Le festività natalizie sono ormai concluse da qualche giorno, e come ogni Natale che si rispetti su internet impazzano le notizie di come sia possibile riciclare gli alberi di Natale. In Italia esistono diverse esempi virtuosi di riciclo degli alberi, persino il famosissimo “Spelacchio” pare possa avere una seconda vita. E che dire dell’albero di Natale allestito in Vaticano? Donato in beneficienza per far si che il legno di cui è fatto possa essere utilizzato per costruire giocattoli per i bambini più bisognosi. Anche l’abete rosso di Piazza Duomo a Milano avrà la sua change: gli studenti della scuola di design del Politecnico milanese progetteranno gli arredi urbani che saranno realizzati con il legno riciclato. Ma quello che accade a Cape Fear nel Nord Carolina è qualcosa di veramente insolito, mai visto: gli alberi di Natale vengono utilizzati per ricostruire le dune costiere.

albero natalizio

Grazie alla Fondazione Surfrider, una rete di ambientalisti presente in tutti gli Stati Uniti nata per proteggere il mare e gli ambienti costieri, gli alberi appena “dismessi” piuttosto che finire in discarica vengono seppelliti sulla spiaggia, favorendo la ricostruzione delle dune nella zona.

Alberi di Natale per ricostruire le dune costiere, funziona!  

La Fondazione Surfrider di Cape Fear ha organizzato la 4a edizione della manifestazione che ha seppellito gli alberi di Natale sulla spiaggia, una vera e propria festa per la cittadinanza locale che partecipa attivamente all’evento. Quello che poteva sembrare un progetto folle, nel corso degli anni si è dimostrata un’idea vincente. Persino un report dello Yale Climate Connection ha confermato che gli alberi stanno aiutando la ricostruzione delle dune costiere della zona: dopo averli sistemati, l’azione del vento soffia la sabbia attraverso i rami che gradualmente si ricoprono e si trasformano in nuove dune, proteggendo la costa dall’erosione. Ethan Crouch, membro locale della Surfrider Foundation dichiara soddisfatto: “Gli effetti dell’erosione costiera e degli uragani sui nostri litorali sono sotto i nostri occhi. Le dune costiere sono la nostra prima linea di difesa contro le mareggiate e l’innalzamento del livello del mare. Non possiamo lasciare che il sistema dunale sparisca”.  La fondazione di cui fa parte si occupa da anni di preservare le spiagge e gli oceani dagli effetti dei cambiamenti climatici e dall’inquinamento. La manifestazione di Cape Fear, unica nel suo genere, non è solo un modo di ricostruire l’habitat costiero ma anche un modo per riunire le persone e rafforzare il senso di comunità oltre che il rapporto con il mare e la costa. “Alla gente locale che lavora e studia altrove piace ritornare a casa d’estate e, quando sono seduta sulla spiaggia, possono guardarsi attorno ed esclamare entusiasti “è proprio li che messo il mio albero di Natale”. Si crea un certo senso di proprietà e appartenenza” afferma Crouch.

Cape Fear Sulfrider Foundation

Simili manifestazioni possono anche ispirare le persone ad intraprendere nuove azioni per proteggere l’ambiente – dichiara ancora Crouch – e possono portare i cittadini a cambiare il proprio stile di vita, contribuendo a ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici”. L’attività di ripristino dell’ecosistema dunale è fatta con cura ed attenzione soprattutto nei confronti della fauna selvatica; le nuove dune vanno sistemate strategicamente in modo tale da non influenzare l’attività delle tartarughe marine nidificanti e di altri animali selvatici.
La sede locale della fondazione è molto attiva e impegnata non solo nel dare nuova vita agli alberi di Natale, favorendo la creazione di nuove dune costiere, ma è anche molto impegnata nella salvaguardia dell’ecosistema marino dall’inquinamento da materie plastiche e dagli idrocarburi. Chissà se questa iniziativa possa stimolare la fantasia di qualche lettore.

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