Da consumatori a produttori di energia

Il processo di passaggio dalle fonti energetiche inquinanti a quelle alternative e sostenibili vedrà sempre di più il comune consumatore trasformarsi in un auto-produttore della propria energia. Come abbiamo infatti visto più volte, sta crescendo l’interesse verso i sistemi di accumulo domestici per l’energia fotovoltaica, ma non è tutto qui: ci sono infatti molte altre possibilità per creare in casa propria parte del nostro fabbisogno energetico. È il caso di Homebiogas, la compostiera domestica creata da una startup israeliana in grado di trasformare i rifiuti organici di una famiglia in bio-carburante e in fertilizzante liquido, con grandi vantaggi sul lato ambientale ed economico.

Homebiogas: com’è e come funziona

Tecnologicamente parlando, Homebiogas non è nulla di nuovo: questa compostiera sfrutta infatti i medesimi principi dei macchinari per la produzione di biogas utilizzati nel settore agricolo. Mai prima d’ora, però, era stata proposta una compostiera per la produzione di biocarburante e fertilizzante di dimensioni così piccole. Il dispositivo è composto, in estrema sintesi, da un digestore, un sistema di pressurizzazione e un filtro. Con una base di 127 centimetri per 165, ed un peso di soli 35 chilogrammi, questo impianto può essere installato ovunque, senza il bisogno di basamenti speciali: nel giardino, nell’orto, sul terrazzo, qualsiasi posto all’aperto va bene. E non abbisogna nemmeno di un collegamento alla rete elettrica: l’importante è che la compostiera sia esposta ai raggi solari, grazie ai quali il digestore avvia la reazione che porta alla trasformazione dei rifiuti in biogas e in fertilizzante liquido. Ogni giorno possono essere inseriti nell’impianto fino a 6 litri di rifiuti alimentari, carne e latticini compresi, oppure fino 15 litri di deiezioni alimentari. Il risultato, dopo l’elaborazione interna, è quello di avere una dose di biometano sufficiente per cucinare per tre ore, più una discreta quantità di fertilizzante naturale (tra i 5 e gli 8 litri) pronto per fertilizzare l’orto di casa. Una volta installato, il sistema richiede tra le due e le quattro settimane per produrre effettivamente del gas. Nel momento in cui il processo viene avviato, però, la produzione è potenzialmente continua – a patto, ovviamente, di ‘nutrire’ ogni giorno il dispositivo Homebiogas.

homebiogas

I vantaggi della compostiera

I benefici di un impianto domestico come Homebiogas sono evidenti. Per prima cosa, va sottolineato che i rifiuti organici non trattati liberano metano in atmosfera, contribuendo così al surriscaldamento globale. Trattandoli fin da subito e a livello domestico, invece, si taglia l’inquinamento, e in più si può sfruttare il biometano prodotto in totale autonomia. In un anno, ipotizzando di inserire nella compostiera una tonnellata di rifiuti organici, si può arrivare a ridurre di sei tonnellate le emissioni di anidride carbonica prodotte da una normale famiglia. Un drastico taglio all’inquinamento, dunque, e un guadagno netto in termini di energia pulita. Tutti i tipi di abitazione potrebbero trarre giovamento dall’utilizzo di Homebiogas, ma il maggiore guadagno sarebbe sicuramente destinato alle case off grid e nelle comunità isolate tipiche dei paesi in via di sviluppo: integrando la compostiera con altri impianti di energia rinnovabile, infatti, si potrebbe raggiungere l’autosufficienza energetica, eliminando l’inquinamento e tutti i problemi di salute legati alle biomasse di origine vegetale o animale.

Un investimento intelligente

È la stessa storia di Homebiogas a confermare il grande interesse formatosi intorno a questa tecnologia: il progetto è infatti stato avviato attraverso una campagna di crowdfunding sul web, sulla piattaforma Indiegogo, dove l’obiettivo prefissato è stato raggiunto in meno di 24 ore di raccolta fondi. In effetti, cucinare grazie all’energia prodotta agli scarti degli ultimi pasti e ai rifiuti organici in generale è qualcosa di fenomenale. Il prezzo di vendita di Homebiogas, attualmente, è di 1.090 dollari (1.030 euro circa), un investimento iniziale non esagerato, soprattutto se raffrontato al risparmio economico conseguente, nonché ai vantaggi per l’ambiente.

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