La cucina italiana è famosa in tutto il mondo, e gli ingredienti e i prodotti italiani sono sinonimo di qualità. Per ricordare l’importanza del comparto alimentare in Italia basti ricordare che, come ricorda il Quindicesimo Rapporto Ismea-Qualivita presentato pochi giorni fa a Roma, il nostro Paese vanta il primato mondiale per quanto riguarda il numero dei prodotti DOP IGP a quota 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo, all’interno di un settore Food che conta 84.695 mila operatori. Eppure, in un tale contesto, non mostriamo un gran rispetto per il cibo, anzi, e i numeri delle indagini relative allo spreco di alimenti lo dimostrano: ogni giorno, in media, gli italiani buttano 100 grammi di cibo nel cassonetto.

100 grammi di cibo nel cestino, ogni giorno

A confermare ancora una volta lo spessore dello spreco di alimenti in Italia sono i Diari di Famiglia dello spreco, i quali sono per l’appunto andati a calcolare quanto cibo viene buttato ogni giorno in media dagli italiani. E se 100 grammi al giorno pro capite possono sembrare poca cosa, è il totale annuale a far spavento: si parla infatti precisamente di 36,92 chilogrammi di cibo cestinato per ogni singola persona, per una cifra complessiva di circa 250 euro. L’unica cosa che ci può consolare è sapere che qualche anno fa questi dati erano decisamente peggiori.

Spreco di alimenti

L’indagine sullo spreco di alimenti in Italia

Per arrivare a questi risultati relativi allo spreco di alimenti sono stati analizzati i dati relativi a 400 famiglie da ogni parte d’Italia, per il periodo di una settimana, alle quali sono state aggiunte delle misurazioni di campioni significativi di scuole, di ipermercati e di supermercati. A coordinare l’indagine è stata la ricercatrice dell’Università di Bologna, Claudia Giordano, la quale ha potuto contare non solo su informazioni circa il peso dei rifiuti alimentari, ma anche su dati relativi la tipologia di alimento buttato e i motivi di tale spreco. Il monitoraggio, invece, è stato effettuato da una collaborazione tra il progetto Reduce del ministero dell’Ambiente e l’Università di Bologna – Distal, con il partenariato dell’Università della Tuscia – Deim, del Politecnico di Milano – Dica dell’Università di Udine – Deis.

8,5 miliardi di euro di cibo buttato

Questi e altri interessanti dati sullo spreco di alimenti sono stati presentati a Roma in occasione della quinta Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio. Dagli studi del progetto Reduce, per esempio, risulta che una famiglia italiana media butta nel cestino 84,9 chilogrammi di cibo all’anno. Tradotto a livello nazionale, questo significa che nel nostro Paese lo spreco di alimenti a livello delle famiglie arriva a 2,2 milioni di tonnellate, le quali corrispondono a circa 8,5 miliardi di euro, equivalenti allo 0,6% del Prodotto Interno Lordo nazionale.

Buttiamo soprattutto verdure, latte, latticini e frutta

Spreco di alimenti:

Se si dovesse andare a guardare nei cassonetti degli italiani, si troverebbero per lo più verdure, le quali costituiscono mediamente il 25,6% dello spreco di alimenti. A seguire il latte, i latticini, la frutta e i prodotti da forno. Nella maggior parte dei casi (46%) il cibo viene buttato perché è stata superata la data di scadenza o perché andato a male, mentre nel 26% dei casi gli alimenti sono arrivati nel cestino semplicemente perché ‘non graditi’.

Meglio degli scorsi anni

Va però sottolineato che, guardando a questi dati, si nota un discreto miglioramento rispetto alle misurazioni passate. Lo sottolinea il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani, la quale ha specificato che

«le stime del 2015 evidenziavano come si sprecassero 63 Kg di cibo a testa. I dati emersi dal progetto Reduce indicano come vi sia un calo dello spreco a livello domestico e le indagini fatte con i Diari di famiglia ci hanno dimostrato come lo spreco nel 2017 si sia attestato sui 37 kg pro capite. Questo sta a dimostrare che una corretta campagna di sensibilizzazione concertata tra istituzioni come in questo caso ministero, parlamento e università, possa produrre grandi risultati»

É della stessa opinione anche l’agroeconomista Andrea Segrè, il quale ha spiegato che «gli italiani sprecano circa 37 kg di cibo all’anno contro gli 84 kg del dato precedente, con un risparmio di 110 € in 365 giorni».

I buoni esempi

Di certo c’è ancora tanto da fare, ma non si può fare a meno di osservare che negli ultimi anni si è fatto tanto nella direzione giusta, anche grazie ad una progressiva sensibilizzazione a partire da alcuni nomi forti del settore Food. A partire, ovviamente, dallo chef modenese Massimo Bottura, il quale a partire da Food For Soul e dal Refettorio Ambrosiano ha rimarcato il valore del cibo ‘recuperato’, andando a recuperare lo spreco di alimenti negli altri ristoranti per fornire pasti sani e di qualità a chi più ne ha bisogno, coinvolgendo nel progetto altri chef di levatura nazionale. Ma i casi ‘meno noti’ e però degni di nota sono tantissimi: dall’onlus genovese SoleLuna che, con le rimanenze delle mense Ansaldo, serve piatti caldi gratuiti alla stazione di Cornigliano, fino al progetto dell’Acli romana ‘Il pane a chi serve‘ che recupera tonnellate di pane che andrebbero in discarica e le dona alle associazioni benefiche.

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