Da anni in Italia si parla della costruzione del deposito di rifiuti radioattivi nazionale. Ma per ora non si sa ancora nulla. Di più: stiamo ancora aspettando la pubblicazione dell’elenco dei luoghi ritenuti idonei per archiviare in modo sicuro ben 75 mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa intensità. Di certo sappiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale nonché la Sogin (ovvero la società pubblica che si occupa dello smantellamento nucleare italiano) ne stanno parlando. Ma sul cosa effettivamente si dicano questi tre attori, è buio completo. Non a caso, la mappa contenuta nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee è tutt’oggi archiviata come segreto di Stato. E se nel nostro Paese la costruzione del deposito per le scorie nucleari sembra ancora lontana, in Finlandia si è quasi prossimi al battesimo del primo deposito di rifiuti radioattivi destinato a durare all’infinito (o quasi).

L’energia nucleare in Finlandia

Il deposito di rifiuti radioattivi che sta per essere ultimato a 300 chilometri da Helsinki si trova in una grotta a 450 metri di profondità, sarà lungo più di trenta chilometri e costerà complessivamente 3,5 miliardi di euro. Ma perché la Finlandia ha bisogno di un tale deposito di rifiuti radioattivi? Ebbene, il Paese Nordico attualmente si appoggia alle proprie centrali nucleari per il 31,6% del proprio fabbisogno energetico. In totale sono dunque attive 2 centrali, con 4 reattori attualmente in funzione e uno in costruzione (il primo reattore nucleare in costruzione in tutta l’Europa occidentale nell’ultimo decennio, che tra l’altro doveva essere ultimato già nel 2009, e che è passato dal costo iniziale di 3,2 miliardi di euro a quello stimato di 8,5 miliardi di euro). Ecco, dunque, il perché la Finlandia sta costruendo un tale deposito di rifiuti radioattivi. A prescindere dalle motivazioni, però, tutti i Paesi che stanno progettando il proprio deposito – Italia compresa, dunque – dovrebbero guardare all’esempio finlandese di Onkalo – così si chiama il sito in costruzione – proprio perché questo è destinato a durare per centomila anni, un periodo durante il quale la radioattività dei rifiuti dovrebbe praticamente scomparire.

deposito di rifiuti radioattivi

La particolarità del deposito di rifiuti radioattivi finlandese

Ma cosa rende questo deposito di rifiuti radioattivi così mirabile? Beh, ovviamente c’è la grandissima profondità e l’enorme estensione delle gallerie sotterranee in cui verranno sigillati i rifiuti radioattivi, ma non solo. Anche il tipo di terreno in cui sono scavati questi bunker è particolare: gli oltre 2 milioni di metri cubi di spazio che stanno per essere ricavati ad Onkalo si trovano infatti in un basamento roccioso di granito di oltre 2 miliardi di anni, che è stato reso molto compatto dal susseguirsi di almeno 5 glaciazioni. Il pericolo di sismi, insomma, è praticamente nullo. È stato questo il motivo che ha designato il sottosuolo della zona d Olkiluoto per la costruzione del mirabile deposito di rifiuti radioattivi, che è portata avanti dalla società Posiva: il termine dei lavori è fissato per il 2020, per un totale di 5 anni di scavi, e le prime barre di uranio impoverito saranno inserite a partire dal 2025.

Capsule sigillate a 450 metri di profondità

Ovviamente i rifiuti radioattivi non verranno semplicemente ‘buttati’ a 450 metri di profondità. No, tutte le scorie verranno raccolte in capsule lunghe 5 metri rivestite da vari strati di ferro, di rame e di bentonite, le quali verranno inoltre sigillate con un guscio di cemento. Per riempire completamente l’enorme deposito di rifiuti radioattivi ci vorranno 100 anni. Questo significa che nel 2125 dovrebbero essere archiviate le ultime barre, e da lì in poi i costruttori garantiscono una tenuta perfetta della struttura per 100 mila anni. Non si sa ovviamente cosa accadrà entro quella data di termine: forse il mondo sarà totalmente diverso, forse ci saranno nuove glaciazioni, ma sta di fatto che i bunker dovrebbero tenere per tutto questo tempo. E, considerando che già entro il primo millennio i rifiuti dovrebbero perdere quasi del tutto la propria radioattività, questo periodo di garanzia dovrebbe essere più che sufficiente.

Un successo sociale

«Siamo piuttosto sicuri di aver fatto bene i nostri calcoli, e sembra proprio che il basamento di Olkiluoto sia perfetto per una raccolta sicura dei rifiuti radioattivi» ha spiegato Taimo Aikas, un ex dirigente di Posiva. E di certo quello finlandese verrà ricordato come un grande risultato ingegneristico e tecnico, ma non solo: come ha sottolineato Rodney Ewing, presidente del Nuclear Waste Technical Review Board, «ha un’importanza grandissima anche il risultato sociale» rappresentato dalla costruzione del deposito di rifiuti radioattivi di Onkalo. Non ci sono infatti state né proteste né opposizioni da parte della cittadinanza contro la costruzione del deposito – in Finlandia, del resto, nel 2016 il 41% della popolazione si è detto favorevole all’energia nucleare. Di solito, come sappiamo, accade l’esatto contrario: gli Usa avevano per esempio pianificato la costruzione di un deposito in Nevada, ma lo Stato si era opposto ferocemente. Adesso non ci resta che aspettare e vedere cosa succederà in Italia, quando la famosa lista dei luoghi idonei verrà finalmente pubblicata.

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