La sicurezza alimentare è entrata all’interno della costituzione svizzera. La Carta dello stato, grazie a un referendum, accoglierà da adesso anche importanti concetti e norme riguardanti il benessere di ogni cittadino svizzero.

Sicurezza alimentare. Un accenno di storia (svizzera)

Nel 2014 in Svizzera è stata depositata una normativa sulla sicurezza alimentare. Significava quindi che ogni cittadino poteva contare su derrate alimentari di qualità e a prezzi accessibili. L’iniziativa fu appoggiata in toto da governo e cosa pubblica che però rilancio un progetto di più ampio respiro per garantire la persistenza della sicurezza alimentare al di là del periodo storico, ma guardando con forza al futuro. Come? Promuovendo un referendum per inserire il concetto di sicurezza alimentare nella costituzione svizzera.

Il referendum

Con il 78,7% di sì, gli svizzeri hanno deciso di accettare un cambio della costituzione. Di validare cioè l’aggiunta cioè di un articolo che fissa i principi in base ai quali si deve garantire la sicurezza alimentare del Paese sul lungo termine. Il testo ingloba tutta la catena agroalimentare e riguarda sia la produzione interna, sia le importazioni e per queste prevede il costante mantenimento di buoni rapporti con i paesi da cui arrivano cibi o materie prime essenziali alla produzione.

Quattro votanti su cinque

O meglio, quasi. Quasi quattro votanti su cinque hanno approvato il nuovo articolo costituzionale (si tratta del 104A). Si è trattato di un risultato che ha lasciato in molti con la bocca aperta, andando molto oltre il più roseo sondaggio che era stato condotto dall’Istituto gfs.bern per conto dellla SSR – Società Svizzera Radiotelevisione e che prevedeva una vittoria dei sì ferma sul 69%, contro il 20% di no e l’11% di indecisi.

Maggioranza di votanti e di cantoni

Trattandosi di una modifica costituzionale, oltre alla maggioranza dei votanti, per l’approvazione occorreva anche quella dei cantoni. Una doppia maggioranza che l’emendamento costituzionale sulla sicurezza alimentare ha ampiamente conquistato.

Una campagna strana

Di fatto sono scesi in campo per promuovere il voto sulla sicurezza alimentare soltanto i pro sì. I critici e i contrari pare infatti che si siano tirati indietro davanti a una battaglia per il voto che sembrava ( e in effetti è stato così) già persa in partenza.

Aprire, senza pensare al protezionismo

In una conferenza stampa, il ministro dell’agricoltura Johann Schneider-Ammann ha puntualizzato che la vittoria non deve essere interpretata come una svolta verso il protezionismo o l’autarchia e ha quindi invitato i contadini svizzeri ad orientarsi alle esigenze del mercato e a non aver paura del libero scambio. Il ministro ha poi ribadito che il nuovo articolo costituzionale non comporterà modifiche legislative, ma servirà da guida per le future politiche agricole.sicurezza alimentare

Le reazioni al voto

“Il popolo vuole salvaguardare un’agricoltura forte e mantenere il controllo sul contenuto del proprio piatto”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ats Jacques Bourgeois, direttore dell’Unione svizzera dei contadini e deputato nazionale liberale radicale che poi ha aggiunto: “Questo articolo permette di affrontare sfide come la demografia, l’erosione dei terreni coltivabili e il riscaldamento globale. Consente inoltre di continuare a rafforzare la qualità dei prodotti e di offrire condizioni decenti alle famiglie contadine”.

I Verdi invece avvertono che la loro iniziativa “Per alimenti equi” rimane comunque necessaria. La sua approvazione, secondo il partito ecologista, è importante affinché la decisione odierna non rimanga una semplice lettera di intenti.

Per le organizzazioni ambientaliste come BirdLife Svizzera, Greenpeace, Pro Natura e WWF Svizzera, l’esito del voto rappresenta un “mandato chiaro” del popolo “in favore di un’agricoltura più sostenibile ed ecologica”. E per attuare questo mandato, occorre diminuire l’impiego di pesticidi, promuovere la biodiversità e proteggere le terre coltivabili, precisano.

Come dire, vinto un referendum resta ancora una lunga strada da percorrere. Consapevoli però di avere la costituzione dalla propria parte. E non è certo poco.

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