Sono circa un miliardo le persone al mondo che non hanno ancora accesso alla rete elettrica. Gran parte degli abitanti di aree estremamente povere supplisce alla mancanza di energia utilizzando apparecchi a biomasse tradizionali per cucinare e riscaldare gli ambienti domestici, che si rivelano estremamente pericolosi perché rilasciano fumi dannosi nell’ambiente.

Fornello a gas alimentato dalla lolla di riso

I biocombustibili in sé non sono chiaramente rischiosi ma devono essere frutto di un processo di recupero e di trasformazione efficiente e a basso impatto ambientale. È ciò che sta facendo da diversi anni l’ingegnere filippino Alexis Belonio, che ha sviluppato un innovativo fornello a combustione per cucinare, alimentato grazie alla lolla di riso.
È vero, la tecnica non è nuova. Per decenni si sono utilizzati i gusci del riso, che normalmente vengono buttati o bruciati dopo la macinazione, per ricavarne un combustibile naturale. Ma le prime stufe avevano due grandi problemi: non riuscivano a generare calore sufficiente per cuocere rapidamente il cibo e sprigionavano una fuliggine che contaminava gli ambienti, rendendo l’aria estremamente inquinata.

Riutilizzare gli scarti

L’ispirazione a Belonio è arrivata nel 2003, quando le Filippine, grandi esportatrici di petrolio e gas, hanno iniziato a risentire del forte innalzamento dei prezzi dell’energia che ha reso in molti casi difficoltoso l’approvvigionamento. Ecco che l’ingegnere, che si era già avvicinato al settore sviluppando delle pompe d’acqua a energia pulita e delle asciugatrici per risaie, ha iniziato a pensare seriamente alla creazione di una stufa a gassificazione alimentata con biocombustibili. Vista la grande quantità di riso prodotta nelle Filippine, Belonio non ha avuto dubbi su quale dovesse essere la materia prima.

Emissioni nocive dimezzate

Aiutato da alcuni studenti della Central Philippine University, l’ingegnere ha investigato il classico processo di gassificazione del legno con l’idea di applicarlo utilizzando la lolla di riso come materiale da convertire. Il risultato è stato un fornello molto semplice ma al tempo stesso rivoluzionario: è alimentato da un piccolo ventilatore elettrico o a batteria che veicola l’aria all’interno della lolla, convertendola in una miscela gassosa di metano, ossigeno e anidride carbonica. Un tubo di metallo spinge poi la miscela in un bruciatore che genera una fiamma blu calda, simile a quella del gas naturale. È sufficiente un chilogrammo di lolla di riso per un tempo di cottura di almeno di 20 minuti e le emissioni di gas serra sono praticamente la metà rispetto a quelle generate dalle classiche stufe a combustibili fossili.

Tecnologia messa a disposizione di tutti

Il sistema progettato da Belonio è anche sostenibile a livello economico. Grazie a una semplificazione del design e al riutilizzo degli scarti il fornello costa circa 20 dollari, una cifra decisamente bassa se confrontata al prezzo medio di una stufa a combustibili fossili. Ma il maggior risparmio viene chiaramente dai consumi energetici: secondo l’ingegnere una famiglia può risparmiare circa 150 dollari all’anno, equivalenti al 10% dello stipendio medio di un nucleo familiare povero.
Proprio per contribuire alla riduzione della povertà e dell’impatto ambientale Belonio, che presiede il Dipartimento di Ingegneria Agraria e Gestione Ambientale della Central Philippine University, ha scelto di condividere la sua tecnologia gratuitamente su manuali tecnici e online, di modo da consentire a chiunque di progettare e realizzare in autonomia i fornelli a biogas.

Impieghi futuri: illuminazione, riscaldamento e molto altro…

Oltre 40 fra aziende, ONG, e organizzazioni solidali hanno adottato il fornello alimentato con i gusci di riso, che è attualmente utilizzando in più di una dozzina di paesi. Belonio sta ancora perfezionando alcuni aspetti della sua tecnologia con l’obiettivo di aumentarne sempre più l’efficienza e di poter quindi ampliare i campi applicativi. La speranza è quella di sviluppare un sistema che possa essere utilizzato anche per il riscaldamento e per i macchinari agricoli.

“Spero di riuscire a sviluppare un dispositivo che non impatti sull’ambiente e che possa consentire non soltanto di cucinare ma anche di far leggere e studiare i bambini di sera, di ricaricare i telefoni cellulari o di alimentare veicoli. Questo è il mio sogno”.

Qualche mese fa avevamo raccontato di un altro impiego della lolla di Riso, impiegata dalla Goodyear per costruire pneumatici ecologici.

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