Unirà le tecnologie più avanzate alla bellezza incontaminata della natura quello che sarà uno dei giardini botanici più grandi al mondo. Parliamo dell’Oman Botanic Garden che sorgerà nel deserto, a 35 chilometri dalla capitale Muscat, ai piedi delle montagne di Al Hajar.

Un progetto firmato Arup, Grimshaw e Haley Sharpe Design

Fortemente voluto da Sua Maestà Sultan Qaboos bin Said Al Said con l’obiettivo di “celebrare e conservare la diversità botanica del Paese“, l’orto botanico sarà il frutto di un lavoro di progettazione sviluppato congiuntamente da tre nomi di punta a livello internazionale nel campo dell’ingegneria, dell’architettura e del paesaggio: Arup, Grimshaw e Haley Sharpe Design.

Preservare e ricreare gli habitat naturali

Nel progetto, che durerà diversi anni e che partirà a breve, saranno coinvolti più di 700 specialisti che stanno lavorando nella ricerca delle migliori soluzioni per giardini botanici e che consentirà sia di preservare la flora locale e di ricreare gli habitat naturali del luogo sia di offrire ai visitatori un’esperienza unica e orientata al comfort.

Un’oasi perfettamente integrata con il paesaggio

Cuore dell’intervento unico nel suo genere è proprio la scelta del sito. L’area in cui l’Oman Botanic Garden sarà realizzato è una delle poche in cui il fondale del mare, che in tempi remoti occupava il territorio, è ancora visibile. Il giardino si svilupperà su un terreno di 420 ettari ai piedi del monte Hajar, 100 metri sopra il livello del mare, e si integrerà perfettamente con il paesaggio circostante.

giardini botanici

Montagne, foreste e deserto

Gli architetti hanno infatti scelto di mantenere intatti creste e burroni preesistenti, inglobandoli nel progetto, offrendo una sorta di sintesi delle caratteristiche morfologiche e topografiche del Paese. Grazie a un sistema di passerelle, i visitatori avranno la possibilità di ‘tuffarsi’ nel paesaggio percorrendone a poco a poco, montagne, foreste e aree desertiche tipiche dell’Oman.

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Otto habitat e due biomi

In particolare, l’Oman Botanic Garden comprenderà otto habitat naturali che saranno esemplificativi della biodiversità del territorio. Poi ci sarà una foresta verde chiamata Khareef e una serie di biomi, di cui i principali saranno il  Nothern Biome che ricostruirà l’ambiente caratteristico dei rilievi montuosi, sotto una sinuosa cupola di vetro e il Southern Biome, che ricreerà le condizioni tipiche, in termini di temperatura e umidità, del Dhofar.

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Soluzioni hi-tech per giardini botanici

Oltre alle strategie per preservare al meglio tutti gli habitat naturali che verranno compresi all’interno di quello che è destinato a diventare uno dei giardini botanici al mondo, saranno le soluzioni hi-tech a farla da padrona. Lo sviluppo planimetrico, la scelta dei materiali e dei dispositivi, fra cui sistemi per l’ombreggiatura attiva e passiva e impianti di irrigazione efficiente che consente di sfruttare l’acqua piovana, recuperandola e filtrandola quando necessario, sono stati concepiti per rispondere al meglio alla topografia del luogo e alle particolari condizioni atmosferiche. Gran parte dell’energia necessaria al funzionamento dell’intera area e delle strutture presenti, prime fra tutte le serre climatiche, verrà fornita da una fattoria fotovoltaica che verrà realizzata all’interno dell’area.

Sostenibilità ed efficienza energetica: verso la Leed Platinum

Tutte le soluzioni, alcune delle quali ancora al vaglio, sono il frutto di un attento studio ingegneristico e hanno come principale obiettivo l’efficienza energetica e la riduzione al minimo dell’impatto ambientale. Non a caso a quanto pare tutti questi accorgimenti molto probabilmente varranno alla struttura dell’orto botanico la certificazione Leed Platinum.

Uno dei giardini botanici più innovativi al mondo

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“L’Oman Botanic Garden è un progetto sorprendente, che intreccia al suo interno aspetti ambientali e culturali– ha dichiarato Keith Brewis dello studio di architettura Grimshaw- “La sua scala e la sua diversità lo renderanno uno dei giardini botanici più innovativi al mondo. Siamo onorati di lavorare come architetti a un progetto che ha come motore principale del design la conservazione della biodiversità.”

Un laboratorio di ricerca ma anche aree per lo svago

Quello dell’orto botanico di Oman sarà inoltre un progetto ampio. Tutte le soluzioni tecnologiche e le strategie che verranno messe in atto e sperimentate sul luogo continueranno ad essere studiate in un laboratorio di ricerca che avrà sede proprio nel giardino.

L’educazione avrà poi un ruolo principe con una serie di spazi riservati ai visitatori e alle scolaresche dove si svolgeranno laboratori, lezioni e workshop, oltre a una biblioteca, un erbario, un auditorium e diverse aule studio. Non mancheranno mostre e installazioni ma ci sarà spazio anche per il relax, con una serie di ristoranti, caffè e addirittura negozi che sono previsti dal progetto.

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