A partire dalla fine del diciannovesimo secolo, seguendo il motto «avremo l’energia dei fiumi!» l’arco alpino italiano si è andato popolando di dighe e di centrali idroelettriche. Non ha ovviamente fatto eccezione il Trentino, anzi: ancora oggi, e da un certo punto di vista, sempre di più, l’energia idroelettrica è importantissima per questa provincia, andando a creare nella maggior parte dei casi un netto surplus rispetto al consumo ideale di energia delle famiglie. Ogni anno presenta ovviamente dati differenti, che variano a seconda delle precipitazioni, ma va precisato che, guardando agli ultimi anni a livello nazionale, solamente nel 2005 la produzione di energia elettrica dall’acqua ha presentato un deficit rispetto al consumo (guardando ai dati ISPAT). Nel 2014, anno particolarmente fortunato sul lato dell’energia idroelettrica, la produzione è stata di ben 5.600 GWh, andando persino a superare il record di produzione del 1977, pari a 5.272 GWh. Del resto in questo specifico territorio provinciale ci sono molte centrali idroelettriche, e va sottolineato che, soprattutto negli ultimi decenni, si è conosciuta una progressiva riduzione delle produzione da grandi impianti per passare ad un numero crescente di piccole o piccolissime centrali idroelettriche. Su queste basi, acquisisce una rilevanza del tutto particolare Hydrotour Dolomiti, un originale e intrigante viaggio nelle centrali idroelettriche del Trentino.

Cos’è Hydrotour Dolomiti?

Il Trentino, infatti, non è solo lunghe piste da sci, splendenti laghi montani e valli incantate: questo territorio è infatti anche uno dei più grandi produttori d’energia pulita del nostro Paese, e in quanto tale intende valorizzare il proprio patrimonio con iniziative come Hydrotour Dolomiti, organizzato dal Gruppo Dolomiti Energia. Tutti, infatti, sanno dell’esistenza delle centrali idroelettriche. In quanti, però, possono dire con certezza di conoscere il loro funzionamento e di capire le modalità secondo le quali l’acqua diventa l’energia che utilizziamo ogni giorno? Hydrotour Dolomiti offre dunque l’eccezionale possibilità di visitare questi centri seguendo itinerari inediti, potendo così scoprire dall’interno quelli che talvolta sono dei veri e propri gioielli d’architettura e di ingegneria. Il tutto, inoltre, viene arricchito da simulazioni interattive e da allestimenti multimediali pensati appositamente per rendere più vivace e densa di significato la visita delle centrali.

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Il territorio che ospita le centrali

Non bisogna tra l’altro dimenticare che le centrali toccate da Hydrotour Dolomiti sono immerse in territorio ricchi di fascino: la centrale idroelettrica di Santa Massenza si trova nei pressi dell’omonimo lago, nato dall’erosione glaciale, e collegato con il romantico Lago di Toblino. Il paesino di Santa Massenza, oltre ad ospitare la centrale, è famoso per la produzione della grappa e del vino. Il tutto, s’intende, attorniato da un’area ricca di attrazioni, tra escursioni in quota e pareti d’arrampicata, per non parlare delle occasioni ghiotte per gli appassionati della fauna ittica. Riva del Garda, che ospita l’altra centrale di Hydrotour Dolomiti, non avrebbe certo bisogno di presentazioni: perla inconfondibile del Garda Trentino, allietata da un clima mediterraneo, offre grandi spiagge assolate e panorami da sogno, con lo sguardo che sconfina dalle palme e gli olivi che attorniano il lago fino alle cime delle Dolomiti del Brenta. La città è poi ricca di storia, rappresentata da edifici monumentali che hanno impressionato personaggi del calibro di Kafka, dei fratelli Mann e diNietzsche, come la Rocca, la Torre Aponale, il Palazzo Pretorio e, ovviamente, la centrale idroelettrica. Hydrotour Dolomiti, dunque, offre l’occasione di visitare alcuni dei luoghi più invitanti del Trentino.

Alla scoperta della Centrale di Santa Massenza

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La Centrale di Santa Massenza, in funzione a partire dal 1952, venne salutata all’epoca come una delle centrali più potenti di tutto il continente. Ancora oggi, del resto, questa centrale costata 30 miliardi di lire è la più importante di tutto il Trentino alto Adige. La sua costruzione non fu certo semplice e veloce: per metterla in funzione ci vollero 10 anni di lavoro, 15 diverse imprese e circa 8.000 uomini impiegati. Di certo, infatti, non fu semplice convogliare le acque delle cime dell’Adamello e del lago di Molveno in un sistema di canali capace di portarle fino a Santa Massenza, e quindi fino al Lago di Garda. Per capire la grandiosità dell’opera, basta sapere che la spettacolare sala turbine di Santa Massenza – che conta oltre 150 mila metri cubi di spazio ed è stata costruita ad una profondità di 600 metri sotto il monte Gaza – potrebbe persino contenere il Duomo di Milano.

La centrale di Riva del Garda

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Tutta da scoprire anche la centrale di Riva del Garda, costruita negli anni Venti su progetto di Giancarlo Maroni, architetto ufficiale di D’Annunzio nonché genitore del Vittoriale degli Italiani. Vero e proprio gioiello di ingegnerie e soprattutto dell’architettura italiana del primo Novecento, l’imponente edificio si affaccia direttamente sul lago, a pochi passi dal centro storico di Riva. Oltre all’interesse obiettivo per l’edificio, la centrale di ospita un allestimento multimediale capace di appassionare tutta la famiglia, narrando con dei video emozionanti la storia dell’elettricità pulita: non si tratta dunque del solito luogo da visitare sommessamente, quanto invece di un edificio da vivere e persino da giocare.

 

Per ulteriori informazioni e per prenotare una visita alle centrali, collegarsi al portale ufficiale dell’iniziativa o contattare il numero +39 0461 032486.  (Visto l’interesse suscitato dal progetto consigliamo di prenotare, soprattutto se si desidera visitare le centrali nei fine settimana e nei periodi turistici).

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