impatti dell’industria tecnologica è d’obbligo. Le innovazioni portano cambiamenti che non sempre vanno di pari passo con la dignità umana e il rispetto per le risorse ambientali. Come conciliare quindi il concetto di tecnologia, spesso usa e getta, con uno smartphone ecologico?

I valori di Fairphone, un’impresa sociale che ha scelto di produrre uno smartphone ecologico

L’olandese Fairphone ha scelto di fare questo passo in più. Non solo materiali provenienti da risorse rinnovabili o controllo delle condizioni lavorative, ma ha deciso di produrre uno smartphone ecologico che miri a “creare un impatto sociale e ambientale positivo lungo tutta la catena di produzione, dall’inizio alla fine del ciclo di vita del cellulare”. Per realizzarlo, Fairphone promuove un nuovo modo di fare impresa attraverso quattro obiettivi: design di lunga durata, riuso e riciclo, materiali fair e buone condizioni lavorative.

smartphone ecologico

Allungare la vita dello smartphone ecologico

Gli aggiornamenti dei cellulari spesso cessano dopo un certo periodo di tempo, costringendo gli utenti a cambiare il telefono ancora perfettamente funzionante. L’azienda, al contrario, si è impegnata a mantenere gli aggiornamenti nel tempo e a produrre cellulari progettati per essere facilmente riparabili. Lo smartphone ecologico è modulare, e questo permette a qualsiasi utente di smontarlo autonomamente e aggiustarlo, con il solo ausilio di un servizio di assistenza e uno store online che mette a disposizione i pezzi di ricambio. Per facilitare questo passaggio e allungare ulteriormente la vita del dispositivo, si aggiunge il progetto di rendere il sistema completamente open source. Il design modulare si traduce così in un incremento del tasso di riciclaggio, un altro tassello importante della produzione.

Riuso e riciclo

Massimizzare il recupero dei materiali e il riciclo è uno dei capisaldi di Fairphone. Indipendentemente dal valore commerciale dei componenti, il riciclaggio apre infatti la strada al riuso. Nel 2014, il numero di telefoni cellulari attivi ha superato il numero di persone sul pianeta. E questa cifra include solo i telefoni ancora in uso, escludendo tutti quelli inutilizzati. Quale sia la ragione, sembra le persone siano restie nel trasformare i loro vecchi telefoni in riciclo. Secondo un recente sondaggio il 63% dei canadesi ha un telefono inutilizzato a casa. E nel solo Regno Unito, sono 76,8 milioni i telefoni inutilizzati. L’impresa sociale olandese ha così avviato un programma per raccogliere i vecchi dispositivi sia online sia direttamente in loco nei paesi sottosviluppati dove lo smaltimento improprio e le pratiche pericolose per l’estrazione dei materiali preziosi causa il rilascio di sostanze tossiche nel terreno e nei corsi d’acqua, mettendo a rischio la salute dei residenti locali. Fairphone contribuisce inoltre grazie al design modulare, unico nel suo genere. Ma nonostante l’impegno, la modularità non è la risposta definitiva al riciclo ottimale di dispositivi elettronici. Ad esempio, esiste un limite al numero di moduli che è possibile inserire e il riciclaggio è limitato dalla complessità delle combinazioni con cui i pezzi sono assemblati, che impediscono il totale recupero dei materiali.

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Materiali fair e buone condizioni lavorative

L’approvvigionamento dei minerali e dei metalli è il tasto dolente della catena di produzione dei cellulari. “Vogliamo andare direttamente alla fonte per assicurarci di innescare un cambiamento positivo” si legge sul sito dell’azienda. Per questo, Fairphone utilizza materiali provenienti da zone senza conflitti e si avvale della collaborazione di associazioni che lavorano sul territorio per assicurarsi che le condizioni lavorative siano rispettate. Le aree sconvolte dalla violenza non sono abbandonate anzi, anche in questo caso, grazie alle ONG locali, Fairphone si impegna a tracciare le miniere in cui è possibile intervenire positivamente sulle comunità più a rischio. Per una migliore gestione delle risorse unita ad azioni che promuovano l’aspetto umano e collaborativo, la catena di approvvigionamento è stata mappata segnando i materiali, i fornitori e i luoghi di produzione. La trasparenza è parte di un progetto più ampio in cui lo smartphone ecologico è solo il prodotto di un vero e proprio movimento che punta a scuotere la coscienza civile, e non solo, per compiere scelte virtuose su larga scala.

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