La prossima settimana Uber darà il via ad un nuovo progetto che, pur rispondendo in tutto e per tutto allo spirito tipico dell’impresa, avrà a che fare con qualcosa di totalmente nuovo: non più, dunque, solo automobili, ma anche biciclette, con il progetto Uber Bike by Jump. Il colosso del car sharing, dunque, si apre anche al bike sharing, mettendo a disposizione dei propri utenti di San Francisco una flotta di biciclette elettriche marchiate Jump e – ovviamente – prenotabili attraverso lo smartphone. Questo per sottolineare, dunque, che le due ruote a batteria iniziano ad andare davvero forte, e ad attrarre gli interessi di una sempre più vasta fetta della popolazione. Guardando poi alle problematiche legate al traffico, all’inquinamento e alla salute, è da sottolineare che le e-bike sono anche un vero toccasana per la nostra società. L’unico intoppo è il loro costo, in quanto, pur trattandosi in linea di massima di un velocipede, costano molto più di una normale bici. Per questo motivo stanno spuntando qui e lì degli incoraggianti incentivi per le biciclette elettriche, con alcune amministrazioni più attive di altre nel promuovere questo comodo e sostenibile mezzo di trasporto.

Gli incentivi per le biciclette elettriche della Svezia

Il più attivo, in questo senso, è senz’altro il governo svedese, che ha spiazzato tutti – e ha accolto il favore dei cittadini – proponendo degli incentivi per le biciclette elettriche corposi e pure a lungo raggio. Insomma, sembra davvero che in Svezia, nei prossimi anni, tutti quanti debbano munirsi di una e-bike: si parla infatti di ben 350 milioni di corone svedesi – ovvero circa 35 milioni di euro – in incentivi per le biciclette elettriche, da spalmare su tre anni. Ed è così che, tra il 2018 e il 2020, gli svedesi che compreranno una bicicletta a batteria potranno godere di uno sconto del 25%.

Fino a 1.000 per ogni bicicletta

Insomma, se si parla di incentivi per le biciclette elettriche, da qualche settimana a questa parte, non si può che guardare – con invidia – alla Svezia. Artefice di questi sussidi – che possono arrivare fino al massimo di 1.000 euro per ogni singola bici acquistata – non è però solo il governo svedese, anzi, il vero architetto è l’associazione svedese per la promozione della bicicletta, ovvero il Cykelfrämjandet, membro della Federazione europea dei ciclisti che già da alcuni anni stava facendo pressione sui ministri affinché dessero il via ad un simile sistema di incentivi per le biciclette elettriche. A rendere possibile questa mossa, nel concreto, è stata la partecipazione di Cykelfrämjandet all’Ecf Leadership Programme e il supporto del Cycling industry club.

incentivi per le biciclette elettriche

I sussidi per le e-bike della Provincia di Trento

L’iniziativa svedese la dice lunga sull’impegno di questo Paese per garantire una mobilità sostenibile e un’aria il più possibile pulita, nonché per mantenere vivace l’industria interna del settore ciclistico. Va però sottolineato che anche in Italia tante singole amministrazioni locali si sono mosse in questo senso. La Provincia Autonoma di Trento, per esempio, nel suo Piano Provinciale per la mobilità elettrica – dopo aver presentato dei sussidi per l’acquisto di automobili elettriche e per l’installazione di colonnine di ricarica – ha dato il via anche agli incentivi per le biciclette elettriche per il percorso casa-lavoro: in questo caso si parla di una percentuale doppia rispetto a quella svedese (il 50% anziché il 25%), ma l’incentivo è rivolto alle sole aziende, fino ad un massimo di 1.000 euro per ogni bicicletta e di 50.000 euro per ogni impresa. Le biciclette così acquistate vengono assegnate ai dipendenti, i quali saranno poi portati ad utilizzare tale mezzo per gli spostamenti tra casa e lavoro, a fronte di una compartecipazione alla spesa (in misura variabile tra il 10% o il 30% del costo totale della e-bike).

Gli incentivi nelle altre città italiane

Di recente – proprio in questi giorni – gli incentivi per le biciclette elettriche sono stati adottati anche a Vicenza: qui il Comune ha deciso di mettere a disposizione dei propri cittadini che vorranno acquistare una bicicletta ecologica un contributo pari a 250 euro. A Genova, invece, la finestra aperta nel dicembre del 2017 dall’amministrazione comunale per ricevere i sussidi per l’acquisto di una bicicletta elettrica si chiuderà presto, il 31 maggio 2018: in questo caso si ha a che fare con un corposo contributo di 400 euro. In altri centri italiani, invece, questa pratica è già rodata nel tempo: a Bologna già a partire dal 2013 si possono ricevere 300 euro per l’acquisto di una e-bike o di un ciclomotore elettrico, che si possono alzare fino a 600 euro nel caso della rottamazione congiunta di un ciclomotore Euro 0 oppure Euro 1. A Firenze si parla invece di un contributo di 200 euro per ogni e-bike, mentre nella Regione Friuli Venezia Giulia è in vigore un contributo del 30% (fino ad un massimo 200 euro). Iniziative simili sono attive anche a Venezia, a Modena, a Napoli e a L’Aquila.

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