Indagare e promuovere il tema della perdita della biodiversità, dimostrando al contempo che vivere in armonia con la natura, a partire dalla mobilità sostenibile, è possibile. Sono questi gli ambiziosi obiettivi che si è posta Kate Rawles, docente universitaria e filosofa ambientale inglese, che sta per intraprendere quella che ha definito The Life Cycle, l’avventura della sua vita.

9.600 km: dalla Costa Rica a Capo Horn

A dicembre Rawles partirà da Cumbria, a Nord-ovest dell’Inghilterra, attraverserà l’Oceano Atlantico in nave e sbarcherà in Costa Rica, dove inizierà il vero viaggio, quello che la vedrà percorrere in bicicletta 9.600 km passando per le Ande fino alla punta più estrema del Sud America, Capo Horn. Per circa un anno, la Rawles esplorerà uno dei continenti più ricchi da un punto di vista naturalistico ma anche più a rischio, con l’obiettivo di approfondire la problematica della perdita della biodiversità, ovvero per comprendere cosa sta realmente succedendo al pianeta e cosa si può concretamente fare per proteggerlo.

The Life Cycle, un viaggio per denunciare la perdita della biodiversità

Durante questo percorso ribattezzato The Life Cycle la professoressa vuole osservare i diversi habitat, visitare tutti i progetti più importanti e avviare un dialogo e un confronto con le popolazioni locali. Tutte le informazioni e i dati verranno raccolti e rielaborati in un libro, anche se molto verrà anticipato sul suo blog, già attivo.

“La perdita della biodiversità e il suo impatto sulla vita terreste è una minaccia per la sopravvivenza degli esseri umani e milioni di altre specie ancora maggiore rispetto al cambiamento climatico– si legge sulle pagine del blog- Le due questioni sono ovviamente interconnesse ma ultimamente si sta riflettendo molto sul tema dei cambiamenti climatici, cosa che invece non si può dire altrettanto su quello della biodiversità. Mi piacerebbe contribuire ad invertire questa tendenza, perché l’influenza dell’uomo sull’ecosistema terrestre a livello globale sta alterando profondamente il pianeta, con delle conseguenze che non sono state ancora stimate nella loro gravità.”

 

Bicicletta in bambù fai da te

A rendere ancora più straordinaria questa The Life Cycle è il fatto che la Rawles percorrerà tutti quei chilometri in sella a una bicicletta, e non sarà una bici ‘comune’, perché il mezzo è stato realizzato artigianalmente utilizzando il bambù cresciuto in Cornovaglia. Assistita dal Bamboo Bicycle Club of London, la Rawles è stata impegnata per settimane nella realizzazione della sua biciletta e anche in questo caso ne ha documentato tutte le fasi produttive nel suo blog: dall’analisi del progetto su carta al taglio delle canne in bambù fino all’assemblaggio del telaio e di tutti gli altri elementi. La scelta del bambù è stata chiaramente motivata dal bassissimo impatto che questo materiale ha sull’ambiente in termini di emissioni di CO2, decisamente inferiore rispetto a una biciletta in acciaio, a parità di prestazioni su strada e di resistenza.

Non è la prima impresa di questo genere

A dirla tutta questa per Kate Rawles non è la prima avventura di questo genere. L’ultima è stata la partecipazione nel 2014 alla spedizione Gyre to Gaia, un viaggio sulle acque dell’Atlantico settentrionale, dalle isole Azzorre alle Canarie, per osservare e documentare gli effetti della plastica sulla vita marina. Ma quella più simile al viaggio che la professoressa sta per intraprendere è sicuramente ‘The Carbon Cycle’, un percorso di 7300 chilometri che la Rawles ha realizzato sempre da sola e sempre in bicicletta dal Texas all’Alaska. In quel caso l’obiettivo era quello di esplorare i comportamenti del Nord America, una delle più grandi aree produttrici di petrolio al mondo, nei confronti del cambiamento climatico.  Da quell’impresa è nato anche un libro, “The Carbon Cycle; Crossing the Great Divide”, che è stato selezionato per il Banff Mountain Festival Adventure Travel Book Award ed ha anche concorso per l’ UK People’s Book Prize.

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