IL CAFFÈ IN PIENO SOLE. La coltivazione industriale del caffè si sta trasformando sempre di più in una minaccia per l’ambiente: è questa la sentenza di uno studio condotto dall’Università del Texas e pubblicato da Bioscience. Le piantagioni di caffè non sono certamente una novità nell’agricoltura mondiale, ma qualcosa è cambiato nel tempo: se per secoli il caffè è stato coltivato in zone riparate dal sole, rispettando l’ecosistema originale della pianta, oggi si tende invece ad eliminare ogni fonte d’ombra, per incrementare la resa in termini di quantità. I ricercatori texani hanno quindi analizzato la coltivazione del caffè così come viene effettuata dalle aziende agricole che producono i chicchi in pieno sole.

MENO ALBERI, MENO UCCELLI, PIÙ PESTICIDI. La conseguenza di questa nuova pratica agricola è il progressivo disboscamento delle zone sottoposte alla coltivazione del caffè. Gli alberi vengono abbattuti, colpevoli di gettare troppa ombra sui preziosi chicchi. Ma così facendo la flora e la fauna dell’intera area subiscono un cambiamento brusco, creando un circolo vizioso che in ultima analisi va a ricadere proprio sui chicchi di caffè. La deforestazione colpisce infatti anche i pipistrelli e gli uccelli, costretti a cambiare dimora; i parassiti e gli insetti presenti nelle piantagioni di caffè possono moltiplicarsi, essendo scomparsi i volatili, loro predatori principali. Per correre ai ripari da questi insetti agli agricoltori non resta che affidarsi ad uno utilizzo smisurato di pesticidi. In questo modo coltivare il caffè in pieno sole incide negativamente sia sull’ambiente che sul prodotto finale. E malauguratamente sono sempre di più i coltivatori che scelgono di eliminare l’ombra dalle proprie piantagioni: dal 1996 al 2010 la coltivazione di caffè all’ombra è scesa dal 43% ad un risicato 24%.

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