Il team di Avaaz ritorna a fianco delle api e rilancia la campagna “Save the bees”  per salvare questa specie dai veleni usati nell’industria agroalimentare negli USA e in Canada. Il pericolo di estinzione di questo animale così prezioso all’ecosistema e all’uomo è noto già da anni ma continua ad essere un problema sempre attuale e urgente.

In Europa vietati per due anni alcuni pesticidi letali per le api

Petizione Avaaz in europa per le api

Già nel 2013 l’organizzazione impegnata nella mobilitazione di campagne sociali e ambientali aveva lanciato una petizione per fare pressione sull’Unione Europea affinché vietasse l’uso dei pesticidi responsabili, secondo molti scienziati, della morte delle api. Dopo l’enorme mobilitazione (2,6 milioni di firme raccolte) e la pubblicazione di diversi studi scientifici che mettevano in relazione l’utilizzo di alcuni pesticidi con la moria di api, a maggio del 2013 l’Unione Europea ha deciso di sospendere per due anni l’utilizzo di alcuni fitofarmaci (termine più corretto per indicare i pesticidi). In particolare, la Commissione Europea ha deciso di limitare l’uso di tre principi attivi neonicotinoidi – clothianidin, imidacloprid e thiametoxam – per la concia dei semi e l’applicazione sul suolo e su colture che attirano le api.  Questa classe di fitofarmaci deriva dalla nicotina e fu introdotta inizialmente come alternativa al DDT. Col tempo si è scoperto che i neonicotinoidi sono fortemente neurotossici soprattutto per api e farfalle. L’esposizione anche a basse dosi, se non ne provoca la morte, ne può comunque danneggiare le funzioni motorie, la memoria e il cruciale senso dell’orientamento.
Nel 2011 questo tipo di fitofarmaco usato in agricoltura copriva il 40% del mercato globale. L’Italia, seppur con divieti temporanei poi rinnovati, è stato il primo paese a sospendere l’uso dei neonicotinoidi già dal 2008.

La petizione Avaaz per le api negli Usa e in Canada

L’uso di neonicotinoidi negli Usa e in Canada è ancora consentito ed è per questo che a gran voce Avaaz rivolge la sua petizione all’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente USA (EPA) per bandire questi veleni dalle pratiche agricole. Allo stesso modo Avaaz si rivolge al primo ministro canadese, Justin Trudeau:

“Vi chiediamo di vietare immediatamente l’uso dei pesticidi neonicotinoidi. La drastica diminuzione delle colonie di api mette in pericolo la nostra intera catena alimentare. Possiamo ancora salvare le api dall’estinzione se prenderete provvedimenti urgenti.”

In Canada è in atto una consultazione pubblica sul tema, ma giocano un ruolo pesante le lobby dell’industria agrochimica.

A rischio non solo le api ma l’intero ecosistema

A rischio non è solo l’esistenza delle api ma dell’intero ecosistema e la biodiversità. Le api sono solo una delle 20 mila specie di insetti che impollinano piante e interi raccolti. Molta della frutta e della verdura di cui l’uomo si ciba potrebbe scomparire se diminuisse drasticamente il numero di insetti impollinatori. Un recente studio condotto dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), evidenzia come il 75% della produzione alimentare dipenda dagli insetti impollinatori e di questi il 16% è a rischio di estinzione, di cui il 40% tra api e farfalle selvatiche sono a maggior rischio.

Dove sottoscrivere la petizione

Più di 290 mila firme sono state già sottoscritte per la petizione all’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente USA. L’obiettivo é di arrivare a 500 mila. Per firmare la petizione di Avaaz in salvaguardia delle api dagli insetticidi sia negli States che in Canada potete farlo a questi due link: petizione per il Canada  e petizione per gli USA.

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