Per rallentare e fermare il cambiamento climatico dobbiamo ridurre e azzerare le nostre emissioni nocive. Per fare questo dobbiamo rivoluzionare il nostro sistema energetico, togliendo di mezzo una volta per tutte i combustibili fossili, così da poter generare solamente energia sostenibile e rinnovabile. Questo significa, di fatto, elettrificare tutto quanto, mondo dei trasporti compreso, e generare elettricità solo attraverso fonti come il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse e via dicendo. Insomma, ci servono delle reti elettriche – intese come insieme di generatori, connettori e dispositivi elettrici – sostenibili. Ma non solo, ci servono delle reti elettriche sostenibili più affidabili – ovvero capaci di combinare al meglio le diverse rinnovabili – e più resistenti – ovvero capaci di rispondere al meglio a qualsiasi evento, cancellando persino il rischio di blackout in caso di disastri naturali. Quelle che ci servono, per tutti questi motivi e per accontentare tutte queste esigenze, sono delle microgrid più sostenibili.

Tipi di microgrid

Prima di spiegare perché la soluzione di tutto – o meglio, il coronamento di tutte le soluzione – sono delle microgrid più sostenibili, è meglio spiegare nel dettaglio cos’è una microgrid. In effetti non ne esiste un solo tipo: persino un ragazzo con uno zaino dotato di piccoli pannelli solari, con relativa batteria e cellulare in ricarica, di fatto è una microgrid minima (nello specifico, rappresenta una cosiddetta ‘picogrid‘). Poi ci sono le nanogrid, costituite da un solo edificio, e le microgrid vere e proprie, costituite da più edifici collegati insieme in unica e eventualmente autonoma rete elettrica. Al giorno d’oggi, stando ad una ricerca firmata da GTM, ci sono poco meno di 2.000 microgrid negli Stati Uniti, e la cifra è in rapido aumento. Certo, per ora si parla quasi totalmente di singoli edifici con un generatore di riserva a gasolio – e quindi molto inquinante – ma il fenomeno interessante è la crescita delle microgrid più sostenibili e più complesse, come quelle che sono nate a Brooklyn, ad Alcatraz e a Sonoma, in California – per non parlare dei progetti che stanno prendendo piede a Puerto Rico.

microgrid più sostenibili

Verso un futuro di microgrid più sostenibili

Ci sono delle microgrid che sono del tutto isolate dalla normale rete elettrica, e che quindi sorgono in aree rurali e tendenzialmente povere. Ma la maggior parte delle microgrid non sono isolate, ma anzi sono regolarmente connesse alla più grande rete elettrica. In quanto tali, però, possono scollegarsi da essa in caso di blackout e provvedere da sé al proprio fabbisogno elettrico. Per ora, dunque, ci troviamo di fronte ad un sistema di emergenza, o poco più. Come abbiamo però anticipato all’inizio, si stanno preparando e progettando delle microgrid più sostenibili, più efficienti e sì, anche più utili. Questo passaggio sarà favorito dal progressivo calo dei prezzi dei piccoli e medi impianti di energia rinnovabile, così come dei sistemi di accumulo energetico. Il tutto, poi, sarà incentivato e reso più controllabile grazie alle nuove tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale, così da rendere ancora più controllabile ed efficiente l’integrazione tra le microgrid più sostenibili e la normale rete elettrica.

Una rete di microgrid

L’obiettivo è quello di avere avere una rete elettrica ‘normale’ costituita da un insieme di microgrid più sostenibili, in un complesso integrato e connesso di risorse energetiche a zero emissioni. Il risultato sarebbe la disponibilità diffusa di energia elettrica pulita, rinnovabile, economica e affidabile, con le diverse microgrid inserite in un meccanismo di ‘dare ed avere’ al momento del bisogno con la più grande e onnicomprensiva rete elettrica. Riusciamo ad immaginare come potrebbe essere questa struttura elettrica modulare, costituita da centinaia e migliaia di nodi semi-autonomi che operano in parallelo e in mutuo soccorso?

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