Mentre i governi di tutto il mondo si barcamenano fra Cop21 e New Urban Agenda, fissando obiettivi più o meno ambiziosi per la lotta al cambiamento climatico- che appaiono ancora più urgenti e necessari dopo i dati allarmanti dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), secondo cui nel 2015 la concentrazione media di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto il record di 400 parti per milione (ppm) – c’è chi sembra fare più sul serio degli altri. Parliamo di Oslo, in Norvegia, dove la maggior parte delle misure e degli obblighi in materia di sostenibilità ambientale non guardano ai prossimi 10, 20 o 30 anni ma prefigurano risultati che possano concretizzarsi in tempi molto più rapidi.

Oslo mette la voce ‘clima’ nel bilancio

È vero, i paesi del nord Europa sono forse più avvantaggiati nel raggiungimento di alcuni target perché hanno già investito molto, anche in ‘tempi non sospetti’, nella riduzione dell’impatto ambientale dell’urbanizzazione e della modernità. Però c’è anche da dire che talvolta dimostrano una lungimiranza e anche una volontà nel prendere posizione che non è facile rintracciare altrove.

L’ultima iniziativa arriva, per l’appunto, da Oslo, dove l’amministrazione ha deciso di inserire all’interno del suo bilancio anche la voce ‘clima’. Insomma, accanto alle colonne delle entrate e uscite del comune norvegese sarà riportata anche la quantità di CO2 che è stata emessa.
“Conteggeremo la CO2 allo stesso modo di come conteggiamo il denaro”, ha spiegato Robert Steen, vicesindaco della città.

Obiettivo 2020: dimezzare emissioni Co2

Spiegando come l’obiettivo non sia chiaramente soltanto quello di contabilizzare le emissioni nocive ma di avere sotto mano dati certi che possano confermare o meno la possibilità del raggiungimento di alcuni target che Oslo si è posta. Il primo, quello di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2020, passando dalle attuali 1,4 mln di tonnellate a circa 600 mila, il secondo quello di annullarle completamente, quindi di diventare a emissioni zero, entro il 2030.
Inserire il clima nel bilancio aiuta chiaramente a porsi degli obiettivi anche annuali, senza i quali non sarebbe possibile guardare al futuro più lontano.

Auto private bandite dalla città

Su cosa punta Oslo per il raggiungimento di questi obiettivi ambiziosi? Già nel 2015 la città aveva varato il divieto di transito delle auto private nel centro città e il nuovo Piano approvato dall’amministrazione lo conferma con norme ancora più severe e lo estende ai taxi a partire dal 2020. La mobilità sostenibile è sicuramente al centro delle politiche ambientali della capitale con l’eliminazione di gran parte dei parcheggi, un aumento del chilometraggio delle piste ciclabili e il graduale (ma non troppo) passaggio verso un parco veicoli per il trasporto pubblico 100% fossil-free.

“Oslo è sicuramente l’unica città che conosco che ha delle reali chance per tenere fede all’impegno di limitare l’aumento di temperatura globale a 1,5° C, fissato dall’Accordo sul Clima di Parigi – dichiara Glen Peters, ricercatore del Norway’s Center for International Climate and Environmental Research, in alcune interviste rilasciate ai media – E che soprattutto sta facendo qualcosa di concreto per raggiungerlo in tempi brevi”.

I divieti servono per ‘educare’

Ciò che colpisce è sicuramente la fermezza delle decisioni politiche, quasi inimmaginabili da noi, come in altre parti del mondo. Eppure neanche agli abitanti di Oslo inizialmente piaceva l’idea di non poter accedere alla città con la propria auto.

“C’era molto malcontento all’inizio – racconta Peters – ma basta abituarsi e soprattutto rendersi conto di tutti i benefici che possono ottenersi dalla limitazione delle auto nei centri urbani: strade che tornano a essere vivibili, anche dai bambini; aria più pulita; più sicurezza nel muoversi a piedi e in bicicletta. Con il tempo ci si rende conto di quanto la città sia più bella e più vivibile senza auto“.

Non solo mobilità sostenibile

La mobilità sostenibile non è l’unico aspetto su cui Oslo sta investendo. Verrà gradualmente ridotto l’uso di combustibili fossili negli impianti di riscaldamento di tutti gli edifici, sia pubblici sia privati e si continuerà ad investire in termovalorizzatori sempre più efficienti per ricavare energia da un corretto smaltimento dei rifiuti.

“Il vero obiettivo – conclude Peters – è quello di diventare un esempio per altre città di tutto il mondo. Se tutti, guardando ad Oslo, si rendessero conto che è possibile attuare misure concrete per contrastare i cambiamenti climatici, e decidessero di imitarla, sarebbe una vittoria”.

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