UNA POPOLAZIONE AFFAMATA. La sfida per l’agricoltura del terzo millennio è far fronte alle esigenze di una popolazione mondiale in costante crescita. Non è semplice, anche perché inquinamento, desertificazione e cambiamenti climatici concorrono a ridurre sempre di più l’estensione delle superfici coltivabile. Una risposta arriva dallo space farming, un tipo di agricoltura che sfrutta lo spazio per produrre grandi quantità di cibo in suoli ‘terraformati’. Ingegneri, biologi e agrari sono all’opera per verificarne la fattibilità.

AGRICOLTURA A GRAVITÀ ZERO. Lo space farming potrebbe diventare una vera e propria palestra per le scienze biologiche. I problemi da affrontare sono però tantissimi. Sarà ad esempio necessario individuare le modalità per attivare un ciclo fertile del suolo che permetta la crescita delle piante. Andranno poi studiate le comunità microbiche, in particolare i loro comportamenti con una gravità diversa da quella terrestre e le mutazioni genetiche che potrebbero subire a causa dell’isolamento. Molta cura va messa nella scelta delle piante, che dovranno essere in grado non solo di fornire cibo, ma soprattutto di sopravvivere a situazioni di fortissimo stress.

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