Di certo questa non è la prima volta che il Costa Rica sorprende il mondo intero. Da quel lontano 1949, anno in cui il governo costaricano abolì l’esercito – nessun altro aveva mai osato tanto – questo Paese centroamericano è sempre stato osservato in un modo abbastanza particolare, e l’attenzione è aumentata ancora di più negli ultimi anni. Precisamente, tutti quanti hanno iniziato a guardare con maggiore interesse al Costa Rica da quando, alcuni anni fa, questo Paese ha deciso di puntare verso la sostenibilità ambientale totale per quanto riguarda la produzione di elettricità, iniziando a stabilire anno dopo anno nuovi primati in questo campo. L’ultimo e il più sensazionale record nelle rinnovabili è quello di aver raggiunto i 300 giorni usando solo ed unicamente energie green, a partire da gennaio. Il precedente primato, relativo al 2015, era di 299 giorni. Ora, con più di un mese di anticipo rispetto alla fine dell’anno – e quindi la concreta possibilità di aumentare di giorno in giorno il nuovo record nelle rinnovabili – il Costa Rica è diventato senza ombra di dubbio un esempio per tutti quei Paesi che, avendo firmato gli Accordi di Parigi contro il cambiamento climatico, si sono impegnati ad aumentare la fetta di elettricità prodotta da energie rinnovabili.

Da dove nasce il nuovo record nelle rinnovabili

Il nuovo record nelle rinnovabili è reso ancora più sensazionale dal fatto che, come riportato dal Costa Rican Institute of Electricity (ICE), dal primo maggio sono stati infilati 201 giorni consecutivi di sola energia rinnovabile. Tutto questo è reso possibile da un imponente sistema di produzione di elettricità green: con la sua popolazione di quasi 5 milioni di abitanti, il Costa Rica genera il 99% della sua elettricità facendo affidamento su impianti idroelettrici (78%), sull’eolico (10%) sul geotermico (10%) e, per il rimanente 1%, su fotovoltaico e biomasse. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dunque, i pannelli fotovoltaici svolgono un ruolo marginale, se non praticamente nullo, nello stabilire questi inimitabili record nelle rinnovabili. Solo lo 0,38% dell’elettricità, invece, è in media prodotto dagli impianti termoelettrici, i quali però – per l’appunto – nel 2017 sono stati spenti per 300 giorni.

record nelle rinnovabili

Un risultato fantastico. Ma…

Il record nelle rinnovabili del Costa Rica assume ancora più spessore se confrontato con la percentuale degli altri Paesi: gli Stati Uniti, nel 2016 – quindi in ogni caso prima di ogni effetto-Trump – hanno prodotto solo il 15% della propria elettricità da fonti rinnovabili. In Italia invece, nel 2016 ci siamo fermati al 38,5% (in leggera diminuzione rispetto al 39,5% del 2015). Come ha sottolineato Monica Araya, che gestisce in qualità di adviser lo sviluppo delle energie sostenibili in Costa Rica, il nuovo record nelle rinnovabili è un «risultato fantastico» ma va detto che «nasconde un paradosso, in quanto quasi il 70% di tutto il nostro consumo energetico è comunque basato sui combustibili fossili». Proprio così: il 99% di energie rinnovabili si riferisce infatti solamente al consumo di elettricità, mentre nel settore dei trasporti, nel gas per riscaldare gli edifici e per cucinare, i combustibili fossili dominano ancora incontrastati. Insomma, come vuole sottintendere Araya, è stato fatto un altro passo avanti, ma c’è ancora molta strada da fare.

Le minacce delle dighe idroelettriche

Quello nominato da Monica Araya non è il solo punto critico che si nasconde – ma neanche tanto – dietro al nuovo record delle rinnovabili. Come anticipato, quasi l’80% dell’elettricità consumata dal Paese proviene da impianti idroelettrici, e le dighe ad essi correlate, come è noto, possono talvolta avere degli impatti anche molto gravi non solo sulla popolazione, ma anche sulla biodiversità. Questo è ovviamente un problema ovunque, ma se possibile lo è ancora di più per il Costa Rica. Pur ricoprendo solo lo 0,03% della superficie del nostro pianeta, infatti, in questo Paese si conta più del 5% delle specie viventi sulla Terra. Insomma, un vero e proprio tesoro da salvaguardare per la biodiversità.

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