La necessità di trovare una soluzione alla crescita costante della popolazione che, stando agli ultimi dati, sfiorerà i 10 miliardi a livello mondiale entro il 2050 e al tempo stesso di ridurre al minimo i consumi energetici e l’impatto ambientale delle attività umane, sta portando all’idea di agglomerati urbani molto diversi da quelli a cui siamo abituati. Che si stia calcando eccessivamente la mano sul concetto di smart city sostenibile e che l’ondata di progetti che si stanno pianificando in tutto il mondo sia frutto di una moda passeggera, sarà soltanto il tempo a dircelo. Ma se le cose andranno nella direzione intrapresa è evidente che nei prossimi decenni assisteremo a una vera e propria rivoluzione urbana, dove sostenibilità e tecnologia saranno le padrone indiscusse.

Il mondo pensa alle città del futuro

Proprio poco tempo fa avevamo parlato di Neon, la smart city sostenibile e iper-tecnologica che dovrebbe sorgere in una zona franca al confine fra Arabia Saudita, Egitto e Giordania. Un polo industriale, commerciale e residenziale totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico dove la tecnologia più avanzata verrà messa a servizio dell’efficienza energetica e del comfort degli abitanti. Il concept ricorda chiaramente Masdar City, l’eco-città vicino Abu Dhabi che avrebbe dovuto rivoluzionare il concetto di megalopoli aveniristica e che ad oggi, dopo più di 10 anni di stop and go, è ancora un cantiere aperto e dal futuro incerto.

Union Point, la prima smart city sostenibile degli Usa

Ma a quanto pare non solo soltanto gli Emirati a credere fortemente nell’idea di una smart city sostenibile e incentrata sulle tecnologie di ultima generazione. Anche negli USA, precisamente a una ventina di chilometri da Boston, è attualmente in costruzione una comunità sviluppata su principi di sostenibilità chiamata Union Point.

Dietro il progetto ambizioso c’è la società immobiliare LStar Ventures, proprietaria del terreno e degli immobili che vi si stanno realizzando e il noto studio di progettazione e ingegneria Arup, che si sta occupando di tutti gli aspetti ingegneristici legati alla sostenibilità.

Grande e piena di verde

Si tratta di una smart city sostenibile dalle dimensioni enormi. Parliamo di 4mila unità residenziali, 10 milioni di mq di spazi commerciali, fra uffici, negozi e ristoranti. A cui vanno aggiunti mille ettari di aree verdi, fra parchi pubblici e sentieri escursionistici e ciclabili.

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Integrazione tecnologica al centro

Il contatto con la natura è sicuramente la cifra del progetto ma tutto ruota intorno all’idea di integrazione tecnologica, senza la quale non sarebbe possibile raggiungere elevati standard di efficienza energetica e di uso di fonti rinnovabili. Tutti gli edifici sono stati progettati seguendo i requisiti per l’ottenimento della certificazione Leed Gold o Platinum. Il che ha previsto l’installazione di sistemi di gestione e controllo dell’intera impiantistica, da quella legata al riscaldamento e raffrescamento all’illuminazione led, usata sia per gli interni sia per le aree esterne. L’idea è quella di creare una smart city sostenibile perfettamente integrata, dove tutti i dispositivi possano essere in grado di dialogare fra loro per ottenere ottimi risultati in termini di efficienza.

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Impianti fotovoltaici e batterie di accumulo

Da un punto di vista energetico, il solare è la fonte principiale per l’approvvigionamento. Tutti i tetti delle strutture edilizie saranno coperti da pannelli fotovoltaici e il progetto prevede anche l’installazione di batterie di accumulo domestiche, una tecnologia che è ormai matura e accessibile a un costo non più esorbitante.

L’obiettivo che Union Point si pone è quello di funzionare esclusivamente a energia pulita, grazie soprattutto al solare e all’eolico, entro il 2050. Sarà un percorso graduale di riduzione della dipendenza ai combustibili fossili e che dipenderà molto anche dal miglioramento delle performance delle tecnologie e dalle innovazioni che verranno sviluppate negli anni a venire e che potranno essere implementate nella smart city sostenibile.

Approccio graduale e sperimentale

A credere in questo approccio graduale e sperimentale sono tutti i soggetti coinvolti nel progetto, dal valore di ben 5 miliardi di dollari, che viene visto come un punto di partenza e sicuramente non di arrivo per la progettazione delle città del futuro. Le lezioni da apprendere sono ancora molte, come dimostrano gli innumerevoli tentativi che sono in atto in gran parte del mondo, e anche Union Point farà la sua parte nel contribuire alla conoscenza.

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Incubatore di nuove tecnologie e modelli

Progettisti e sviluppatori si augurano che la smart city possa essere un incubatore per la sperimentazione di nuove tecnologie e di un modello innovativo di vita urbana. Ma probabilmente ci vorranno almeno altri 15 anni per vederla funzionare a pieno ritmo. Al momento, sono state completate il 25% delle unità abitative e sono circa 1200 le persone che attualmente vivono a Union Point. Ma il più lo faranno le aziende che dovrebbero iniziare a trasferirsi entro la fine del 2018, quando saranno ultimati i primi edifici commerciali.

Questo il video di presentazione del progetto:

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