Avrebbe dovuto rivoluzionare l’idea di città, proponendosi come un’alternativa ultra-tecnologica di agglomerato urbano a zero emissioni. Ma a distanza di un anno dalla data stabilita di fine lavori è ancora un cantiere a cielo aperto, che ospita poco più di 300 abitanti rispetto ai 50mila previsti dal masterplan. Parliamo di Masdar City, l’eco-città che sta lentamente sorgendo a pochi chilometri da Abu Dhabi, nel deserto degli Emirati Arabi. E che, nonostante i numerosi stop and go dettati dalla carenza di fondi da destinare al progetto, parliamo complessivamente di 22 miliardi di dollari, non molla e va avanti per la sua strada, non rinunciando all’obiettivo di dimostrare che la progettazione città sostenibili è tutto fuorché utopica.

Parte la fase 2 del mega-progetto

È stato infatti recentemente annunciato l’avvio della Fase 2 dei lavori del mega-progetto sviluppato dal noto studio architettonico Foster + Partners e guidato e finanziato dall’Abu Dhabi Future Energy Company (ADFEC). La seconda fase del masterplan, sviluppata dallo studio CBT, prevede la realizzazione di nuovi spazi, tra cui un nuovo cluster di ricerca e sviluppo, negozi e ristoranti, quartieri residenziali, centri comunitari, moschee e scuole.

“Vogliamo incoraggiare la creatività e la collaborazione in uno dei climi più caldi del mondo- spiega CBT- proponendo un modello di progettazione città sostenibili che punta sull’innovazione creando un ambiente confortevole per gli abitanti.”

progettazione città sostenibili

Meno tecnologia più sostenibilità

In questa fase si è scelto di rinunciare a investimenti tecnologici ad alto costo puntando invece sull’applicazione di principi di progettazione passiva per ottimizzare la sostenibilità del costruito e ridurre l’impatto ambientale e sfruttando al tempo stesso l’idrografia.

Progettazione città sostenibili: 4 principi-chiave

Gli obiettivi del progetto rimangono gli stessi così come restano inalterati i principi-chiave che dovrebbero portare alla realizzazione della prima città carbon neutral al mondo.

Lo studio li ha riassunti in quattro punti:

Identità: ispirandosi alla cultura locale e all’ambiente naturale degli Emirati, il piano crea spazi che animano e coinvolgono la città e la comunità

Pedonabilità: il progetto si focalizza sulla mobilità sostenibile privilegiando percorsi pedonabili che consentano di muoversi agevolmente in città. Tutte le camminate saranno immerse nel verde, in modo da consentire agli abitanti di muoversi agevolmente in aree ombreggiate, che favoriranno anche l’abbassamento delle temperature delle zone vicine.

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Sostenibilità: la fase 2 del progetto integra le pratiche di progettazione sostenibile e incoraggia stili di vita ecologici a tutti i livelli, dagli edifici al paesaggio urbano. Sul fronte delle costruzioni si punterà sia sullo sfruttamento di energia rinnovabile sia su strategie di progettazione passiva, che consentiranno una riduzione del 40% dei consumi energetici rispetto all’edilizia standard. A livello paesaggistico verranno sviluppate una serie di idro-zone e molte aree verdi, per il 70% costituite da piantagioni del luogo.

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Replicabilità: tutte le strategie previste sul fronte della mobilità e della sostenibilità dovrebbero fare di Masdar City un modello di progettazione città sostenibili imitabile e replicabile in tutta la regione ma anche in altre parti del mondo.

Cosa resta del progetto iniziale?

Cosa resterà del masterplan iniziale? Secondo il primo progetto, che è stato soltanto parzialmente realizzato, Masdar City sarebbe dovuta diventare un centro urbano alimentato quasi esclusivamente grazie alle fonti rinnovabili. Prima fra tutte il solare: una centrale fotovoltaica realizzata su una superficie di 21 ettari, poco fuori il perimetro di Masdar City, avrebbe dovuto coprire più della metà dei fabbisogni energetici. A questa, dovrebbero aggiungersi tutti gli impianti fotovoltaici posti in copertura delle abitazioni.

Centrale eolica e impianto di desalinizzazione dell’acqua

Ma non si sarebbe puntato solo sul solare. Per la produzione energetica la prima fase del progetto prevede la realizzazione di una centrale eolica di ultima generazione, alta circa 55 metri e costituita da 1200 pali in fibra di carbonio, ultra silenziosi.

In un’area desertica dove l’acqua è un bene più che prezioso l’idea era quella di realizzare un impianto di desalinizzazione dell’acqua presente nelle falde sotterranee con l’obiettivo di renderla potabile e riutilizzabile per scopi domestici.

Mobilità ultra-tecnologica addio?

Il primo masterplan puntava molto sulla mobilità sostenibile ultra tecnologica. Se possiamo essere piuttosto sicuri che gli interventi sul fronte della sostenibilità e del risparmio energetico verranno in qualche modo realizzati, qualche dubbio resta sui trasporti. Il piano iniziale prevedeva il collegamento di Masdar City con Abu Dhabi e l’aeroporto tramite un sistema di ferrovia metropolitana ad alta velocità, il Light Rail Transit (LTR). Mentre per quanto riguarda gli spostamenti cittadini era stato previsto l’utilizzo del sistema Personal Rapid Transit (PRT)navette pubbliche e taxi elettrici a guida autonoma, che sfruttano la levitazione magnetica.

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