Nell’amministrazione di una città, piccola o grande che sia, uno degli argomenti più sensibili e delicati è di sicuro quello relativo alla mobilità. Ne sono esempi costanti le città di Roma e Milano, ad esempio, che devono spesso gestire scioperi o risolvere problemi legati al trasporto e che in ogni campagna elettorale mettono la voce mobilità al centro dei loro programmi.
Cambiare la mobilità vuol dire cambiare anche lo stile di vita del cittadino. Garantire infrastrutture come ferrovie e piste ciclabili significa impattare sulla sostenibilità cittadina cercando di fare qualcosa per migliorare la città per i cittadini di oggi e per quelli di domani. Ma quanto costa la mobilità in un città? Qual è la spesa dei comuni in mobilita?

Poche settimana fa OpenBilanci, la piattaforma web di Open Polis che analizza e confronta i bilanci di tutti i Comuni italiani negli ultimi 10 anni ha reso disponibli i dati relativi alla spesa dei comuni in mobilità dove è stato possibile prendere visione del valore della “mobilità” nei budget comunali e analizzare anche la spesa pro capite.

spesa dei comuni in mobilità

Tra pubblico e privato

Tutti i comuni italiani usano parte delle loro risorse per mantenere le strade, per far nascere infrastrutture, pagare i costi per l’illuminazione pubblica e quelli per il trasporto urbano. Ma ci sono importanti differenze tra una città e l’altra poiché molti di questi servizi possono essere esternalizzati a società private non direttamente collegate all’amministrazione comunale.

L’importanza della mobilità pubblica

All’interno dei bilanci comunali, una voce specifica è dedicata alla mobilità cittadina. Una funzione che richiede una serie di attività molto ampia. La manutenzione delle strade, prima di tutto, ma anche la costruzione delle infrastrutture necessarie a migliorare la viabilità, come ponti o rotonde, ma anche piste ciclabili. Senza dimenticare, in queste funzioni, l’illuminazione stradale. Al netto di tutte queste importantissime voci, il capitolo più importante è costituito dai trasporti pubblici, cioè dalle somme spese dal comune per il trasporto pubblico locale. Vale a dire il pagamento del personale o l’acquisto di nuovi mezzi di trasporto. Con un discrimine molto importante, che dipende da come è gestito questo servizio nel comune: se questo è appaltato a società esterne, le spese di queste ultime non rientreranno nel bilancio dell’ente.

spesa dei comuni in mobilità
Ma quanto vale la spesa dei comuni in mobilità all’interno del bilancio dell’ente?

È proprio qui che entra nel vivo la ricerca fatta da OpenBilanci che e che ci consente di prendere visione della spesa pro capite della funzione viabilità e trasporti in tutti i comuni italiani.
Tra quelli superiori ai 200mila abitanti, nel 2014 è stato Milano quello con la maggior spesa pro capite nella viabilità cittadina. Una spesa che di poco è andata oltre i mille euro per abitante. Al secondo e terzo posto figurano Venezia e Napoli, collocate attorno ai 470 euro pro capite. Quarto posto per Roma: la capitale ha speso per questa voce 422 euro per abitante. Nelle prime cinque posizioni – oltre al capoluogo campano – compare anche un’altra città del sud, Catania con 324 euro pro capite. Sotto i 150 euro ad abitante troviamo, nell’ordine: Torino, Verona, Bologna e Trieste.

La spesa per la viabilità

Una classifica che se confrontata con lo studio uscito a fine 2016 sulla spesa pro capite dedicata alla sola viabilità conferma tra le prime cinque sempre Milano, Venezia e Roma. Questa voce comprende tutte le spese per rendere più agevole la percorribilità delle strade urbane. Non solo per le automobili: rotonde, ponti, strade, ma anche piste ciclabili e aree pedonali. È compresa nel computo anche la spesa per l’arredo urbano strumentale alla circolazione stradale come i semafori e i cartelli stradali.

spesa dei comuni in mobilità

La mobilità è e resterà a lungo un elemento chiave per ogni amministrazione comunale. Quello che chiedono i cittadini è comodità unita alla praticità e quello che dovrebbe aggiungere il comune a queste richieste è la sostenibilità. Quante persone per esempio userebbero la bicicletta se ci fosse una rete ciclabile capillare e sicura? Molti più di quanti ne state immaginando. Credeteci. 

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