MESI, ANNI, SECOLI. I rifiuti hanno vita lunga, quasi eterna, e i luoghi incontaminati sono sempre meno. Disseminare il nostro territorio di oggetti difficilmente biodegradabili non è solo un segno di inciviltà: azioni simili si ripercuoteranno sulle generazioni future, che potrebbero ritrovarsi tra le mani un pianeta trasformato in un immondezzaio. Per meglio comprendere gli effetti nocivi prodotti dall’abbandono indiscriminato di rifiuti nell’ambiente può essere utile ricordarci quanto impiegano gli oggetti di uso comune a decomporsi:

• Fazzoletto di carta: 4 settimane
• Giornale: 6 settimane
• Fiammifero: 6 mesi
• Stoffa: 10 mesi
• Mozzicone: 1 anno
• Gomma da masticare: 5 anni
• Lattina d’alluminio: tra i 10 e i 100 anni
• Cotton-fioc: tra i 20 e i 30 anni
• Sacchetto di plastica: tra i 100 e i 1000 anni
• Accendino di plastica: tra i 100 e i 1000 anni
• Tessuto sintetico: 500 anni
• Pannolino: 500 anni
• Scheda telefonica: 1000 anni
• Bottiglie di vetro: 1000 anni
• Contenitore di polistirolo: 1000 anni
• Bottiglia di plastica: mai completamente

Alcuni passi avanti sono stati fatti: la plastica biodegradabile si diffonde sempre di più, l’uso di sacchetti di plastica per la spesa è fortemente scoraggiato, la raccolta differenziata sta prendendo piede. La gestione responsabile dei rifiuti sta diventando una realtà. Un traguardo importante. Per noi e per le generazioni future.

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