La plastica è sempre più al centro di accesi dibattiti. Nel mondo l’utilizzo eccessivo delle materie plastiche sta producendo un inquinamento eccessivo con gravissime conseguenze sui nostri ecosistemi e sulla nostra salute. Le iniziative plastic free si moltiplicano in tutto il mondo; le più grandi aziende legate a prodotti di consumo iniziano a capire quanto può essere importante eliminare la plastica dai loro prodotti. Avere prodotti plastic free significa contribuire a ridurre l’inquinamento da plastica e soprattutto non perdere quella fetta di mercato rappresentata da consumatori attenti alle tematiche della sostenibilità. Anche i supermercati iniziano a prestare particolare attenzione alla tematica e di fatti la catena “Iceland” specializzata nella vendita di prodotti surgelati, sarà la prima al mondo ad eliminare la plastica dai suoi prodotti entro il 2023. L’idea è quella di sostituire le confezioni di plastica con materiali cartacei riciclabili. Un’iniziativa in linea con la politica inglese che, come annunciato dalla Primo Ministro Theresa May,  ha promesso di bandire dal regno Unito tutti i rifiuti di plastica entro il 2042. “L’inquinamento da plastica è uno dei grandi flagelli ambientali del nostro tempo” ha dichiarato la May in occasione dell’annuncio dedicata all’iniziativa plastic free. Secondo i dati dell’associazione di produttori di materie plastiche Plastic Europe, il Regno Unito utilizza 3,7 milioni di tonnellate di plastica ogni anno. Una quantità difficile da  trattare soprattutto ora che la Cina ha imposto uno stop all’importazione da rifiuti plastici.

packaging sostenibile

Iceland supermarket e la sua idea di plastic free

A far scattare l’idea di prodotti plastic free sono state le critiche mosse da alcuni acquirenti che si sono ritrovati cavolfiori e noci di cocco freschi avvolti nella plastica. Così, dopo lo scalpore suscitato dal programma Blue Planet di Sir David Attenborough in cui sono state mostrate immagini eloquenti dell’inquinamento da plastica, la catena “Iceland” ha deciso di passare all’azione. Nigel Broadhurst, amministratore delegato di “Iceland”, conferma che i loro piatti pronti non sono confezionati in modo sostenibile: “Attualmente i prodotti a nostro marchio sono confezionati in una vaschetta di plastica nera, la peggiore opzione possibile. La plastica nera è la più difficile da riciclare ed è quella più carica in termini di tossine, le più pericolose nel momento in cui si disperdono nel terreno” afferma Broadhurst. Il primo intervento che la catena di supermarket ha deciso di realizzare per trasformarsi in una catena plastic free, prevede la sostituzione delle confezioni in plastica nera con vassoi cartacei, decisamente più riciclabili. Presto però potrebbero esserci altre modifiche ad altri tipi di imballaggi, così come conferma Broadhurst: “Prendi le arance, oggi sono contenute nelle classiche retine, le mele invece in sacchetti di plastica. Non ci vuole un cambiamento radicale per pensare di mettere una rete arancione attorno ad una mela!”. L’obiettivo è chiaro: eliminare, nei prossimi cinque anni, tutta la plastica possibile dai prodotti a marchio “Iceland”, un cambiamento che riguarderà circa un migliaio di prodotti.

iceland supermarket

Plastic free, una mossa che piace ai consumatori

Prima di mettersi in gioco la catena “Iceland” ha chiesto un parere ai suoi clienti su cosa pensassero del passaggio a prodotti plastic free. Ebbene su un campione di 5 mila intervistati, ben l’80% si è dimostrato favorevole a questa iniziativa. Una mossa che ha trovato anche il supporto degli ambientalisti inglesi, preoccupati sempre più dal crescente inquinamento degli oceani da parte della plastica, che danneggia ed uccide la fauna selvatica. John Sauven, direttore esecutivo di Greepeace UK, ha dichiarato: “Il mese scorso una lunga lista di dirigenti facenti capo ai più grandi gruppi di vendita al dettaglio della Gran Bretagna, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per spiegare che l’unica soluzione per porre fine all’inquinamento da plastica, è quello di rinunciarvi del tutto in favore di alternative più sostenibili come carta riciclata, acciaio, vetro e alluminio. Iceland ha raccolto questa importante sfida di convertirsi ad un sistema plastic free con la speranza che altre realtà seguano il loro esempio”.

Richard Walker, amministratore delegato di Iceland, conferma l’impegno: “Il mondo sta finalmente aprendo gli occhi e riconosce il danno ambientale causato dalle materie plastiche. Mentre parliamo, ogni minuto, un camion carico di plastica entra nei nostri oceani e provoca danni incalcolabili per l’ecosistema marino. Un danno che si ripercuote su tutta l’umanità visto che tutti dipendiamo dagli oceani per la nostra sopravvivenza. Spetta a noi rivenditori, principali contributori all’inquinamento da imballaggi in plastica e dei rifiuti, prendere posizione ferme sull’argomento e contribuire ad un cambiamento significativo – conclude Walker – non c’è davvero nessuna scusa per l’imballaggio eccessivo che crea inutili sprechi e danneggia il nostro ambiente”. In questo momento di cambiamento anche il primo ministro Theresa May rilancia l’impegno: evitare l’uso della plastica in tutta la Gran Bretagna entro i prossimi 25 anni e spinge i supermercati ad introdurre reparti dedicati ai prodotti plastic free . Questo si che sarebbe davvero un gran bel segnale di sostenibilità.

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