Fino a poco tempo fa pensare che il sole potesse far funzionare le città era qualcosa di utopico. A piccoli passi le cose stanno cambiando e l’idea che l’energia solare possa sostituire le tradizionali fonti energetiche sta diventando sempre più concreta. Oltre alla spinta che si sta registrando nella mobilità privata, dove si guarda con sempre maggiore interesse alle possibilità offerte dai motori elettrici, anche sul fronte dei trasporti pubblici i progressi in atto sono molti. In questo caso di viaggia su due binari: da un lato ci sono le aziende produttrici che propongono soluzioni innovative in ambito green sul mercato e dal lato ci sono le amministrazioni comunali che scelgono di accoglierle, investendo in un modello di mobilità sostenibile alternativa a quello tradizionale. Quando i due binari si incontrano, i risultati sono tangibili, e incoraggianti.

Australia e Africa puntano sulla mobilità sostenibile

Di esempi virtuosi ce ne sono in tutto il mondo e negli ultimi mesi si sono concretizzati in due realtà molto diverse fra di loro e con dei risvolti altrettanto differenti. Se l’Australia sceglie di investire in un modello di sostenibilità energetica per il trasporto pubblico con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni tipici di un paese fortemente industrializzato a fare da contraltare è l’Africa che intravvede nel solare un’alternativa alle tradizionali reti elettriche che scarseggiano e una possibilità quindi di sviluppo.

Melbourne, solo tram solari nel 2018

La città di Melbourne, in Australia, ha deciso di convertire l’intero sistema tranviario all’energia solare entro il 2018. Per far sì che ciò avvenga nella regione del Victoria verrà realizzato un nuovo parco solare, che sarà appaltato nel 2017 e diventerà operativo entro la fine del 2018, in grado di generare 75MW di energia. La metà, 35 MW, verranno utilizzati per alimentare i 410 tram di Melbourne.
Il progetto fa in realtà parte di un piano sviluppato per azzerare le emissioni di CO2 dello Stato del Victoria entro il 2050 e secondo il Ministro dell’Energia Lily d’Ambrosio si tratta della ‘prima iniziativa al mondo di questo genere’.
Oltre alla creazione di 300 nuovi posti di lavoro la conversione dei mezzi di trasporto pubblico alle energie rinnovabili consentirà, stando alle stime, una riduzione delle emissioni di gas serra pari a 80 mila tonnellate all’anno.

In Uganda il primo bus solare dell’Africa

Nel frattempo, nel continente africano si festeggia la realizzazione del primo bus solare. Si chiama Kayoola bus e ha fatto il suo debutto lo scorso 16 febbraio sulle strade della città di Kampala, Uganda.

Il bus è stato progettato dalla Kiira Motors Corporation, che a luglio del 2014 aveva svelato il prototipo di berlina ibrida, la Ev Smack, equipaggiata con un motore elettrico e un’unità a benzina che svolge funzioni di generatore di energia elettrica per le batterie. Può essere considerato un’evoluzione della vettura eco-friendly, il bus Kayoola.
Capace di trasportare fino a 34 passeggeri seduti, il bus solare è dotato di un motore elettrico alimentato da due batterie. Una viene ricaricata dai 12 pannelli solari installati sul tetto, mentre l’altra può essere ricaricata mentre l’autobus è fermo, per una percorrenza di circa 80 km.

Secondo Paul Musasizi, amministratore delegato di Kiira Motors Corporation (KMC), il potenziale dell’energia solare in Uganda è altissimo e va sfruttato “Nessun’altra nazione che costruisce veicoli si trova all’altezza dell’equatore come l’Uganda. Dobbiamo festeggiare la produzione anche fuori dai nostri confini”.

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