Tra le informazioni alimentari ai consumatori più importanti e allo stesso tempo drammatiche degli ultimi tempi vi è quella secondo la quale la resistenza agli antibiotici sta aumentando di anno in anno, e che questo fenomeno è sì da collegare all’abuso di antibiotici nella normale cura delle persone, ma anche in quella degli animali, con tutti i rischi che ne conseguono. Nella sola Unione Europea, per esempio, si calcola che ogni anno le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici siano la causa di circa 25.000 morti.

Antibiotici e informazioni alimentari ai consumatori

Questa notizia finisce dritta dritta tra le informazioni alimentari ai consumatori e non più genericamente in quelle relative alla salute, perché il nocciolo del problema sta dalla parte dell’alimentazione: nel nostro Paese, infatti, il 71% degli antibiotici venduti viene destinato agli animali. Il problema dell’abuso di antibiotici negli animali, dunque, è sempre più importante, e non solo in Italia – anche se va sottolineato che il nostro Paese è al terzo posto in Europa per quanto riguarda l’utilizzo di antibiotici per gli animali da allevamento. Per capire quanto sia ormai sentito questo problema, basti sottolineare che ha fatto scalpore la dichiarazione congiunta di tre catene di supermercati britannici, le quali hanno deciso di rendere pubbliche le cifre effettive relative all’utilizzo di antibiotici per la loro produzione di carne.

La presa di posizione di Marks & Spencer, Waitrose e Asda

Le tre catene di supermarket che hanno spiazzato tutti con le loro informazioni alimentari ai consumatori sono state Marks & Spencer, Waitrose e Asda. Prima di chiunque altro hanno deciso di dire ai propri clienti – e non solo a loro – quanti antibiotici vengono effettivamente utilizzati nei loro allevamenti, e questo atto di coraggio ha ovviamente incontrato il favore del pubblico. Va peraltro sottolineato che in tutti e tre, in ogni caso, sono caratterizzati da un utilizzo di antibiotici di molto inferiore rispetto alla media del settore dell’allevamento.

informazioni alimentari ai consumatori

Una questione di trasparenza

Come ha specificato Coilin Numan, della Alliance to Save Our Antibiotics, «siamo molto felici che Marks & Spencer, Waitrose e Asda abbiano deciso di pubblicare i loro dati circa l’utilizzo di antibiotici da parte dei loro fornitori. Vorremmo vedere un incremento della trasparenza anche da parte di tutti gli altri supermercati, i quali dovrebbero pubblicare dati simili». Del resto è certo che molte altre catene hanno già fatto delle ricerche approfondite sull’argomento, senza però poi pubblicare le relative informazioni alimentari ai consumatori.

Queste informazioni alimentari ai consumatori possono portare a molti miglioramenti, orientando i consumatori verso una scelta più oculata della carne, andando a penalizzare i produttori che continuano ad abusare degli antibiotici. Marks & Spencer, per esempio, riporta dati relativi all’utilizzo di antibiotici inferiori del 90% rispetto a quanto comunemente dettato come limite dalle associazioni dei consumatori. Come ha spiegato Steve McLean, che si occupa proprio dell’approvvigionamento di carni per i supermercati M&S, «i nostri allevatori usano gli antibiotici in modo responsabile. Questo significa che non li utilizzano come routine, e che in ogni caso non utilizzano degli antibiotici che potrebbero danneggiare la salute dei clienti. In più, i nostri fornitori si impegnano a ridurne progressivamente l’uso, anno dopo anno».

Le norme in Italia

Va in ogni caso sottolineato che le norme italiane parlano chiaro: negli allevamenti gli antibiotici non devono mai essere dati preventivamente, e devono quindi essere somministrati solo in caso di malattia. I prodotti farmaceutici impiegati, inoltre, devono inoltre essere a spettro ridotto, previa prescrizione del veterinario (il quale in Italia non può vendere i farmaci che prescrive).

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