Si sta delineando il futuro della mobilità elettrica trentina: il 22 settembre, in occasione della ‘Settimana Europea della mobilità sostenibile‘, è infatti stato approvato il Piano provinciale per la mobilità elettrica, proposto dall’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi, da sempre impegnato per un Trentino green. Chiari gli obiettivi del Piano provinciale, testo a ridurre tutte le emissioni di gas serra e le emissioni atmosferiche relative al settore dei trasporti, prevenire l’inquinamento acustico e in linea generale migliorare la qualità ambientale, a favore dei cittadini, dell’economia e della società. Tra incentivi, facilitazioni e investimenti, il Piano sembra costituire una prima cruciale spinta in avanti per la mobilità elettrica trentina.

Un primo passo verso la mobilità elettrica trentina futura

La proposta del Piano per la mobilità elettrica trentina era stata presentata da Gilmozzi in giugno, con l’assessore alle infrastrutture e all’ambiente che spiegava che

«Accanto a politiche ormai assodate per le auto elettriche, come l’esenzione dal pagamento del bollo per cinque anni e poi la riduzione del 75% per i successivi, intendiamo proporre un contributo provinciale sull’acquisto di 5.000 euro: stiamo sviluppando una sorta di patto con i concessionari per arrivare a quella cifra, con circa 3.000 euro a carico dell’amministrazione e 2.000 a carico loro. Il contributo sarà proporzionale: auto totalmente elettrica 5.000 euro e poi a scendere per le ibride. Oltre ai veicoli ci saranno aiuti finanziari anche per e-bike e scooter, che si aggireranno intorno ai 500 euro».

Gli obiettivi del piano

Queste di inizio estate, però, erano solo parole: la proposta per la mobilità elettrica trentina è infatti passata per il Consorzio dei Comuni e per le altre Commissioni provinciali, per essere poi approvata il 22 settembre. Anidride carbonica, diossido di azoto, polveri sottili, rumori incessanti, sono questi i nemici che si voglio sconfiggere con il Piano, il quale, come ha spiegato Gilmozzi, «guarda ad un arco temporale di medio e lungo periodo, per accompagnare il Trentino, attraverso una pluralità di misure, a diventare un territorio ancora più attrattivo grazie ad una tendenziale riduzione delle emissioni, a vantaggio di tutti». Affinché tutto questo possa diventare realtà, però, servono ovviamente dei fondi non indifferenti. Si vuole infatti agevolare la realizzazione della infrastruttura per la mobilità elettrica trentina, dal momento che si è compreso che gli acquisti di veicoli elettrici non cresceranno davvero fino a quando non sarà rimosso l’ostacolo del numero eccessivamente ridotto di colonnine di ricarica. Ma non è ovviamente tutto qui: tra gli altri propositi del Piano c’è anche l’incentivazione economica per l’acquisto di veicoli elettrici, dalle biciclette in poi; l’incentivazione del rooming delle ricariche elettriche dei veicoli, cosicché ogni utente possa collegare il proprio veicolo ad ogni sistema presente sul territorio provinciale senza alcun problema di accessi oppure di pagamenti, vedendosi addebitare il tutto sul proprio conto contrattuale; l’estensione del servizio di bike sharing pubblico basato sulle biciclette a pedalata assistita e la sua integrazione con il sistema di trasporto pubblico; ulteriori incentivi rivolti agli operatori di consegna merci per l’acquisto di cargo bike da utilizzare in ambito urbano.

Gli incentivi nel dettaglio

Ovviamente tutto queste iniziative per lanciare la mobilità elettrica trentina richiedono uno sforzo economico non indifferente. Attualmente sul territorio provinciale sono presenti circa 1.000 veicoli elettrici circolanti, con poco più di 70 colonnine per la loro ricarica. Si parte dunque da qui per potenziare la mobilità elettrica trentina, con l’investimento di circa 1,6 milioni di euro volti all’installazione di nuove colonnine entro il 2023. Il grosso degli incentivi andrà però nei contributi per l’acquisto di veicoli elettrici, per il quale si stanzieranno circa 14 milioni di euro: a differenza di giugno, non è stato specificato a quanto ammonterà il finanziamento singolo per ogni acquisto, anche perché a questo va sommato lo sconto che deve essere concordato con i rivenditori di auto elettriche). Altri 4,5 milioni di euro, invece, saranno destinati all’acquisto agevolato dell’energia elettrica per la ricarica dei veicoli sostenibili, per un totale massimo di 315 euro di ricarica per ogni singolo mezzo.

Non deve cambiare solo la tecnologia

Arrivano dunque dei succosi incentivi per cambiare la tecnologia della mobilità, anche se alla base di tutto deve esserci anche un cambio di mentalità. I cittadini devono infatti appoggiarsi maggiormente al trasporto pubblico, servirsi di più della bicicletta e aprirsi definitivamente ai servizi di bike e di car sharing. Non a caso in Trentino è attiva da ormai 7 anni la Cooperativa Car Sharing Trentino, con l’appoggio fondamentale, tra gli altri, di Trentino Trasporti Spa e Trentino Mobilità Spa: tra Trento, Rovereto e Riva del Garda sono disponibili 14 veicoli in condivisione, dei quali due elettrici. Il servizio non è ancora popolarissimo, ma di certo è in forte crescita: dalle meno di 10mila ore di utilizzo fatturate nel 2011, si è passati alle oltre 25.000 del 2016.

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