Il 16 giugno scorso la Giunta provinciale ha adottato in via preliminare il Piano Provinciale per la Mobilità Elettrica (PPME). Un pacchetto di misure strategiche per ridurre le emissioni di gas serra, in particolar modo quelle provenienti dal settore dei trasporti (CO2, PM10, PM2.5, NO2, ecc.), e per incentivare l’impiego razionale dell’energia puntando soprattutto sull’utilizzo di fonti rinnovabili.

Cosa prevede il Piano Provinciale per la Mobilità Elettrica

Cuore della strategia messa in campo dal Piano è il cambiamento delle modalità tradizionali di trasporto, soprattutto nei centri urbani attraverso l’applicazione di soluzioni sostenibili, come appunto la mobilità elettrica. È in programma l’implementazione e il potenziamento delle stazioni di e-Bike sharing per il miglioramento degli spostamenti dell'”ultimo miglio” e sono previsti incentivi per aumentare il numero delle cosiddette “wallbox” ovvero ricariche elettriche domestiche con un costo dell’energia agevolato. Sono previsti inoltre contributi pubblici per l’acquisto di veicoli elettrici, ai quali si ipotizza l’aggiunta di un ulteriore incentivo da configurarsi come sconto da parte dei concessionari coi quali la Provincia si è proposta di stipulare a breve delle convenzioni, che porteranno ad un incremento dagli attuali 1000 veicoli elettrici immatricolati in Trentino a fine 2016 a oltre 11 mila: uno ogni 45 abitanti. L’ammontare dell’incentivo potrebbe arrivare fino ad un massimo di 5 mila euro se il veicolo è completamente elettrico. Da sottolineare che a livello nazionale non sono ancora previsti incentivi per l’acquisto di auto elettriche, motivo per cui il mercato dell’auto elettrica in Italia stenta a decollare.

Tra le altre misure: esenzione dal pagamento della tassa di proprietà (il bollo) per cinque anni e poi riduzione del 75% per i successivi; incentivi economici per l’acquisto delle bici e scooter elettrici.  Poco meno di 21 milioni di euro l’ammontare complessivo delle risorse pubbliche che verranno investite in Trentino in favore della e-mobility da qui al 2025.

 “Il Piano – spiega l’assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi – si muove lungo un orizzonte temporale di 10 anni, nella direzione di un ‘Trentino Zero Emission'”.

 Sviluppo della rete di ricarica

Affinché la e-mobility diventi una prassi diffusa è necessario sviluppare un’infrastruttura di ricarica capillare. Il Piano Provinciale per la Mobilità  Elettrica prevede lo sviluppo su tutto il territorio provinciale della rete di infrastruttura di ricarica elettrica favorendo la facilità di accesso con sistemi di pagamento aperti e garantendo uniformità nella distribuzione su tutto il bacino provinciale. È prevista l’installazione di un maggior numero di colonnine di ricarica. Attualmente in provincia se ne contano appena 65, ma già alla fine dell’anno prossimo potrebbero essere quasi 400. Nel 2025 i punti di ricarica per le auto elettriche dislocati sul territorio potrebbero arrivare, secondo i target del Piano, addirittura a 2500.

La rete di ricarica come traino per la e-mobility

Uno studio del Politecnico di Milano ha delineato alcuni scenari di sviluppo del mercato italiano dell’auto elettrica (mercato che è ancora molto indietro rispetto alla media degli altri Paesi europei) e ha calcolato che l’affermazione del paradigma dell’e-mobility avverrà più velocemente se si investe strategicamente sullo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica che porterà con sé – secondo le proiezioni dello studio – l’aumento dei volumi del mercato delle auto elettriche.  Ed infatti anche a livello nazionale la strategia di sviluppo sembra andare in questa direzione, come testimonia l’adozione del PNIRE, il “Piano nazionale infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”, redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), il quale fissa come target 2020 l’installazione di 4.500-13.000 punti di ricarica normal power (ossia con una potenza pari o inferiore a 22Kw) e di 2.000-6.000 punti di ricarica high power (ossia con una potenza superiore ai 22 Kw). A tale scopo è stato istituito un fondo, compartecipato per il 50% dal MIT, di 33,3 milioni di euro per il finanziamento di progetti presentati dalle regioni e dagli enti locali che abbiano come oggetto lo sviluppo di una rete di ricarica (fondo a cui poche regioni hanno attinto per carenza di progetti presentati). L’Italia rimane però uno dei pochi Paesi in Europa che non ha previsto incentivi economici diretti per l’acquisto di veicoli elettrici. Strategia, quella degli incentivi all’acquisto, che invece si è rivelata vincente in altri Paesi che sulla mobilità elettrica stanno investendo molte più risorse. Prima fra tutte la Norvegia che ad aprile 2017 si è attestata come primo mercato europeo per numero di auto elettriche vendute, registrando il 30% di penetrazione dei veicoli elettrici nel mercato continentale. Dal 2025 inoltre il paese scandinavo consentirà di immatricolare solamente automobili elettriche.

Fonte: E-Mobility Report, gennaio 2017, Politecnico di Milano

Il Piano in vigore da settembre

Il Piano approvato in Giunta rientra in una strategia più ampia a livello provinciale sulla mobilità sostenibile che verrà discussa in consiglio provinciale con il Disegno di legge sulla Pianificazione e gestione degli interventi in materia di mobilità sostenibile. Se tutto va bene il Piano Provinciale per la Mobilità Elettrica entrerà in vigore il prossimo settembre.

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