Cambiamento climatico: c’è una soluzione?

I cambiamenti climatici causati dalle emissioni di CO2 e dallo sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo sono un dato di fatto. I danni del climate change sono evidenti: clima instabile ed eventi meteorologici estremi come alluvioni, siccità, incendi. Ma anche scioglimento dei ghiacciai, innalzamento degli oceani e perdita di biodiversità, che influiscono sulla presenza di vita sulla Terra.

L’Accordo sul clima di Parigi, firmato da 196 paesi nel 2015, prevede di mantenere l’aumento della temperatura globale sotto gli 1,5° C, diminuendo le emissioni dal 2020. Ma per molte ONG, scienziati e ambientalisti non basta. Tanto che il vero obiettivo per il 2050 è raggiungere il drawdown, cioè il punto in cui i gas serra inizieranno a calare, su base annua.

È possibile?

Che cos’è Project Drawdown

Si, con la conoscenza. Per questo nel 2013 è nata Project Drawdown, un’alleanza di scienziati, imprenditori, ricercatori, ONG, aziende e ambientalisti di tutto il mondo. Una ONG con sede in California (Stati Uniti) che diffonde e promuove le 100 soluzioni contro il cambiamento climatico (o climate change) a livello mondiale. I ricercatori di Project Drawdown hanno cercato e studiato le migliori strategie esistenti contro il climate change. E le hanno classificate nel libro Drawdown: the most comprehensive plan ever proposed to reverse global warming (Penguin Books), acquistabile online a 22$.

Obiettivi e metodo di Project Drawdown

Project Drawdown ha l’obiettivo di fermare l’aumento di gas serra entro il 2050. Per farlo bisogna rendere scalabili le soluzioni, ossia renderle capaci di crescere (in funzione delle necessità e disponibilità). Le strategie contro il cambiamento climatico esistono già ma spesso non le conosciamo. Oppure non hanno una diffusione tale da avere un effetto decisivo sul nostro impatto ambientale e sul clima mondiale. La classifica di Project Drawdown rivela alcune sorprese.

reversibilità dei cambiamenti climatici

Le 6 migliori soluzioni contro il cambiamento climatico

Le strategie contro il climate change sono ordinate in base alla loro riduzione totale di CO2 (in Gigatone o Gt) e al loro costo e risparmio netto (in miliardi di Dollari). Queste sono le prime sei:

1. Gestire gli impianti di raffreddamento (89,74 Gt)

I condizionatori e impianti di raffreddamento contengono refrigeranti chimici che assorbono o rilasciano calore. I refrigeranti chimici (in particolare il Freon e l’idroclorofluorocarburo) però riducono lo strato d’ozono. Col Protocollo di Montreal (1987) si è deciso la graduale dismissione e 170 paesi smetteranno di usarli entro tra il 2019 e il 2028. I sostituti sono già sul mercato ed usano refrigeranti naturali (come Propano e ammonio). I condizionatori obsoleti dovranno essere smaltiti (il 90% delle emissioni avvengono alla fine del loro ciclo di vita).

2. Incentivare l’eolico (84,60 Gt)

L’eolico (interno) è la migliore fonte di energia sostenibile: è competitiva (i costi di produzione diminuiranno gradualmente entro 10 anni), non usa petrolio e non inquina. Un impianto eolico consuma meno dell’1% di terreno e diventa produttivo entro un anno dalla costruzione. Il vento è una fonte di energia variabile: in assenza le turbine non funzionano. Sono necessarie infrastrutture di accumulo e distribuzione per permettere all’eolico di crescere e diventare più efficace. Gli Stati Uniti stanno investendo molto nell’eolico e nelle energie rinnovabili ma non sono i soli. Una mappa online mostra la produzione elettrica dell’Europa e di altri paesi.

eolico project drawdown (foto: www.green.it)

3. Ridurre lo spreco alimentare (70,53 Gt)

Un terzo dei prodotti alimentari non arriva alle nostre tavole. Il cibo scartato (quello che non raggiunge gli standard di qualità) crea spreco di risorse in semi, acqua, energia, terra, ore di lavoro e soldi. Gli scarti alimentari generano circa l’8% del CO2 mondiale. Si può intervenire costruendo infrastrutture per la raccolta, la gestione e il trasporto di cibo nei paesi sviluppati. E nei paesi in via di sviluppo influire nella vendita al dettaglio e informando i consumatori. Oltre alla riduzione delle emissioni, questo sforzo può rispondere alla futura domanda di cibo, che crescerà con l’aumento della popolazione mondiale.

4. Avere una dieta vegetariana (66,11 Gt)

La dieta occidentale a base di carne ha un prezzo alto in CO2: 1/5 delle emissioni mondiali. Se i bovini fossero una nazione, sarebbero il terzo produttore mondiale di gas serra. Secondo uno studio del 2016, le emissioni globali si ridurrebbero del 63% se la popolazione mondiale adottasse una dieta vegetariana (che include formaggio, latte e uova) e del 70% con una dieta vegana. E un risparmio di 1000 miliardi di Dollari, in costi di salute e produzione alimentare. Cambiare alimentazione non è facile: è una scelta culturale e personale. Ma creare consapevolezza nelle persone è un primo passo. Come dice il maestro zen Thich Nhat Hanh:

Cambiare dieta è il modo più efficace con cui una persona può combattere il cambiamento climatico.

Frutta e verdura (foto: osteopatafisioterapista.wordpress.com)

5. Difendere la foresta tropicale (61,23 Gt)

La foresta tropicale, insieme agli oceani, è il polmone della Terra: dona ossigeno, conserva il terreno, protegge gli habitat, produce cibo e “medicine” naturali e da all’uomo un posto dove vivere e lavorare. La riforestazione può far risparmiare 6 Gt di gas serra ogni anno. I metodi migliori sono lasciare il terreno incolto, libero di rigenerarsi. O coltivare e piantare alberi autoctoni e rimuovere le piante invasive. Un esempio? TreeSisters, che unisce la riforestazione alla valorizzazione delle donne.

6. Favorire l’istruzione femminile (59,60 Gt)

L’istruzione femminile è fondamentale per le donne, le famiglie e le comunità. Le donne con un livello di istruzione più alto hanno meno figli, possono lavorare e hanno meno probabilità di ammalarsi di HIV/AIDS o malaria. Diminuisce la mortalità (sia femminile che infantile) e possono essere produttive per la loro famiglia e per la collettività. Oggi 62 milioni di bambine non hanno istruzione a causa di barriere economiche, culturali e politiche. Il modo per cambiare è rendere le scuole accessibili (sia in costi che per distanza), difendere la salute delle bambine e creare delle politiche scolastiche girl-friendly.

scuola in Africa (foto: www.dire.it)

Le soluzioni esistono, la scelta spetta a noi H2

Parlare di cambiamento climatico, spesso, ci fa sentire impotenti. Project Drawdown ci fa conoscere le iniziative più efficaci per combatterlo. Il climate change è una nostra responsabilità. Per salvare la Terra e le generazioni future la scelta spetta solo a noi. Come ci insegna Mao Tzu:

Il perdente trova sempre una scusa, il vincente trova sempre una soluzione.

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