Progettare come saranno il traffico e la mobilità del futuro è un’incombenza che non può più essere posticipata: ce lo dicono gli studi scientifici, che dimostrano come le emissioni nocive dei nostri veicoli devono essere tagliate il prima possibile, ma ce lo dicono anche le pazzesche congestioni di traffico che ogni giorno rallentano o persino bloccano le nostre città. Un’interessante analisi portata avanti da TomTom, la compagnia che produce dispositivi di navigazione satellitare, ha per esempio dimostrato che tra le peggiori città europee quanto a traffico ci sono anche due città italiane. Nello specifico, Napoli sarebbe la tredicesima peggiore città europea, con un tempo di percorrenza del 33% superiore per gli spostamenti all’interno della città. Roma, poi, è al sesto posto, con un ritardo cronico del 40%. Il podio di questa classifica fatta di code, di incroci impossibili, di parcheggi introvabili e di inquinamento veicolare è composto da San Pietroburgo, Mosca e Bucarest, rispettivamente terza, seconda e prima. La capitale romena vanta un tempo di percorrenza superiore del 50%, aggiudicandosi così il poco onorifico titolo di città europea con il peggior livello di traffico. Questi dati, insomma, dimostrano la necessità – anche a livello ‘personale’ oltre che ambientale – di trovare soluzioni concrete per il traffico e la mobilità del futuro.

traffico e la mobilità del futuroIl traffico e la mobilità del futuro: meno incidenti e aria più pulita

Ripensare il traffico e la mobilità del futuro è poi indispensabile anche guardando ai numeri impressionanti degli incidenti e soprattutto delle vittime stradali: più di un milione di persone muoiono infatti ogni anno a causa di incidenti veicolari. Tutte queste morti si sommano ovviamente a quelle causate direttamente o meno dal cambiamento climatico e dall’inquinamento. E se il traffico e la mobilità del futuro poggiassero su dei veicoli elettrici e condivisi a guida autonoma? Beh, lo scenario cambierebbe totalmente, in qualsiasi direzione. Il traffico potrebbe ridursi moltissimo, gli incidenti potrebbero diventare notizia rara, le polizze auto così come le conosciamo oggi scomparirebbero, l’inquinamento veicolare diminuirebbe fino allo zero, e i costi dei viaggi e degli spostamenti urbani colerebbero a picco. E queste sarebbero solo le novità più importanti.

La rivoluzione è a portata di mano, a partire dal 2020

Zero code, più spazio e sicurezza per i pedoni e per i ciclisti, spostamenti più veloci e tanta aria pulita. Il traffico e la mobilità del futuro potrebbero assicurarci quindi una vita molto meno stressante e più salubre. A rendere possibile tutto questo sarebbe la congiunzione tra due differenti tecnologie più o meno avveniristiche: da un parte le automobili a guida autonoma, e dall’altra quell’enorme libro mastro per le transazioni virtuali che è la blockchain. I primi veicoli driverless, stando ai produttori che stanno lavorando per rivoluzionare il traffico e la mobilità del futuro a partire dai mezzi stessi, dovrebbero essere pronti già a partire dal 2020. Questi si muoveranno per le nostre città in piena autonomia, decidendo i percorsi da fare secondo i dati di traffico in tempo reale e le esigenze del passeggero (e di quello successivo, in caso di veicoli condivisi). La tecnologia blockchain, invece, offrirà delle transazioni peer-to-peer veloci, sicure, e soprattutto senza intermediari. Se infatti l’automobile condivisa a guida autonoma elimina il conducente (e quindi un costo) gli smart contract di blockchain cancellano le banche, le assicurazioni e persino le compagnie di trasporti, in quanto un veicolo condiviso che gira per la città rispondendo in autonomia alle chiamate degli utenti potrà essere di proprietà di un normale cittadino, o persino di una collettività.

traffico e la mobilità del futuroUna condivisione senza limiti e remunerativa

Insomma, il traffico e la mobilità del futuro prendono forma a partire dalle automobili elettriche driverless e dalla possibilità, ipotizzata primariamente da Elon Musk, di permettere ai proprietari di veicoli a guida autonoma di metterli a completa disposizione – laddove non in uso – di chiunque ne abbia bisogno, grazie ai pagamenti sicuri e diretti garantiti da blockchain. In questo modo chi acquisterà un’automobile a guida autonoma potrà rientrare dalle spese grazie a questo ‘noleggio intelligente’, avendo inoltre la possibilità di vedere entrare direttamente sulla propria carta di credito gli utili dei passaggi offerti, grazie ad una gestione via app e senza intermediari. E c’è di più: in questo tipo di orizzonte, il traffico e la mobilità del futuro potrebbero essere caratterizzati anche da veicoli non solo autonomi, ma anche economicamente indipendenti: da un certo punto di vista, un’auto potrebbe gestire il suo stesso profitto, prendendo decisioni in modo autonomo con l’obiettivo di massimizzare le entrate dell’individuo o della società proprietaria. Ovviamente la differenza con servizi come un Uber è lampante: i veicoli autonomi cancellano il costo del conducente, mentre blockchain elimina i costi dovuti agli intermediari e i ricarichi sulle transazioni. Fulgido esempio di quella che potrà essere la società post-capitalista, il traffico e la mobilità del futuro saranno costituiti da oggetti che, quando non in uso, saranno automaticamente riassegnati – dietro ad un pagamento di un preciso fee – ad altri utenti, così da costituire non una spesa, ma un continuo investimento.

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