L’eolico è senza ombra di dubbio una delle forme di energie rinnovabili che, negli ultimi anni, ha vissuto una crescita maggiore. Questo non è stato reso possibile unicamente dai normali impianti eolici installati nell’entroterra, anzi: sta prendendo sempre più piede l’opzione dell’eolico offshore, con delle turbine installate in mare aperto, in acque non troppo profonde. L’unico limite di questa tecnologia, in effetti, è proprio quello costituito dalle acque più profonde: come potrebbe essere possibile – e conveniente – installare delle turbine offshore dovendole piantare sul fondo di oceani profondi centinaia e centinaia di metri? Ma attenzione, non per forza le turbine eoliche offshore devono essere artigliate al fondo marino: si sta facendo sempre più strada, infatti, l’ipotesi delle piattaforme eoliche galleggianti.

Le piattaforme eoliche galleggianti scozzesi

Di solito le turbine eoliche, quei giganti dalle pale rotanti che superano in altezza gran parte dei grattacieli delle nostre città, sono saldamente installate nel terreno, insomma, sono statiche. Lo stesso di prassi vale anche per quanto riguarda le turbine offshore, le quali svettano sì sopra le acque, ma sono comunque poggiate su solide fondamenta costruite sul fondo marino. E se invece fosse possibile costruire delle piattaforme eoliche galleggianti? Qualcuno ci ha già pensato, e ha persino già messo in pratica la propria idea: la prima di cinque piattaforme eoliche galleggianti è infatti già entrata in funzione a largo della Scozia nord orientale, di fronte alla città di Peterhead, nell’Aberdeenshire.

piattaforme eoliche galleggianti

Il funzionamento di Hywind

Ma perché andare a costruire delle piattaforme eoliche galleggianti, quanto quelle onshore e quelle offshore classiche funzionano così bene? Semplice: per poter andare a sfruttare delle acque normalmente ritenute ‘troppo profonde’. Il progetto, sviluppato dalla Statoil – una compagnia petrolifera norvegese – si chiama Hywind e, una volta terminato completamente e messe in funzione tutte le turbine, dovrebbe riuscire a generare elettricità sufficiente per soddisfare il fabbisogno energetico di 20 mila abitazioni. Quelli della Statoil, del resto, sono convinti che con il tempo le piattaforme eoliche galleggianti, grazie allo sviluppo tecnologico, diverranno via via più economiche, così da poter effettivamente andare a colonizzare quelle acque considerate fin troppo profonde per le turbine offshore statiche. Di certo mantenere eretta e in sicurezza una turbina eolica galleggiante non è assolutamente semplice: le turbine Hywind riescono a stare in piedi e a galleggiare grazie ad un software in grado di regolare la rotazione delle pale, così da adattare le spinte della struttura a quelle delle sottostanti onde marine e delle correnti oceaniche, per non parlare, ovviamente, dello stesso vento. Il compito di queste pale eoliche dinamiche, quindi, non è niente affatto facile, e la mole delle piattaforme eoliche galleggianti non viene certo in loro aiuto: parliamo infatti pur sempre di impianti alti 175 metri e capaci di operare in acque profonde fino a 1000 metri.

Acque troppo profonde per il classico eolico offshore

Come si può intuire, non tutti i Paesi potrebbero sfruttare allo stesso modo questa tecnologia: l’offshore è ovviamente riservato ai soli Paesi con un numero sufficiente di chilometri di costa, e queste piattaforme eoliche galleggianti, invece, sono pensate appositamente per quegli Stati che contano un’alta percentuale di acque troppo profonde per le turbine statiche, come per esempio gli Stati Uniti e il Giappone. Quelli della Statoil, in ogni caso, sono proiettati a diventare i veri protagonisti dell’eolico a livello mondiale: convinti che la somma dell’eolico onshore e offshore possa fornire il 18% dell’elettricità a livello globale entro il 2050, stanno infatti puntando a costruire il più grande impianto eolico in mare aperto mai realizzato. Come ha spiegato Irene Rummehoff, vice presidente per quanto riguarda le Nuove Soluzioni Energetiche della Statoil, «il nostro obiettivo con Hywind è quello di dimostrare la fattibilità e l’utilità delle piattaforme eoliche galleggianti».

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