Quello della salvaguardia dei semi sembra essere un tema che nel futuro prossimo andrà parecchio per la maggiore. In molte situazioni del resto abbiamo visto e raccontato come il possesso e la salvaguardia dei semi possa in un certo senso indirizzare l’economia tanto da ipotizzare scenari futuri dove è il seme ad avere un valore e ad essere usato come moneta di scambio.

Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato  dello Svalbard Global Seed Vault, una sorta di banca del seme (agricolo) realizzato a salvaguardia della biodiversità mondiale da qualsiasi minaccia e catastrofe, naturale o umana. Di fatto si tratta di un bunker scavato nel ghiaccio delle isole norvegesi dove, a 130 metri di profondità e a una temperatura di 18 gradi sotto lo zero viene custodita la più grande varietà possibile e immaginabile di sementi provenienti da ogni parte del pianeta terra.

Salvaguardia dei semi
Salvaguardia dei semi. Conosciamo la… guardia!

Si chiama Asmund Asdal, è un biologo e agronomo norvegese ed è la persona che di fatto sta conservando i semi per salvaguardare il futuro del nostro pianeta. Asdal è il coordinatore del funzionamento e della gestione della Svalbard Global Seed Vault, che immagazzina i semi provenienti da tutto il mondo, il suo compito è quello di coordinarsi con altre banche simili sparse per il mondo e richiedere e inviare semi duplicati per la conservazione.

Salvaguardia dei semi, un amore iniziato in giovane età

Asdal racconta di essere affascinato dalle piante sin da quando era un ragazzo. “Ho iniziato a coltivare le mie verdure ed erbe molto presto”, e proprio per questo decise di studiare una materia che tradotta suona come: Scienza delle piante presso l’Università norvegese Norwegian Agricultural University (ora NordGen). Proprio presso il NordGen, Asdal è oggi responsabile della conservazione delle risorse genetiche e della diversità dei semi. Un lavoro di salvaguardia che sarà importante negli anni futuri per le sfide che si presenteranno con i cambiamenti climatici e la crescita della popolazione.

Salvaguardia dei semi

Salvaguardia dei semi e mezzo miliardo di prove

Secondo il database di Asdal ci sono 890.886 sacchetti di campioni immagazzinati nel centro, ognuno dei quali contiene da 300 a 500 semi, il che ci porta a calcolare che sono circa mezzo miliardo i semi che trovano ricovero e protezione.

Salvaguardia dei semi

5 mila specie diverse

I semi comprendono circa 5.000 specie diverse, provenienti da 73 diverse banche genetiche. “Ciò significa che abbiamo semi da più o meno tutti i paesi del mondo”, dice il responsabile. Il centro è particolarmente indicato per proteggere in elevata sicurezza i duplicati dei semi a causa della sua struttura e del suo posizionamenti. Infatti è essenzialmente un grosso triangolo di arenaria circondato da cumuli di neve in quel di  Svalbard, un arcipelago norvegese tra la Norvegia continentale e il Polo Nord.
“I semi devono essere congelati”, ha detto Asdal. E Svalbard offre una posizione in montagna con abbondanza di permafrost e una temperatura di circa -3 ° C. Il sistema di raffreddamento artificiale del Vault porta la temperatura a -18 ° C, la temperatura ideale per conservare i semi secchi. Ci sono inoltre alti livelli di sicurezza e sistemi di allarme, sia per prevenire l’irruzione delle persone che per monitorare i cambiamenti di temperatura. Nell’interesse di garantire la conservazione di questi semi nel tempo, Asdal e l’università di NordGen stanno conducendo ricerche per verificare se i semi degenerano, nonostante lo stoccaggio a una temperatura ideale. Sono stati sottoposti a un processo di 100 anni iniziato nel 1987 e in cui si testa la germinazione di quindici specie ogni cinque anni.
“Posso dire che molte delle specie hanno quasi la stessa capacità di germinazione di 30 anni fa quando i semi sono stati messi nella volta, ma un paio di specie hanno anche sperimentato un declino della germinazione in questi 30 anni”.

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