Oggi siamo in un momento interessante del mercato solar, timidamente torna a crescere. Qual è lo scenario per i non addetti ai lavori

Paolo Lugiato: la prima generazione del fotovoltaico italiano è stata alimentata grandemente dal Conto Energia che sosteneva la costruzione di impianti nuovi. Da quando gli incentivi sono stati cancellati abbiamo vissuto una fase di rallentamento, senza tuttavia che si fermasse realmente. Anzi il risultato è stato quello di far maturare il mercato, quindi non più una miriade di player alle prime armi ma un gruppo bene definito di player professionali. Questa professionalizzazione è avvenuta in vari ambiti. In primis vanno annoverati gli impianti residenziali foraggiati dagli incentivi dell’ecobonus per l’edilizia, che hanno accelerato l’autoconsumo, grazie anche all’abbattimento dei costi delle batterie. Poi sono arrivate le realtà aziendali che hanno investito in micro-grid per tagliare i costi di bolletta, divenendo de facto indipendenti dalla rete. Infine ha avuto effetti positivi il fatto che l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili abbia raggiunto lo stesso prezzo dell’energia da fonti fossili e nucleare.

Però anche le tecnologie hanno aiutato il mercato. Ad esempio i costi sono crollati.

Paolo Lugiato: Indubbiamente la trasformazione del paradigma tecnologico ha avuto effetti eccezionali. Come ricordava lei sono crollati innanzitutto i costi dell’investimento per le installazioni. Una caduta fenomenale: -80%. Se cinque anni fa un impianto costava 10 milioni di euro a megawatt, oggi costa meno di 1,5 milioni La tecnologia ha visto una riduzione dei costi decisamente drastica, favorita dai produttori industriali, in particolare cinesi.

Ma non va dimenticato che i pannelli FV sono primi al mondo in termini di capacity addition, come si dice in inglese la capacità addizionale, che potremmo definire come la rapidità di espansione della generazione elettrica finalizzata a soddisfare il fabbisogno dei cittadini. C’è poi il tema della distribuzione geografica. Il solare può essere utilizzato ovunque nel mondo, sia attaccati alla rete elettrica, che in un villaggio della steppa tagliato fuori da ogni sistema di comunicazione. E’ l’unica tecnologia che potrà portare la luce ad oltre un miliardo di persone che non hanno nessun accesso all’energia elettrica. Avrà un ruolo sociale ed economico fondamentale per colmare il poverty gap. Anche le Nazioni Unite l’hanno definita una tecnologia chiave per porre fine alla povertà estrema.

Voi siete arrivati al vertice con una rapidità straordinaria. Come siete riusciti?

Paolo Lugiato: possiamo riassumere il tutto con un termine: eccellenza operativa. RTR ha raggiunto dei livelli di performance ratio, la capacità di non disperdere nemmeno un raggio di sole, ineguagliati, semplicemente grazie ad una gestione manageriale degli impianti, scegliendo sempre le tecnologie più all’avanguardia e continuando ad innovare senza fine.

Grazie ad un sistema di controllo centralizzato monitoriamo tutti gli impianti e appena c’è un problema possiamo intervenire rapidamente nell’arco di qualche minuto. Se l’impianto è fermo, stai perdendo del sole prezioso. Quindi stai buttando denaro. La gestione efficiente, grazie alle tecnologie e un grande lavoro di squadra, permette di abbattere i costi massimizzando la produzione.

Per fare questo però non abbiamo trascurato le risorse in salute e sicurezza. Il nostro prodotto è elettricità, in media in alta tensione, quindi molto rischiosa per chi lavora su questi impianti. Noi abbiamo sviluppato un know-how di sicurezza molto sofisticato. Ogni incidente è un vulnus per i nostri dipendenti e per le performance dell’impianto. Questo da fiducia ai nostri operatori e permette di tenere sempre alte le performance.

Infine RTR è cresciuta grazie all’attenzione posta nelle operazioni di acquisizione, centrato su una metodologia di analisi dettagliata di tutte le opportunità sul mercato, optando per gli impianti migliori e più performanti.

Avete aperto una sede dentro l’incubatore green di Trentino Sviluppo, Progetto Manifattura a Rovereto in Trentino. Quali vantaggi vi ha dato?

Paolo Lugiato: Progetto Manifattura è un hub per imprese green, dove molte aziende delle rinnovabili si stanno trasferendo. Trentino Sviluppo ha avuto una visione molto innovativa. Creare un luogo dove aziende dello stesso settore si incontrano e hanno la possibilità di fare networking tra di loro e con start-up innovative è fondamentale per far crescere il settore e creare nuove partnership.

Paolo Lugiato

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