Acqua, lievito, luppolo e una miscela di malto e cereali: questi gli ingredienti della birra di frumento i cui produttori principali sono Belgio e Germania. Il processo di fermentazione del grano o di qualsiasi altro cereale si produce immergendolo nell’acqua e facendolo germinare. Il prodotto di scarto di tale percorso produttivo, una volta concluso il proprio ciclo, viene normalmente smaltito. Tutto questo grano viene quindi buttato via, contribuendo in modo significativo ad alimentare l’inquinamento ambientale provocato dal suo smaltimento. Ma se tutta questa materia prima si potesse recuperare per dare vita ad altri prodotti? Ecco come è possibile effettuare il riciclo degli scarti alimentari della birra.

Recuperare il grano di scarto per produrre bevande proteiche vegetali

È questa l’idea innovativa di Canvas, una startup che ha ideato delle bevande proteiche di natura vegetale prodotte proprio con il grano di scarto proveniente dalla lavorazione della birra. AB-InBev, colosso della birra a livello internazionale, ha preso sotto la propria ala protettrice i ragazzi di Canvas e la loro inventiva. Utilizzando un processo di fermentazione proprietaria sviluppato proprio da AB-InBev, Canvas è in grado di affinare proteine e fibre avanzate dopo che l’amido utilizzato per fare la birra è stato rimosso dal grano d’orzo per creare un drink sostenibile e altamente nutritivo. Il riciclo degli scarti alimentari è il punto zero di questo progetto, definito dalla co-fondatrice di Canvas Sarah Pool “Un’idea semplice ma potente: qui si tratta di trovare del buono in tutto e spesso sono le cose messe da parte ad avere l’impatto maggiore su di noi”.

Canvas: i gusti delle bevande prodotte col grano di recupero

Dopo aver preso parte a ZXlerator, un acceleratore di idee interno alla AB-InBev per un periodo di 3 mesi, l’idea di Canvas è maturata fino ad essere pronta per il mercato. Il primo agosto, le bevande vegetali sono apparse su Kickstarter, raccogliendo in pochi giorni una cifra ben più alta dell’obiettivo prefissato di 25.000 dollari. Pronti per essere venduti in autunno in 5 gusti diversi, i drink Canvas costeranno 5 dollari l’uno e saranno confezionati in bottiglie da 33 cl circa. Ognuna di queste contiene al suo interno per metà sostanze di riciclo: fra i 14 e i 20 cl sono costituiti, infatti, da fibre e proteine provenienti dal grano. Fra i restanti ingredienti troviamo prodotti vegetali come il latte di cocco e di anacardi, la cicoria e i piselli.

Riciclo degli scarti alimentari della birra: un processo facilmente standardizzabile

Avviato e sperimentato nello stabilimento AB-InBev di Newark, il processo produttivo dei drink Canvas è facilmente adattabile a qualsiasi birrificio in qualsiasi luogo del mondo. L’impianto può essere spostato senza difficoltà e funzionare ovunque, senza limiti di nessun tipo. In questo modo, ogni stabilimento potrà occuparsi del riciclo degli scarti alimentari, decidendo se produrre di persona le nuove bevande o chiedere direttamente a Canvas di svolgere tale lavoro. Il grano di scarto che proviene dalla produzione della birra è presente in quantità enormi ed è possibile convertirlo grazie alla tecnologia in prodotti di natura vegetale ed altamente nutritivi. In tal senso, l’idea di Canvas non ha come obiettivo solo il riciclo in sé ma anche la volontà di portare questi prodotti nei luoghi difficili del Pianeta, a chi si trova in condizioni di malnutrizione o denutrizione. Canvas non è un caso isolato: diverse aziende e startup si stanno muovendo in questa direzione. È il caso, ad esempio, di L. Pernìa, un’azienda a conduzione familiare specializzata nel recuperare il grano dalla lavorazione della birra per produrre mangimi sostenibili per il bestiame.

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