È proprio vero quanto afferma la legge di Lavoiser: nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Un concetto, quello delle materie prime recuperabili che, tradotto in termini molto più pop potrebbe essere tranquillamente esplicitato con un Non si butta via niente. Persino la trasmissione del momento, Masterchef, che si è conclusa appena una settimana fa nella prova che valeva l’ingresso in finale ha messo davanti ai concorrenti una delle sfide più difficili di tutta la stagione: la costruzione di un piatto da ristorante stellato utilizzando materiali di scarto come i gambi del prezzemolo o l’acqua di ebollizione dei ceci. Le materie prime recuperabili rappresentano una possibilità di guadagno, di risparmio e una costante sfida creativa per chi decide di accettarla, che siano questi cuochi, artisti o piccoli imprenditori che danno vita a progetti sociali di spessore.

Materie prime recuperabili, il progetto “Non sono rifiuti”

Questa storia riguarda proprio un progetto sociale e al tempo stesso imprenditoriale. Si tratta di Non sono rifiuti un’idea di Silvia Cavaniglia che è diventata una vera e propria società (si chiama SFNA ndr) che opera nel settore della micro compravendita delle materie prime recuperabili quali pet, plastiche hpde, carta, alluminio, ferro, rame, piombo, ottone.

Le materie prime recuperabili rappresentano una possibilità di guadagno, di risparmio e una costante sfida creativa per chi decide di accettarla

Come funziona?

Il principio è davvero semplice. Sul sito viene costantemente aggiornato il prezzo di questi materiali così da poter avere una sorta di bora delle materie prime recuperabili sempre sott’occhio. Si tratta di una tabella in costante aggiornamento che contiene – ad oggi – i principali materiali che possono essere recuperati facilmente dai cittadini: il rame, il ferro, la carta, l’alluminio e la plastica e via dicendo. Basta iscriversi al programma e portare gli oggetti di cui ci si vuole disfare. Questi verranno pesati e gli verrà attribuito un valore economico. Al superamento della soglie dei 5 euro il privato cittadino potrà ritirare il denaro e vedere così premiato il suo lavoro di raccoglitore e riciclatore.

Le materie prime recuperabili rappresentano una possibilità di guadagno, di risparmio e una costante sfida creativa per chi decide di accettarla

NON SONO RIFIUTI… ecco il perché.

Tramite il sito l’associazione ci tiene a spiegare bene il proprio operato. E sopratutto a definire meglio il concetto di rifiuto.

Dal punto di vista legislativo ciò che trasforma un oggetto in un rifiuto è “l’atto volontario di disfarsi dell’oggetto”.Da oggi la SFNA s.r.ls. attraverso i suoi punti di ricezione acquista in contanti i vostri oggetti prima che Voi li trasformiate in rifiuti. Quando noi cittadini acquistiamo merci queste ci vengono vendute in contenitori di varia natura, paghiamo sia il contenuto che il contenitore. Una volta usato il contenuto ci ritroviamo con un contenitore vuoto di varia natura (comunque un bene di nostra proprietà), in genere se siamo cittadini distratti lo buttiamo in modo indifferenziato, se siamo cittadini accorti lo facciamo in modo differenziato. In ambedue i casi il nostro atto è comunque sempre quello del disfarsi e quindi trasformiamo il nostro bene in un  “Rifiuto””. La SFNA .s.r.l.s. è la società che da un valore in euro ai vostri oggetti prima che voi decidiate di disfarvene. , da oggi l’azione che può remunerarvi è immagazzinare in modo selettivo quello che ieri avreste buttato, oggi potete portarlo al più vicino punto della rete NonSono Rifiuti dove vi verranno pesati e pagati.

Le materie prime recuperabili rappresentano una possibilità di guadagno, di risparmio e una costante sfida creativa per chi decide di accettarla

Dove?

Al momento è presente un solo punto di raccolta. Si trova a Roma al box numero 95 del mercato Trionfale, uno dei mercati rionali più famosi e grandi della Capitale. Sembra però che siano previsti dei corsi per tutti coloro che, credendo nel progetto, vorranno aprire un proprio punto di raccolta. Una storia bellissima in un momento in cui la parola rifiuto a Roma ha una rilevanza ( e una delicatezza) particolare che dà speranza e in un certo senso anche guadagno al cittadino. Riciclare non diventa soltanto un modo per sentirsi a posto con la coscienza, ma in un periodo che non possiamo di certo definire di vacche grasse può diventare anche un modo per mangiarsi una pizza fuori con la propria famiglia. Tentare non costa nulla, in questo caso forse addirittura porta guadagno.

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